MEDA, Il Decoro Urbano passa dall’ Attenzione

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COADIUVATO DALLA PRESENZA DELL’AMICO E COLLEGA DI GRUPPO CONSILIARE, Consigliere: MATTEO RATTI, HO SVOLTO UN SOPRALLUOGO SUL TERRITORIO MEDESE AVENTE COME OGGETTO LA VERIFICA DEL “VERDE” CITTADINO.

risultato: IL NOSTRO COMUNE NON E’ MESSO MALE – O MEGLIO NON SI DISTINGUE NEL BENE E NEL MALE DAI COMUNI CONFINANTI – MA, ALCUNI INTERVENTI SONO NECESSERI SE SI VUOLE RENDERE MEDA: “UN POSTO BELLISSIMO”

Ecco quelli riscontrati

  • PARCHEGGIO COMUNALE VIA MANZONI

ASSOLUTAMENTE INTERVENTO PRIORITARIO (oggetto di segnalazione agli uffici comunali)

La questione parcheggi a Meda è molto sentita (a breve arriverà il Piano Particolareggiato redatto dall’ Ing. Barzizza del Centro studi PIMI); l’urbanistica ha spesso sacrificato gli spazi di sosta preferendo altre opere edili – residenze -. Lascia pertanto basiti la mancata attenzione riservata ad un’area deputata a questa funzione. Sto parlando dello spazio situato al bivio divisorio esistente tra via Colombara e via Manzoni; la salitella appena dopo al cancello non conduce solamente all’istituto Grimoldi ma, conduce a degli spazi di sosta pubblica che oggi versano in condizioni di incuria sia dal punto di vista stradale che dal punto di vista del decoro “green”. Tra erbacce infestanti che invadono i parcheggi e rami che piovono sulle auto in sosta, nella nostra segnalazione una menzione rilevante per un intervento celere di controllo la merita il pino (in foto – a sinistra nel collage sotto -) sul quale bisogna stabilire al più presto il grado di vitalità in quanto pericoloso poiché si trova nei pressi dell’arteria principale,: appunto Via Manzoni

 

 

INVASIONE DI CARREGGIATA

PER FARE DI MEDA UN POSTO BELLISSIMO Occorre sviluppare Azioni Concrete che vadano oltre ai semplici piani di governo. E’ importante non sottovalutare e mantenere il focus acceso sulle vario opere di manutenzione ordinaria che influiscono sul Decoro Urbano 

Durante il nostro sopralluogo tra i vari quartieri di Meda, Io e il consigliere MATTEO RATTI abbiamo notato come alcune delle nostre vie siano letteralmente “invase” dall’eccessiva crescita del volume delle piantumazioni versanti in condizioni di incuria. Pubblica o privata che sia la paternità degli arbusti finiti sotto la nostra lente di osservazione occorre metter “ordine” alle condizioni in corso in queste vie:

VIA DELLE COLLINE – A Matteo è stata segnalata la presenza di una pianta che per l’ampia massa invade dall’alto verso il basso la carreggiata venendo costantemente centrata dai camion –

VIA CIALDINI – Andando in direzione Seregno (Ingresso Porada) superata l’isola ambientale posta in prossimità delle scuole Elementari San Giorgio, appena scavallato il dosso artificiale la carreggiata è invasa dagli estremi del bosco incolto situato nella preziosa area verde di quartiere.

VIA CONTE UGO DI CARPEGNA – Rovi ed erbacce infestanti che escono da proprietà privata delimitata da una recinzione invadono almeno un quarto della carreggiata utilizzata per la discesa (in realtà la strada non ha la linea divisoria). In particolare pericolosa è la presenza di una pianta situata sulla semicurva che caratterizza il disegno della strada

Già parlato del pino presente nel parcheggio pubblico di via Manzoni dalle condizioni incerte, ci hanno colpito alcune piante senza vita presenti sul territorio. In Piazza Cavour nel giardinetto limitrofo alla curva che introduce all’area tra le piante che dominano la scena ve ne è una morta che aspetta di esser sostituita. Stesso discorso per due piante presenti all’entrata del Liceo Marie Curie. Chi invece gode di ottima salute, ed è un dispiacere tagliarlo, è il FICO situato in corrispondenza del ponte sul Tarò (laddove il fico affonda le sue radici) bello da vedere ma purtroppo di intralcio alla viabilità già compromessa in zona

 

Il comparto verde è fondamentale per un discorso di sostenibilità ambientale non solo Medese (E’ soltanto datato di alcune settimane il triste primato rilevato nel 2017 conquistato dalla Provincia di Monza e Brianza quale area dove si è consumato più suolo) perciò non si chiede lo sfalcio totale dell’incuria ma una  manutenzione che diviene aspetto altresì importante per decorare l’aspetto urbanistico del nostro Paese. In un anno è stato fatto molto sul territorio: oltre che a portar a termine il percorso di inserimento dei terreni del PLIS (Parco Locale di Interesse sovracomunale della Brughiera Briantea) e a riscoprire la fruizione delle aree boschive medesi, l’ Amministrazione ha deliberato un grosso progetto da più di 10.000 ettari che riqualificare un’area verde di Via Manzoni liberandola dai rovi e rendendola accessibile ed inclusiva a tutti.

Come detto in precedenza il tempestivo intervento della componente politica e degli uffici sui giardini di competenza comunale è una funzione ordinaria da svolgere periodicamente, Occorre però trovare una strada per avviare un programma di collaborazione con i privati per prendersi cura di quei dettagli che possono sul serio far la differenza rispetto ai comuni limitrofi.

Con MATTEO abbiamo rilevato queste situazioni particolari, per qualsiasi segnalazione sul tema sfuggita ai nostri occhi

Segnalate a:

consigliere.terraneo@comune.meda.mb.it

consigliere.ratti@comune.meda.it

MEDA, Domenica 1 Luglio 2018; è QUI la FESTA!

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APPROVATA  LA DELIBERA DI ESTINZIONE DEL PLIS BRUGHIERA BRIANTEA E AI SENSI DELLA LEGGE REGIONALE DELLO SCORSO DICEMBRE 2017, IL COMUNE DI MEDA DALLO SCORSO 7 GIUGNO 2018 E’ ENTRATO A FAR PARTE DEL PARCO REGIONALE DELLE GROANE.

LA FESTA ORGANIZZATA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE IN COLLABORAZIONE CON LE ASSOCIAZIONI CHE ADOPERANO IL LORO IMPEGNO IN STRETTA CONNESSIONE CON GLI AMBIENTI DI BRUGHIERA SARA’ OCCASIONE DI CELEBRAZIONE DEL “PARCO REGIONALE DELLE GROANE” E PER LA STORIA DI MEDA … AGGIUNGIAMO “E DELLA BRUGHIERA” PER COLTIVARE SEMPRE LA MISSION DELLA #MEDESITA’

PROGRAMMA DELLA FESTA

MATTINATA:

Ore 8.45 Inizio Manifestazione

Vi svegliamo presto: la giornata della “START UP” del nuovo ente (il 1 luglio sarà il giorno ufficiale di inizio attività e Meda arriva per prima) inizia alle ore 8.45 con ritrovo fissato ovviamente a MEDA, in Via COMO, negli spazi adiacenti alla C.na BELGORA. E’ facile riconoscere il luogo di ritrovo per la presenza di uno striscione che campeggia con scritto “E QUI LA FESTA!”.

Dopo i saluti e alcuni passaggi storici intorno alle 9 e 15 comincerà la parte più interessante della giornata: l’ Escursione ribattezzata “CAMMINATA ALLA RISCOPERTA DEI TESORI AMBIENTALI MEDESI” 

Gli obiettivi della passeggiata saranno quelli: in primis di comunicare al gruppo la bellezza e le peculiarità dell’ambiente boschivo della Brughiera che caratterizza una porzione del territorio del Comune di MEDA. Inoltre cercheremo di far comprendere il giusto utilizzo dei sentieri, aprendo da un lato ad una fruibilità a 360 Gradi per Tutti! Dall’altro educando al rispetto dell’ecosistema naturale.

Il percorso procederà lungo il Pian delle Monache e si svilupperà fino alla zona ex-Cave; attraversando le aree più note e alcune meno battute – ma più caratteristiche – dell’intero ecosistema della Brughiera Medese.

AL RIENTRO … Ci troviamo sul PRATONE DI VIA COMO

Ora di ritorno prevista 12 e 30 (se coinvolge: saranno giustificati ritardi nella tabella di marcia)

Dopo i saluti a partecipanti e curiosi degli esponenti di giunta – fra cui il Sindaco LUCA SANTAMBROGIO che farà gli onori di casa alla FESTA! – del consiglio comunale medese, di esponenti degli ENTI patrocinanti dell’evento e dei rappresentanti delle associazioni che hanno collaborato all’organizzazione dell’evento

 

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE OFFRIRA’ AI PARTECIPANTI UNO SPUNTINO D’ESTATE

(Consigliamo comunque ai partecipanti di munirsi di ristoro da casa; l’ambiente è ideale per un PIC-NIC !)

POMERIGGIO

Nel pomeriggio il pratone diventerà cornice di eventi organizzati dalle associazioni che hanno partecipato all’organizzazione della giornata

Il COMITATO PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA, le GEV, L’ABBRACCIO, IL CIRCOLO CULTURALE XX SETTEMBRE, BRIANZA DOMANI, PROLOCO MEDA, MUSEO CIVICO LENTATE SUL SEVESO, WWF  saranno presenti per informare i presenti con i loro gazebo

Inoltre programmate ATTIVITA’ DIDATTICHE – RICREATIVE per i più piccoli ma anche per tutte le fasce d’età e ANGURIATA finale

Ore 18.00 Termine Manifestazione 

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MEDA, Partecipiamo a B.E.A

MERCOLEDI’ 30 MAGGIO 2018, IN COMPAGNIA DEL SINDACO LUCA SANTAMBROGIO. DEGLI ASSESSORI COMPETENTI FABIO MARIANI E FRANCESCA MASCHERONI. DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO COMUNALE CITTADINO: RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI DI MAGGIORANZA E DELLE OPPOSIZIONI; SONO/SIAMO STATI OSPITI DELL’ AZIENDA BRIANZA ENERGIA AMBIENTE, MEGLIO NOTA COME B.E.A.

 

Tour conoscitivo; mi piace definirla così la visita di mercoledì 30 maggio 2018 che ho effettuato assieme alle alte cariche politiche della nostra città all’azienda di DESIO, BRIANZA ENERGIA AMBIENTE. Nata nel 1964, l’impianto oggi è Presieduto dalla Dr.essa DANIELA MAZZUCONI assente all’incontro ma ben sostituita dai componenti del consiglio di amministrazione e dai tecnici, abili a fornire le spiegazioni del lavoro svolto dall’azienda.

COS’E’ BEA, LA SUA STORIA E COSA C’ENTRA CON MEDA …

BRIANZA ENERGIA AMBIENTE s.p.a è un’azienda pubblica “gioiellino” nella realtà brianzola per il fatto di esser leader nell’ambito dell’attività di recupero della materia e per la produzione di energia tramite la valorizzazione dei rifiuti nei propri impianti. Attualmente l’azienda ha in consegna il trattamento dei rifiuti di 53 comuni, servendo 600.000 abitanti. Il ruolo del nostro Comune oltre ad esser cliente del servizio sta nell’esser socio dell’azienda.

L’ente COMUNE DI MEDA al 31/12/2017 è in possesso del 7,34% delle quote di B.E.A con partecipazione nelle società satellite della stessa: SERUSO SpA (1,284% del 17,50%)  e BEA GESTIONI SpA (6,606% del 90,00%)

Dall’interesse sovracomunale per la gestione dei rifiuti nel 1964 comuni dell’area brianzola fondarono il “CONSORZIO PER LA COSTRUZIONE E GESTIONE DI UN IMPIANTO DI INCENERIMENTO). Gli enti locali soci della prima ora furono i Comuni di Desio, Bovisio Masciago, Cesano Maderno, Muggiò, Nova Milanese, Seveso e Varedo. Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta ai sette fondatori si uniranno i Comuni di Lentate sul Seveso, Limbiate, Meda e Solaro. Gli anni ’80 vedono l’ingresso fra i soci della Provincia di Milano, che rimarrà nella gestione fino al 2009 quando avvenne il passaggio di quote alla neonata Provincia di Monza e della Brianza. Nel 2004 il Consorzio (divenuto provinciale anche nel nome) muta in SpA: Società per azioni. Nel 2012 B.E.A costituisce BEA Gestioni SpA. A settembre 2016 si sono conclusi i lavori di rinnovamento dell’impianto, che hanno apportato ulteriori migliorie sul fronte della tutela ambientale anticipando di quasi due anni i limiti di legge che entreranno in vigore nel 2018.

SERVIZI OFFERTI DA BEA

ENERGIA DAI RIFIUTI: Dal 1976 B.E.A si impegna a produrre energia ricavandola dai rifiuti urbani non riciclabili. Questa soluzione è di base ecologica poiché si utilizzano i rifiuti come combustibili eliminando il ricorso all’accumulo indifferenziato in discariche, con tutti i rischi che questa soluzione comporta in termini di inquinamento ambientale a lungo termine. Questo avviene grazie all’uso di un TERMOVALORIZZATORE capace di smaltire oltre 300 tonnellate al giorno – funziona a ciclo continuo 7 giorni su 7, 24 h su 24 h – della nostra pattumiera. Il processo avviene tramite la combustione dei rifiuti produce energia termica che alimenta una caldaia; il vapore prodotto consente la produzione di energia elettrica e di calore al servizio di una moderna rete di teleriscaldamento sovracomunale

ENERGIA DAL SOLE: Dal 2008 B.E.A ha disposto 270 pannelli solari che costituiscono un impianto fotovoltaico capace di produrre elettricità

TELERISCALDAMENTO: Il termovalorizzatore trasforma i rifiuti prima in energia termica (vapore) e poi in energia elettrica. Il calore residuo di questo procedimento viene ulteriormente recuperato da una centrale termica connessa al termovalorizzatore di Desio, che raccoglie l’acqua calda prodotta e, attraverso un impianto di pompaggio, la avvia a una rete di condotte diffuse sul territorio

RACCOLTE DIFFERENZIATE: Dal 2006 a Verderio Inferiore su un’area di 20.000 m2 attraverso la società Seruso SpA, B.E.A serve una popolazione di 1.200.000 abitanti in 3 provincie lombarde. Ogni anno vengono vagliate 45.000 tonnellate di rifiuti

FRAZIONE ORGANICA: Protagonista è il compost, il prodotto dalla fermentazione e decomposizione dei rifiuti organici, in particolare gli scarti alimentari da cucina. Il trattamento della frazione organica offre un duplice vantaggio: da un lato permette di valorizzare gli scarti alimentari, trasformandoli in risorse utili per arricchire di sostanze nutritive le coltivazioni; dall’altro evita l’accumulo di rifiuti indifferenziati nelle discariche, a beneficio della sostenibilità ambientale

VERDE: Il verde pubblico e privato, il materiale proveniente dalla manutenzione dei nostri giardini e dei parchi pubblici, è trasformato in 3/6 mesi in fertilizzante naturale

CONSIDERAZIONI:

BRIANZA ENERGIA AMBIENTE è un’ azienda partecipata in salute, fa sempre male ma va dato merito nel dover sottolineare come un impianto pubblico sia gestito in forma efficiente in tutti i suoi aspetti: finanziario ed ambientale. Proprio i casi di “mal gestione” della cosa pubblica trascinano l’inceneritore nel ring della battaglia elettorale, costruendo di fatto un serbatoio di voti per alcune forze politiche che ne sposano la battaglia. Tutti noi vorremmo la pozione capace di distruggere automaticamente all’uso i rifiuti che noi stessi produciamo – solo il non dover portare fuori la pattumiera alla sera sarebbe un fastidio in meno – ma purtroppo fin quando non ci sarà, l’inceneritore rappresenta il modo migliore per eliminare ciò che buttiamo. L’impianto di Desio è tra i meno inquinanti della Lombardia (ente che costantemente rinnova l’autorizzazione all’esercizio) e attorno ad esso vi sono molti miti da sfatare: non è assolutamente vero che nelle zone circostanti al termovalorizzatore siano in aumento le percentuali di chi contrae un tumore; un’analisi del Politecnico ha sentenziato come l’inquinamento prodotto da esso sia di gran lunga inferiore a quello prodotto dal traffico veicolare (qui la ricerca). La conclusione è che spesso gli inceneritori sono vittime di chi li gestisce, in alcuni casi malamente. E’ necessario ridurre la pratica malsana del consumismo: generare rifiuti; il riciclo, la differenziazione non bastano però ad eliminare tutto il problema, per curare la parte mancante occorre bruciare gli scarti. Anche nei paesi esteri per tutelare l’ambiente si procede all’incenerimento di parte dei rifiuti; questo accade anche nell’avanzata Svizzera dove il termovalorizzatore non è posto in campagna ma, in centro città come accade a Zurigo. Quale è allora la differenza?

la differenza sta nel fatto che uno svizzero quando si trova davanti ad un inceneritore non si fa domande ne’ sulla struttura ne’ sul sito: Perchè è sicuro che chi l’ha posizionato li ha agito in buonafede e nell’interesse della comunità. In Italia invece il ragionamento non è automatizzato, poichè non abbiamo una classe dirigente immune dal dubbio, il pensiero va a quanto, e chi ci avrà mangiato! B.E.A, come altri impianti simili sono rigorosamente rispettosi di tutti i paramentri imposti dalla Legge, eppure costantemente vengono messi in discussione perchè alle loro spalle non hanno la copertura della fiducia nelle istituzioni che dovrebbero esserne i garanti con i cittadini

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Categories: TERRITORIO E AMBIENTE

MEDA, Indagine in corso sulla Sosta. PIANO PARTICOLAREGGIATO

DURANTE QUESTE GIORNATE E’ COMPARSO SUL CRUSCOTTO DEGLI AUTOMOBILISTI MEDESI UN INEDITO TAGLIANDINO DI DIVERSI COLORI; TRANQUILLI NON E’ LA SOLITA MULTA, MA UNO STRUMENTO CHE PERMETTERA’ FINALMENTE DI REGOLAMENTARE LA QUESTIONE PARCHEGGI

Occorre fare due passi indietro:

  1. Lo scorso Ottobre 2017 venne organizzata dall’Amministrazione una serata di presentazione del PGTU in cui dai cittadini – residenti e commercianti di zona – venne sollevata l’annosa questione della sosta non regolamentata, vista con ragione come un deficit per le attività e la vita quotidiana delle persone
  2. A Febbraio 2018 il PGTU è stato adottato dal Consiglio Comunale cittadino, specificando negli interventi politici della maggioranza come la priorità assoluta venisse data proprio alla questione della SOSTA, piuttosto che l’annosa questione dell’applicazione dei sensi unici calati sulle zone in modo capillare
RIPASSIAMO IL PGTU

MEDA: ECCOTI IL PGTU. ESSENZIALE MA TROPPO ARMONICO

ECCO IL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELLA SOSTA

P.P.T.U – PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL TRAFFICO URBANO – : secondo livello. Prendendo le indicazioni provenienti dal P.G.T.U, si fissa un determinato aspetto critico e si decide come strutturare lo specifico intervento. Dal generale si passa all’individuazione del particolare

In questi primi giorni di maggio i medesi – e non (Meda per la sua situazione è un sito molto battuto soprattutto dai pendolari di altri paesi) – hanno visto comparire sui cruscotti delle proprie auto dei TAGLIANDI. Essi portano la firma del Comune di Meda e del Centro Studi PIMI, dal titolo se ne capisce l’utilità: INDAGINE SOSTA – Piano Particolareggiato – l’indicazione di utilizzo è specificata sotto: “………Vi preghiamo gentilmente di non rimuovere il biglietto fino a quando l’auto resterà in sosta in questo spazio.

Detto che non si tratta di nessuna contravvenzione, il tagliando ha funzione di indagine sulle abitudini dei cittadini riguardo il parcheggio all’interno del nostro comune.

Il territorio è suddiviso in ambiti: le zone interessate sotto studio si concentrano nelle vie comprese tra la Stazione Ferroviaria e il c.so Italia e dall’altra sponda del passaggio livello si guarda a via Gagarin ed Indipendenza. La rilevazione avviene dalle 7.00 del mattino alle 20.00 di sera – pausa mezzogiorno -. Ad ogni fascia oraria (intervallo di 60 minuti: 7.00/8.00 – 8.00/9.00 – 9.00/10.00 ecc. fino a 19.00/20.00) corrisponde un biglietto posto sul cruscotto dell’auto di gradazione diversa; i 6 tipi di colore sono: NERO, ROSSO, BLU, VERDE, MARRONE e ARANCIO.

I tagliandi sono posizionati sulle auto da un vigile della Polizia Locale in borghese che ogni ora compie un percorso prestabilito individuato dal Pimi, centro studi che fornisce anche le TABELLE REPORT che serviranno poi a formulare gli interventi ed il successivo Piano Esecutivo. Queste tabelle costruite in base alla caratteristiche della via atta ad esser rilevata contengono diciture specifiche sulle tipologie delle aree sosta presenti: la prima divisione è tra sosta regolare e sosta non regolamentare, poi si passa alla classificazione del parcheggio: pagamento, disco orario, libero.

La rilevazione dovrebbe terminare – se le varie specifiche, anche metereologiche giocano a nostro favore – già questa settimana (sicuramente prima della fine delle scuole) dopodiché terminato lo studio del Pimi con l’Amministrazione si passerà alla fase di estensione del PIANO PARTICOLAREGGIATO DELLA SOSTA di MEDA

 

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MEDA: RIQUALIFICATA L’AREA CANI DI VIA SAN GIORGIO

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DETTO FATTO! IN SOLI 8 MESI QUELLO CHE E’ STATO UN MIO CAVALLO DI BATTAGLIA ALLE SCORSE ELEZIONI AMMINISTRATIVE E’ STATO CONSEGNATO ALLA CITTADINANANZA.

ELEZIONI MEDA 2017, RIVITALIZZARE IL QUARTIERE SAN GIACOMO

DALLA PROMESSA ALLA CONCRETEZZA: L’AREA CANI DI VIA SAN GIORGIO FINALMENTE E’ UN LUOGO DECOROSO FRUIBILE DAI CITTADINI MEDESI. UN INTERVENTO IMPORTANTE CHE SI LEGA ALL’AZIONE DI GOVERNO NELL’OBIETTIVO DI RIVITALIZZARE IL QUARTIERE SAN GIORGIO.

Dall’ 8 febbraio scorso, con un’attesa maggiore rispetto ai piani, la cittadinanza medese ha potuto usufruire di una nuova AREA CANI finalmente riqualificata. Negli scorsi anni il sito non ha goduto dell’attenzione necessaria da parte dell’amministrazione uscente andando così incontro ad un lento processo di degrado visibile negli effetti agli occhi dei cittadini. Strana politica quella del centrosinistra medese, incapace di intervenire su un’ AREA specifica ed unica presente sul comune e di conseguenza cieco nel non vedere oltre ai benefici sugli animali, quelli derivanti per i proprietari e sull’intera comunità.

AREA CANI: PERCHE’ E’ IMPORTANTE IN UN PAESE
  • i cani devono esser portati spesso fuori per ridurre la noia e smaltire l’energia accumulata a casa. L’accesso ad un parco vicino a casa è il modo più sicuro e più efficace per soddisfare questi bisogni. I cani ben socializzati e che fanno attività fisica regolare presentano comportamenti meno aggressivi verso gli altri cani e le persone, sono meno distruttivi e rumorosi e più difficilmente sviluppano quei problemi comportamentali che sono spesso causa di abbandonol’attività fisica regolare mantiene in salute il cane e aumenta la sua aspettativa di vita. la presenza di spazi creati per i cani e i  padroni riducono le possibilità che i cani siano lasciati liberi in altre aree di ricreazione dove possono infastidire le altre persone
  • promuovono la formazione di proprietari più responsabili. È cosa comune che i padroni condividano esperienze e si scambino dei consigli su come educare i cani e si stimolino a vicenda a diventare più responsabili. Permettono agli anziani e a tutte quelle persone che non possono allontanarsi troppo dalla città di far fare del moto ai loro cani. Forniscono uno spazio che permette alle persone di incontrarsi e formare legami. I cani aiutano a “rompere il ghiaccio” e facilitano i rapporti interpersonali. Incoraggiano i proprietari a fare del moto coi propri cani, e quindi contribuiscono al miglioramento della salute fisica generale delle persone forniscono un gradevole spazio verde dove trascorrere del tempo
MEDA: INTERVENTO SULL’AREA CANI DI VIA SAN GIORGIO

Detto dello scarso interesse avuto dal Partito Democratico Medese rivolto all’AREA CANI, e detto dei benefici che queste “confort zone” portano agli animali e alle persone – oltre che ai soli proprietari -, l’intervento sul sito di Via San Giorgio è stato reso necessario per via di un incidente avvenuto la scorsa estate che ha completamente divelto la recinzione. La situazione di degrado riscontrata all’interno dell’area (bidoni divelti, prato e piantagioni nell’incuria e regolamento imbrattato con bombolette spray) è stata così affiancata dalle conseguenze dell’evento descritto sopra, il che ha elevato ad URGENTE l’intervento in programma di riqualifica del sito. La citata “Burocrazia Italica” nella manifestazione dei paletti di bilancio, non hanno permesso un intervento celere e così l’area è rimasta in condizioni disastrose per tutto l’autunno e parte dell’inverno. Non potevamo però presentarci alla bella stagione con l’unica AREA CANI presente sul territorio fruibile ma in condizioni ignobili; la raccolta delle sollecitazioni dalla cittadinanza – molto attenta al sito – e l’interesse del sindaco leghista LUCA SANTAMBROGIO ha reso prioritario nell’agenda degli interventi la RIQUALIFICA DEL PARCHETTO DEGLI ANIMALI.

Così già a febbraio 2018 – solo 8 mesi dopo l’elezione – L’AREA CANI DI VIA SAN GIORGIO SI PRESENTA COSI’ IN UNA VESTE NUOVA:

  1. RISTRUTTURAZIONE CANCELLO D’INGRESSO: la porta di accesso all’area cani è stata riassettata in moda da garantire una chiusura uniforme. Prima le parti non coincidevano l’una con l’altra
  2. RICOSTRUZIONE STACCIONATA PERIMETRALE : i pali in legno sono state sostituite da una recinzione più solida, più bassa e cementificata alla base in modo da resistere agli urti
  3. RIPOSIZIONAMENTO CESTINI DEI RIFIUTI : istallato un cestino dei rifiuti all’ingresso e riposizionati i bidoni prima divelti all’interno dell’area

Termino il post rivolgendo nuovamente un appello a chi frequenta l’area di esser un fruitore ma anche un ambasciatore del sito. Questa piccola porzione del territorio ha una grande importanza e se curata può diventare esempio, modello per la creazione di altre Aree cani in giro per la città. Da parte mia, vi sarà sempre massima attenzione al luogo

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MEDA: ECCOTI IL PGTU. ESSENZIALE MA TROPPO ARMONICO

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DOPO UNA GESTAZIONE DURATA ANNI GIOVEDI’ 15 FEBBARIO 2018 IL CONSIGLIO COMUNALE HA APPROVATO IL PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO – P.G.T.U -. COME MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA SI E’ DECISO DI PROSEGUIRE, CON QUALCHE REMORA, LA LINEA DI PERSEGUIRE L’OBIETTIVO DI UNO SVILUPPO DELLA MOBILITA’ DOLCE E IL RECUPERO DI SPAZIO PER LA CREAZIONE DI AREE DI SOSTA, DETTATA DALL’ING. BARZIZZA ESTENSORE DEL DOCUMENTO

PIANO URBANO DEL TRAFFICO: CHE COS’E? COME E’ ARTICOLATO?

Partendo da un inquadramento legiferativo prima di parlare del PGTU bisogna cominciare dalla sigla P.U.TPIANO URBANO DEL TRAFFICO -, previsto dalla legge numero 36 contenuta nel Nuovo codice della strada (1992). Il documento è previsto in due casi: è d’obbligo per tutti i comuni aventi un numero di cittadini superiore a 30.000 unità; è fortemente consigliato per i paesi che non presentano almeno 30.000 abitanti, ma sono interessati al loro interno da rilevanti criticità. Il PUT si inserisce nella famiglia del P.G.T – PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO – strumento di pianificazione urbanistica che regola l’intero assetto del comune, previsto da Regione LOMBARDIA a partire dal 2005. E’ importantissimo specificare come gerarchicamente il PGT abbia un ruolo dominante, capace di influenzarne le scelte e non viceversa, sul PUT.

Il P.U.T si articola in tre livelli di azione:

  1. P.G.T.U – PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO – : primo livello, valenza bi-triennale. E’ una fotografia sullo stato della mobilità nel paese da cui viene ricavata la progettazione degli interventi atti a superare le criticità emerse. Livello generale
  2. P.P.T.U – PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL TRAFFICO URBANO – : secondo livello. Prendendo le indicazioni provenienti dal P.G.T.U, si fissa un determinato aspetto critico e si decide come strutturare lo specifico intervento. Dal generale si passa all’individuazione del particolare
  3. P.E.T.U – PIANO ESECUTIVO DEL TRAFFICO URBANO -: terzo livello. Si passa all’esecuzione materiale dei due livelli precedenti. Azione diretta sul campo

PERCHE’ MEDA ?

30.000 Abitanti: #MEDA oggi non ha in dote questa portata di cittadini. La nostra città rientra quindi nell’area dei comuni per i quali il piano è fortemente consigliato; MEDA PRESENTA SUL PROPRIO TERRITORIO RILEVANTI PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE. Chi conosce e si muove sul territorio non ha difficoltà ad individuare diversi aspetti per poter confermare la valutazione data alla nostra città, io ne sottolineo almeno 4 preponderanti che sono di ostacolo alla mobilità. A monte di tutto vi è la Politica edilizio-speculativa applicata su Meda. In particolare nella zona vecchia si è preferito i palazzi all’adeguamento stradale oppure alla creazione di aree di sosta. Frattura ferroviaria. Meda è tagliata in due ed oggi non ci sono percorsi di collegamento atti a superare i 7 passaggi livello alternativi a semafori e sbarre. Il torrente Taro’. Legato alla ferrovia rende difficile la creazione di sottopassi. Il percorso della Superstrada Milano-Meda che sarà Pedemontana che lambisce i nostri confini

IL PGTU DI MEDA

Dopo vari tentativi andati a vuoto, lo scorso 15 febbraio 2018 il consiglio comunale a maggioranza leghista ha dotato la città di Meda dello strumento del PGTU. Il documento – più volte ricordato – è stato partorito negli anni scorsi dal centrosinistra; la scorsa amministrazione lo scorso aprile aveva approvato in giunta il documento. Nei primi mesi di governo della Città il centrodestra si è impegnato nel far conoscere e raccogliere suggerimenti a/dalla cittadinanza organizzando un incontro pubblico al quale ha presenziato l’Ing. BARZIZZA del PIMI estensore del Piano.

Tecnicamente il documento si articola in 2 fasi:

  1. FASE ANALITICA = Fotografia della situazione esistente sul territorio
  2. FASE PROPOSITIVA = Indicazione degli interventi necessari a migliorare le condizioni di mobilità dentro i confini

Se la FASE ANALITICA è solo una rilevazione delle cose presenti: ambiti, parcheggi, piste ciclabili, marciapiedi, aree di parcheggio, servizio di trasporto pubblico in tutte le criticità, la FASE PROPOSITIVA progetta gli interventi temporalmente tarati sui due-tre anni per superare gli ostacoli. Da queste fasi è emerso come le principali criticità riguardino il settore dei parcheggi e quello della mobilità dolce (ciclabile e pedonabile). In particolare è emerso come Meda scarseggi di piste ciclabili – marciapiedi; oggi sul nostro territorio esse coprono solo 3km di strada, con il PGTU a regime si implementa il circuito di 19 km, arrivando ad un totale di 22 km di percorsi. Altro grosso problema è la carenza di parcheggi. Questo deficit è emerso in particolare nella serata evento di presentazione del piano dell’ottobre 2017, quando molti concittadini e commercianti hanno lamentato l’assenza e/o cattiva gestione del comparto. Al fine di perseguire l’obiettivo di PIU’ MOBILITA’ DOLCE E MAGGIOR DOTAZIONE DI STALLI DI SOSTA l’ingegnere ha seguito la strada dell’istituzione di

ISOLE AMBIENTALI ( aree concepite e realizzate a misura delle utenze deboli (ciclisti e pedoni), nelle quali verranno adottate particolari politiche: limiti di velocità, divieti, sensi unici, regolamentazione della sosta, miglioramento dei trasporti pubblici e opere di arredo, differenziazione dei livelli e delle pavimentazioni, arredi, illuminazioni efficaci

SICURAMENTE INDISPENSABILE MA TROPPO ARMONICO: GLI ASPETTI CRITICI DEL PGTU MEDESE

Si può approvare il documento ed aver una posizione critica a riguardo? SI.

Il PGTU come detto in precedenza è solo un primo step di programmazione; ha infatti valenza indicativa e non è nemmeno vincolante negli interventi, inoltre una timeline fissata nel breve periodo prelude a possibili modifiche da apportare nei prossimi anni. Oltre che per consiglio legislativo Meda ha bisogno di un piano urbano del traffico per le ampie criticità presenti sul territorio. E’ stato indispensabile e responsabile dotare la nostra città del documento.

Restano ampie ed enormi criticità legate al Piano. Innanzitutto il PGTU è troppo armonioso nelle sue declinazioni. Sembra non tener conto dell’enorme differenza morfologica e urbanistica presente nel territorio medese

MEDA è strutturata in 3 zone:

  1. STORICA – dalla Ferrovia ai confini di Lentate S.S., Camnago, Barlassina, il centro storico e il Parco della Brughiera fino alle quattro contrade
  2. MEDA SUD – Il Polo –
  3. MEDA NUOVA – dalla Ferrovia ai confini di Seregno, Cabiate, il QUARTIERE SAN GIACOMO, il centro commerciale ed il cimitero

la parte storica – se si escludono alcune eccezioni come la Via Manzoni – è costituita da strade dal calibro ridotto essendo la realizzazione primaria risalente agli anni del ventennio. Al contrario i quartieri della zona nuova e del Polo che si sono sviluppati nella seconda metà del ‘900 hanno al loro interno arterie dal calibro largo. Meda vecchia ospita poi gran parte degli esercizi commerciali mentre le due aree di recente insediamento presentano vocazione residenziale ed industriale. Questo PGTU soprattutto nell’istituzione di isole ambientali è perfetto per la parte vecchia del paese, penso a Via Solferino, C.so Matteotti e Piazza Volta. Resto perplesso nel veder l’applicazione a pioggia del documento negli altri due quartieri. Sia al Polo che al San Giacomo vedo interventi specifici come la sistemazione della cartellonistica oppure il disegno dei percorsi ciclo-pedonali piuttosto che concentrarsi su una rivoluzione viabilistica portata dalla creazione dei sensi unici e la conseguente creazione di aree di sosta. Andando nello specifico inoltre vi sono criticità non risolte dal PGTU: in ambito via indipendenza – via S.Pellico – Via Piave – Via Maroncelli la soluzione proposta ricalca quella già sperimentata senza successo nel 2010; quindi resta – al netto di errori di calibro – valida la proposta dell’anello circolatorio atto a risolvere uno dei punti di congestione del traffico sul territorio. E’ difficile anche capire nel particolare la creazione di alcuni sensi unici ad esempio quello di via Vespucci con sbocco ad elevato tasso di pericolosità sulla già citata via Manzoni.

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

PER SEGNALAZIONI E IDEE Non esitare a contattarmi  qui:

consigliere.terraneo@comune.meda.it

MIRACOLO A MEDA. IL FUTURO E’ LA

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SEMBRA STRANO DIRLO, MA IL FUTURO TANTO PROMESSO E’ MOLTO PIU’ VICINO DI QUELLO CHE APPARE. IL CENTRO MEDA NEI PROSSIMI ANNI SUBIRA’ UNA COLOSSALE TRASFORMAZIONE CHE LO RISOLLEVERA’ DALLA CONDIZIONE DI DEGRADO E DESERTIFICAZIONE RESPIRATA OGGI, QUANDO NON E’ TEATRO DI EVENTI

ATTENZIONE: CATASTROFISTI E PROFESSIONISTI DELLA CRITICA MAI COSTRUTTIVA (i civici) NON AMMETTERANNO MAI IL FATTO; LO VEDETE, SONO TALMENTE ABITUATI A FAR LE PULCI A TUTTO CHE NON HANNO PERSO TEMPO PER RECRIMINARE ANCHE SU UNO SPLENDIDO EVENTO QUALE E’ LA PISTA DI PATTINAGGIO SUL GHIACCIO DI PIAZZA MUNICIPIO, EVENTO CHE ACCOMPAGNERA’ LE VACANZE NATALIZIE DEI MEDESI, CHE E’ GIA’ UN SUCCESSO

L’IDEA PIU’ GRANDE DOPO IL WEEK END

Premessa: se la Nazionale di calcio ha 60 milioni di allenatori, Meda ha 23 mila idee su come riqualificare il centro.

Ho esagerato …. la cifra si riduce notevolmente, basta cominciare ad escludere tutti quelli che non si pongono il problema perché pensano che Meda non abbia un centro! Smentiamo però subito questa farsa: MEDA NON HA UN CENTRO, MEDA HA PIU’ CENTRI, AD OGGI TUTTI CON GROSSE PROBLEMATICHE. C’è un centro storico – in Piazza Vittorio Veneto – ma c’è anche un centro commerciale – in Corso della Resistenza, nell’attesa che venga realizzato quello ufficiale (AT1) ? e dico nuovamente che: alcuni per bruttezza, altri perché pensati male (ad esempio esenti da parcheggi), altri inoltre sono dimenticati non valorizzati nelle loro potenzialità sono tutti spazi vuoti che non dicono nulla.

E’ lunedì 27 novembre quando sto bozzando per la prima volta questo post; il flusso di idee messe su carta non ha fonti concrete ma nasce dalla passione per la mia comunità, ma soprattutto, da due situazioni vissute nel week-end appena trascorso; la prima prende vita in centro a Cantù dopo qualche drink, la seconda è figlia del successo avuto dall’inaugurazione ottenuta dalla pista di pattinaggio situata in Piazza Municipio. Da queste due esperienze, nasce una piccola idea da un lato visionaria – irrealizzabile – su come poter sviluppare il centro nel prossimo decennio, dall’altro lato consapevole della trasformazione che avverranno in pochi metri quadrati; un’ottimistica sintesi tra fantastico e studiato che denominerò “#MEDA27 10 anni per consegnare il miracolo”

PARTIAMO DA UN DATO DI FATTO, UN TREND: SE ALLA CITTADINANZA SI DANNO ELEMENTI DI RICHIAMO QUINDI EVENTI; ESSA ACCORRE SEMPRE NUMEROSA: RISPONDE PRESENTE! IN BARBA AI SOLITI CRITICONI, TESTIMONIANZA INGESSATTA DI UNA MENTALITA’ VECCHIA CHE I MEDESI HANNO GIA’ BOCCIATO NELLE SCORSE AMMINISTRATIVE. PERCIO’ BEN VENGANO INIZIATIVE COME QUELLE DELL’ASSOCIAZIONE “IDEE X MEDA” MENTRE UN DECISO #OUT AI PROFESSIONISTI DELLA DENIGRAZIONE PORTATORI DI CRITICHE MAI COSTRUTTIVE

CENTRO MEDA: IN CHE DIREZIONE ANDARE ?

Parto subito da un punto forte della mia idea: CORSO MATTEOTTI. Per molti riqualificare il centro significa riqualificare questa gloriosa strada che fu in passato; in passato appunto. Una piccola pavimentazione per adeguarla alla zona e cercare di recuperare lo spazio commerciale – ex Benetton – poi basta: la mia idea è quella di puntare il focus su altro, sulle altre vie. La nuova linea di riferimento la immagino svilupparsi dai punti cardinali EST-OVEST, congiungendo 4 piazze: PIAZZA DELLA CHIESA (Santa Maria Nascente – con la chiesa che torna al centro del villaggio – ), PIAZZA DELLA REPUBBLICA, PIAZZA MUNICIPIO per arrivare a PIAZZA CAVOUR. Queste aree concentrano in se storia, tradizione, sono elementi concreti e visibili della #medesità: il COMUNE, IL PALAZZO MASCHERONI, la SALA CIVICA RADIO, il POZZO DELL’ACQUA. Questo per quanto riguarda la via della riscoperta del territorio e delle sue meraviglie, una linea aperta che va a chiudersi formando un triangolo, così da estendere il centro all’area commerciale, perciò aldiquà o aldilà – dipende dai punti di vista – della ferrovia: quindi VIA PACE, CORSO DELLA RESISTENZA fino all’aspetto culturale dato dalla MEDATECA. Non bisogna poi dimenticare il nostro centro storico, bellissimo ma mal sfruttato, in questo caso ben verranno iniziative sul luogo non dimenticando di preservare il sito

PER IL CENTRO DI DOMANI BISOGNA RIUSCIRE NELL’INTENTO DI UNIRE LA PARTE STORICA DELLA CITTA’ CON LA PARTE PIU’ MODERNA. I PUNTI IN COMUNE POSSONO ESSER TROVATI PERSEGUENDO LE VIE DEL COMMERCIO, DELLA CULTURA, TROVANDO UNA SINTESI TRA SVILUPPO ECONOMICO E CULTURALE DELLA COMUNITA’

COME INTERVENIRE? VEDIAMO ALCUNI ESEMPI

– anche imitando situazioni da altri paesi –

Ecco 10 punti dove intervenire nei prossimi per assicurare a Meda un centro da invidiare, copiando anche alcune esperienze di altri comuni limitrofi:

  1. PIAZZA CAVOUR: Disciplinare la sosta, in particolar modo impedire il parcheggio causa di rottura dei 4 faretti, un tempo blu, installati per ricordare la posizione del pozzo storico nel sito. Installazione di panchine E aree verdi anche nel versante fontana, in modo da non declassificarla ad “area parcheggio”. Questa piazza nella mia idea dovrà esser l’Agorà degli eventi: dalle serate estive ai vari mercatini: natalizi, del territorio; dalla festa delle associazioni alle premiazioni 
  2. VIA CIALDINIPARCO EMANUELE DE ERMENULFIS – : In via cialdini per il tratto interessato c’è relativamente poco da fare, gli interventi sono previsti (PGTU) ad altre altezze. Va semmai valorizzato il parco dedicato al “Manoello” recensendolo di storia e ri-aggiornando le giostrine per i bambini. Inoltre bisogna attivare il controllo sicurezza sull’area
  3. VIA SOLFERINO: Senza nascondersi essa dovrà diventare la direttrice principale del centro medese. Il PGTU la prevede come “isola ambientale”, da qui a dieci anni bisogna arrivare ad una marcata pedonalizzazione, dove la mobilità dolce deve esser predominante. Nell’attesa occorre risolvere subito la “grana parcheggi” e quelli che arriveranno dal condominio in fase di completamento saranno “manna dal cielo” e rigenerarla dal punto di vista commerciale
  4. PIAZZA MUNICIPIO: La Lega l’ha pensata, il PD l’ha realizzata consegnando un gioiellino alla comunità. La politica e il palazzo qui hanno fatto, i cittadini ed i commercianti la devono animare: bene l’iniziative delle attività sul suolo pubblico – è suggestivo bersi uno spritz o mangiarsi una piada nel cuore della città -, ma bisogna trovare accordi perché alla domenica la piazza non può morire se si vuole rivitalizzare la zona
  5. PALAZZO DEL COMUNE: Semplicemente APRIRLO! Permettere la visione dei gioielli interni e aprire il cortile per permettere il passaggio alle persone con conseguente deflusso sul VICOLO COMUNALE già pedonale 
  6. VIA ROMA: Chiusura del tratto finale di Via ROMA compreso tra l’intersezione della strada con il Vicolo Comunale – Via Verdi e Via Mazzini (osservazione PGTU) e conseguente pedonalizzazione della superficie interessata in modo da realizzare un percorso pedonale che porti a Palazzo Mascheroni
  7. PALAZZO MASCHERONI: Diverse idee per questa architettura che ha appena subito un restyling dal tintore giallo che lo ha consegnato alla comunità. Questo deve esser il luogo del lavoro, le sue stanze dovrebbero ospitare un’idea di “futuro che non dimentica il passato”; qui l’ideale sarebbe coniugare la tradizione portata dal museo del mobile medese con l’innovazione dell’ Incubatore d’impresa. Oltre a raccontare, copiando il palazzo dell’esposizione permanente di Cantù, la struttura non può prescindere da un bar, elemento che lo legherà al prossimo passaggio
  8. PIAZZA DELLA REPUBBLICA: Se piazza Cavour è quella degli eventi, se Piazza Municipio è quella della comunità, Piazza della Repubblica per design e per carta d’identità dovrà esser il luogo dei giovani. Uno spazio che dovrebbe arricchire le serate, i sabati sera medesi, un piccolo luogo di movida – nell’accezione culturale Madrilena, quella della transizione – simile a Piazza Roma di Seregno
  9. PIAZZA DELLA CHIESA: Il percorso partito da Piazza Cavour termina in Piazza della Chiesa con l’ideale di “rimettere la Chiesa al centro del Villaggio”. Leggendo nelle scorse settimane il libro di Felice Asnaghi “DALLA CHIESA DI SANTA MARIA AL SANTUARIO DEL SANTO CROCIFISSO” ho percepito come l’edificio ecclesiastico sia frutto di comunità, ecco Meda deve svoltare verso il futuro per aprirsi al nuovo mondo non dimenticando i valori cristiani che l’hanno condotta ad oggi. Strutturalmente poi la Piazza presenta giardinetti relax con panchine attrezzate ottime per la sosta
  10. CENTRO STORICO: Il tesoro medese non va dimenticato, il patrimonio artistico deve divenire polo culturale e luogo dove organizzare giornate “speciali”, deve essere sfruttato di più
SVILUPPO DEL CENTRO E SINERGIE

E’ imprescindibile un intervento in centro da parte dell’attuale amministrazione, la quale ha inserito fra le priorità delle linee programmatiche 2017-22, proprio alcuni interventi sull’area. E’ inevitabile anche però non focalizzare l’attenzione solo su un asse urbano.

L’interesse alla riqualificazione del centro non deve distrarre dalle problematiche degli altri quartieri medesi: il SAN GIORGIO, il Q.RE POLO e la ZONA DI VIA MANZONI; aree soggette ad un processo di degrado avvenuto negli ultimi 5 anni e che nel domani dovranno esser protagoniste di politiche di ARREDO URBANO, a cominciare dalla potatura del verde presente.

LA MUTAZIONE DEL CENTRO: STORICO, MUNICIPALE E COMMERCIALE NEI PROSSIMI ANNI CI SARA’!

QUESTO GRAZIE AI PROGETTI PUBBLICI (DELLE AMMINISTRAZIONI -PRECEDENTI E REGGENTI-) E PRIVATI.

SARA’ COMPITO DELLA POLITICA GOVERNARNE LO SVILUPPO, IN MODO TALE CHE ESSO SIA IN GRADO DI TRAINARE TUTTO IL COMPARTO CITTADINO.

UN CENTRO BELLO E’ LA CARTINA TORNASOLE DI UNA COMUNITA’, L’ARREDO URBANO E’ IL BIGLIETTO DA VISITA DI UN PAESE.

IL MONITO SARA’ NON DIMENTICARE I QUARTIERI IN MODO DA AVERE NEI CONFINI UNO SVILUPPO OMOGENEO E NON UN FORTINO CURATO NEL DEGRADO COLLETTIVO

 

un’idea di: ANDREA TERRANEO

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

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MEDA-PARCO REGIONALE, DISCUTIAMO SUL NOSTRO FUTURO!

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BRUGHIERA. DOPO OLTRE 30 ANNI DI BATTAGLIA e’ ormai prossimo IL TEMPO DELL’ ISTITUZIONE DEL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA, L’ENTE CHE sostituira’ L’ATTUALE P.L.I.S.

IL NOSTRO POLMONE VERDE VEDRA’ RICONOSCIUSTA -anche istituzionalmente-  LA FUNZIONE PRIMARIA CHE ESERCITA NELL’ECOSISTEMA BRIANZOLO; MA, PER VIA DI QUESTA RESPONSABILITA’ OCCORRE UNA VISIONE COMUNE DEGLI AMMINISTRATORI E DEGLI ADDETTI AI LAVORI AL FINE DI UNO SVILUPPO STRATEGICO SU AMPI SETTORI DELL’AREA.
MEDA DEVE AVER UN RUOLO FONDAMENTALE IN QUESTO

Durante questi primi mesi da CONSIGLIERE COMUNALE del COMUNE DI MEDA, mi sono occupato principalmente di due tematiche: PGTU (Piano Generale del Traffico) – per doveri di commissione – e delle vicende-progetti riguardanti l’attuale area del PARCO SOVRACOMUNALE BRUGHIERA BRIANTEA di cui per estensione MEDA rappresenta la terza forza. Già da settembre scorso mi sono messo in contatto con il COMITATO AMICI DELLA BRUGHIERA, grazie ai quali, oltre al fondamentale aiuto dell’Assessore competente FABIO MARIANI, sono venuto a conoscenza di tematiche importanti, che vanno oltre al mio utilizzo ludico – teatro del mio jogging quotidiano – così da ampliare la mia visione sul luogo e sulla sua eccezionalità.

POCHI PASSI ALLA META …

Prima di parlare di presente e futuro voglio volgere uno sguardo di merito per chi fin da 30 anni orsono iniziò la battaglia per la conservazione del nostro “POLMONE VERDE”. Riassumendo in poche righe tre decenni, posso dire che grazie ad una rafforzata coscienza ambientalista da lotte di salvaguardia si è passati a un sito da sviluppare su cui Regione Lombardia ha messo la propria OPA. Per la firma definitiva però bisogna aspettare ancora un pochino, ma (salvo scherzi) il PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA si farà! Lo scorso ottobre la Giunta regionale ha approvato la delibera per l’ampliamento e l’accorpamento dei confini del Parco, gli ultimi due passi consisteranno nel passaggio del documento nella Commissione Agricoltura, Montagna Foreste e Parchi e successivamente in Consiglio regionale dove la legge verrà ufficialmente licenziata.

AGGIORNAMENTO: La discussione in VIII^ Commissione Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi inizierà mercoledì 22 novembre e dovrà  concludersi con relativa votazione entro il  21 dicembre 2017. La proposta di legge per l’ampliamento dei confini del Parco delle Groane ai territori del PLIS della Brughiera Briantea e del canturino è stata iscritta all’ordine del giorno del Consiglio Regionale di giovedì 21 dicembre 2017.

PROGRAMMARE IL FUTURO

Dal punto di vista istituzionale una volta che sarà PARCO REGIONALE, il Comune dovrà ratificare la decisione in consiglio comunale e successivamente entro due anni dall’atto metter mano al PGT (Piano Governo del Territorio) per ridisegnare i confini del nuovo ente. Questo per quanto riguarda il quadro istituzionale-burocratico, non bisognerà però tralasciare i ritorni  degli aspetti sostenibili, economici, culturali e turistici che il Parco genererà. Le amministrazioni dovranno esser pronte a gestire, a trovare una linea comune, fra le diverse visioni che l’area verde scatenerà; in particolare, per il poco che sono venuto a conoscenza, il dilemma oggi è tra chi vede le “AREE VERDI” come:

ELEMENTI FRUIBILI STRATEGICI DELLO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE

ELEMENTI DI CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA’

ANDIAMO A VEDERLE … 

LA FRUIBILITA’

I parchi possono rivelarsi strategici nello sviluppo della società: essi sono portatori di valori culturali, storici ed educativi. Per i comuni la partecipazione all’amministrazione dell’Ente sarà occasione di ritorno ambientale ma anche turistica. 

Questa visione, è quella che sposo maggiormente, sposando l’idea che le aree verdi vestano il ruolo e creino sul serio, se affrontate con impegno, le occasioni descritte sopra.


Preciso che non mi ritrovo in un modello di sviluppo come quello del parco “Porada”, dove la fruizione è lo scopo principale, ma ritengo che la componente umana dovrà avere una forte voce nel sistema. Per questo l’amministrazione ha sposato il progetto dell’ente regionale e si sta impegnando a rendere raggiungibile per la comunità le zone naturali di esso, spingendo sullo sviluppo dei percorsi cittadini – PGTU- che portano all’Area, oppure reinvestendo energie in opere passate accantonate come il PROGETTO VERDE ACCESSIBILE che permetterebbe anche ai cittadini con disabilità di accedere al parco. Una visione descritta finora in cui l’uomo ha un ruolo centrale e la natura fa da sparring partner, limitata a scenario, teatro

 

 

LA BIODIVERSITA’

Ribaltando le ultime due righe del passaggio precedente si avrebbe un sito in cui la natura fa da protagonista e l’uomo dovrebbe limitarsi ad osservarne i mutamenti decennali. Questa visione si sposa completamente con

l’ideologia di conservazione della BIODIVERSITA’. E’ un dato di fatto che la perdita di boschi comporta la perdita di specie che nel futuro potrebbero rivelarsi estremamente importanti.

L’intervento dell’essere umano in queste aree a volte piuttosto che risolvere, aggrava ancor più la situazione. Secondo questa visone un tronco che cade non va rimosso, ma deve esser fucina di sviluppo anche per quei microrganismi – che nemmeno conosciamo – che lavorano su quella superficie. In questo caso la presenza dell’uomo sarebbe solo destinata al passaggio e la cura che esso potrebbe portare sarebbe lasciata allo sviluppo naturale.

UNA PROPOSTA COMUNE

Due visioni che collidono, ma due mondi che possono tranquillamente sintetizzarsi proprio negli aspetti primari che li determinano: l’uomo e la natura. Non facendo un trattato natural-scientifico sul rapporto uomo-natura occorre che gli amministratori dei comuni inseriti nei confini del parco siano artefici di un percorso che sia improntato sulla fruibilità e sulla biodiversità. La proposta comune si potrebbe trovare seguendo questo schema.

L’uomo si erge a protagonista dell’area. Il parco regionale dovrà esser vissuto dalle persone, tutte! Dovrà esser sito ludico per attività di svago all’area aperta, dovrà esser terra di tradizioni e turismo ma anche luogo educativo in cui l’uomo deve imparare a rispettare la natura. Sviluppo sostenibile che prevede quindi la consapevolezza di prendersi cura dell’intera area, il cui metodo non deve esaurirsi al semplice “non gettare i rifiuti per terra” in quanto inquinanti. Occorre innestare nell’approccio quindi anche il concetto di natura capace di autodeterminarsi, lasciando così essa libera di svilupparsi, eliminarsi da sola seguendo le proprie leggi interne. Questo potrebbe avvenire con la creazione di aree circoscritte dove – drasticamente – si potrebbe arrivare nel corso degli anni ad impedire l’accesso all’uomo.

OCCORRE CHE I COMUNI PROMUOVANO INIZIATIVE LEGATE ALLO SVILUPPO DEL PARCO REGIONALE COME BACINO FRUIBILE DA TUTTI MA ANCHE COME AREA DI TRADIZIONI E TURISMO. OCCORRE FERMARSI A PENSARE A CHE SVILUPPO SOSTENIBILE ADOPERARE; PARTENDO DAL PENSIERO PRINCIPE DI UNA NATURA FORTE IN GRADO DI AUTOREGOLARSI DA SOLA E NON PER FORZA SOTTO LA MANO UMANA

ELEZIONI MEDA 2017, CULTURA E GIOVANI: PALIO! MA NON SOLO …

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Di: ANDREA TERRANEO (MEDA – CULTURA E GIOVANI)

UN DATO DI FATTO: IL PETROLIO MEDESE devono ESSERE I GIOVANI DEL TERRITORIO!

34% E’ L’INCIDENZA DELLA QUOTA GIOVANI SUL TOTALE DELLA NOSTRA CITTADINANZA CHE CORRISPONDE Al UN TERZO della popolazione CHE E’ Stata DIMENTICATa NEGLI ULTIMI 5 ANNI.

HO GIA’ AFFRONTATO LA TEMATICA NELLE sue DECLINAZIONI DEL LAVORO – PIAGA DEI NOSTRI GIORNI – e DELL’ATTIVITA’ SPORTIVA.

OGGI MI CONCENTRO SUL LATO DEL TEMPO LIBERO, INDIVIDUANDO TRE CAPISALDI SU CUI PUNTARE LE FICHES NELLA PROSSIMA LEGISLATURA: #MEDATECA, #PALIO E #MEDESITA’

Rispetto alla media degli indicatori anagrafici brianzoli, il come di MEDA si contraddistingue in positivo per la presenza di Under 35 sul suo territorio. Per il 34% la nostra popolazione è formata da giovani; una risorsa importante, vitale – in tutti sensi -, che può esser definita il “petrolio” dei prossimi decenni. Freschezza, visione del futuro, idee e spirito innovativo uniti alla voglia di fare, a volte eccessiva, rappresentano le credenziali intrinseche all’esser giovani che se incanalate nella giusta direzione sotto una guida sicura ed esperta, possono trasformarsi in energie capaci di far da volano per l’intera comunità. Negli ultimi 5 anni però, MEDA non è stata una città cucina a misura under 35, la periferica attenzione mostrata verso la tematica trova specchio nel “BILANCIO DI FINE MANDATO 2012-17” redatto proprio dall’attuale giunta (PD); un opuscolo in cui la sezione “POLITICHE GIOVANILI” non trova spazio.

Nella legislatura 2017-2022 le POLITIVHE GIOVANILI dovranno trovare uno spazio prioritario nell’agenda di chi sarà chiamato a guidare il comune di MEDA, un paese giovane – nei dati più che nei contenuti -. Oltre alla priorità principale rappresentata dall’esigenza dell’inserimento di questa fascia di età nel mondo del lavoro (Potenziamento CFP TERRAGNI, progetto scuola-lavoro, tavoli con aziende del territorio ed INCUBATORE D’IMPRESA) e al capitolo importante del rafforzamento del connubio GIOVANI – SPORT (dalla scuola dell’obbligo alla realizzazione della CITTADELLA DELLO SPORT quale polo aggregativo) bisogna investire maggiori risorse e creare un piano per lo sviluppo del rapporto CULTURA – GIOVENTU’. Questo progetto parte dall’individuazione e dalla conseguente implementazione di tre realtà già presenti sul territorio: la MEDATECA, il PALIO e le ASSOCIAZIONI, con il fine di arrivare allo sviluppo del sentimento della #MEDESITA’

#MEDATECA

Il fiore all’occhiello degli ultimi decenni di politica medese ha un nome ed è facilmente visibile raggiungendo il centro cittadino (è sempre meglio precisare la locazione in quanto un candidato sindaco non avesse ancora chiara la posizione) sto parlando della MEDATECA. Voluta fortemente da LUCA SANTAMBROGIO nella legislatura 2007-2012, il progetto rappresenta tutto ciò che si può definire: Buona politica. In soli 5 anni, nel Paese della burocrazia, l’opera è stata ideata, progettata, costruita e consegnata alla città, che oggi si trova in dote “LA PIU’ BELLA BIBLIOTECA DELLA BRIANZA”; che non da profitti economici – anzi solo un costo per qualcuno della lista di quel candidato che non ha ben presente la posizione della struttura – ma genera un importante valore sociale e culturale nei medesi e anche nei ragazzi/e residenti nei comuni limitrofi che vengono ad arricchirsi – perché lo studio è ricchezza – in Via Gagarin 13.

Il “non esser in centro storico”, i “costi” o le dimensioni: “una megateca che serve per permettere agli anziani di leggere il giornale” non sono le problematiche principali riguardanti la struttura; bisogna chiedersi semmai il perché la MEDATECA conti solamente 6.548 iscritti ( + 480 in 5 anni rispetto al 2012 ) su un totale 23.351 residenti – dati dal Bilancio di fine mandato – ? Bisognerebbe domandarsi se una struttura di questa portanza debba restare chiusa 2 giorni alla settimana più una mattina ? Bisognerebbe esser maggiormente pressanti per incentivare l’apertura del bar interno – è stato organizzato un bando per la presa in gestione -. Si dovrebbero aprire più postazioni per gli studenti. Dovremmo potenziare l’unico punto WI-FI pubblico cittadino e per ultimo – non per importanza – utilizzare la #MEDATECA quale set per esposizioni o fiere di grandezza e valore pari all’entità dell’edificio.

MEDATECA E’: “LA PIU’ BELLA BIBLIOTECA DELLA BRIANZA” E UN’ESEMPIO DI BUONA POLITICA PER IL TERRITORIO. IL COMPLESSO VIVE LA CONDIZIONE DI UNA FERRARI CHE VIAGGIA A GIRI LIMITATI. OCCORRE EFFICENTARLA NEGLI ORARI, NEI LOCALI E NEGLI EVENTI. SOLO COSI’ AUMENTEREBBE IL PROFITTO DELLA DELLA STRUTTURA: PIU’ ISCRITTI DEI SOLI 6 MILA ATTUALI

 

#MEDESITA’

E’ un concetto nuovo per la realtà di MEDA; significa basare la filosofia programmatica sulla valorizzazione del sentimento di appartenenza alla comunità che ha il fine di ricreare in essa un forte senso civico che comincia dal rispetto del territorio che ci ospita alla propaganda del nostro tesoro artistico-architettonico che i nostri avi ci hanno lasciato

Perché dalla #MEDATECA alla #MEDESITA’?

perché un ruolo fondamentale nell’educazione e nella riscoperta delle tradizioni la devono avere le associazioni presenti sul territorio. Nonostante questo campo abbia bisogno di una ristrutturazione e regolamentazione interna, la forza di una comunità si misura in base alla presenza di organizzazioni di cittadini presenti ed agenti in paese; MEDA e’ fin troppo ricca – per fortuna – sotto questo aspetto.

Vogliamo premiare questo sano e valoroso attivismo adeguando quello che una volta era l’edificio ospitante l’ex biblioteca comunale, creando la “CASA DELLE ASSOCIAZIONI” con assegnazione dei locali in comodato d’uso gratuito.

ASSOCIAZIONI quali protagoniste per storia e tradizioni dell’insegnamento della MEDESITA’, valore questo che deve venir appreso dai più giovani, i quali devono esser coinvolti nei progetti riguardanti questa tematica per fornire tra qualche decennio un ricambio generazionale ai protagonisti odierni.

Per incentivare la partecipazione ad attività di volontariato legate alla diffusione del sentimento della #medesità pensiamo all’istituzione di Borse di studio per un sostegno all’istruzione

MEDESITA’ SIGNIFICA CULTURA DEL NOSTRO TERRITORIO. E’ ESSENZIALE RISCOPRIRE I VALORI ARTISTICI ED ARCHITETTONICI E LA STORIA DELLA NOSTRA MEDA ATTRAVERSO L’ATTIVITA’ E LA TRADIZIONE DELLE NOSTRE NUMEROSE ASSOCIAZIONI PRESENTI OGGI. I GIOVANI DEVONO AVER UN RUOLO FONDAMENTALE IN QUESTO MODO INNOVATIVO DI PERCEPIRE LA CULTURA, IN MODO TALE CHE GLI STUDENTI DI OGGI POSSANO ESSER I PROFESSORI DEL DOMANI

BISOGNA COINVOLGERE I GIOVANI ALLA PROGRAMMAZIONE E ALLA COSTRUZIONE DI EVENTI NEL PAESE, SFRUTTANDO LE AREE DI NUOVA COSTRUZIONE QUALI SCENARI – #MEDATECA, CASA DELLE
ASSOCIAZIONI, ANFITEATRO PARCO BERETTA MOLLA, CENTRO STORICO ecc. – CON LA PARTECIPAZIONE DIRETTA DI ESSI … NON SOLO PALIO: MA IL PALIO ?
IL PALIO DEI RAGAZZI

Nel 2016 si è festeggiato il quarantesimo compleanno dell’evento principe della realtà medese: il PALIO DEI RAGAZZI. le 5 giornate, a cavallo dell’8 settembre festa del santo patrono cittadino, in cui MEDA si trasforma grazie all’impegno di una parte consistente della città. In un atmosfera – percepibile appieno solo da chi almeno una volta ha partecipato – uomini, donne, anziani, giovani, genitori e figli collaborano per inscenare la manifestazione storica, tradizionale, competitiva che ha come protagonista il futuro della città che rievoca la tradizione antica.

LA MEDESITA’ CONSISTE ANCHE NEL TUTELARE E VALORIZZARE L’ASSOCIAZIONE ORGANIZZATRICE DEL PALIO. OGGI QUESTO ENTE E’ LA PROTAGONISTA ASSOLUTA DELLA REALIZZAZIONE DELL’EVENTO PRINCIPE DELLA SCENA MEDESE, L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON DEVE ESSER DI CONTRASTO AD ESSA, MA RISPETTANDONE L’AUTONOMIA, DEVE AFFIANCARLA NELLA CREAZIONE E NELLA GESTIONE DELL’EVENTO

COME L’AMMINISTRAZIONE PUO’ AIUTARE L’ASSOCIAZIONE ?

  1. SOSTEGNO ECONOMICO
  2. AIUTO NELLA GESTIONE E NEL SUPERAMENTO DELLE PRATICHE BUROCRATICHE INDISPENSABILI PER REALIZZARE L’EVENTO
  3. ACCESSO ALLE ATTREZZATURE COMUNALI
#OBIETTIVOPALIO

Il PALIO DEI RAGAZZI deve esser una voce prioritaria quando si stanziano dei fondi comunali; oggi è l’unico evento di richiamo presente nel calendario medese, come tale deve esser trattato perché è una risorsa. La gestione dell’organizzazione del palio non è più quella di una “festicciola da campanile”, per questo motivo dietro le quinte della manifestazione vi sono una serie di scartoffie burocratiche che necessitano dell’intervento della macchina comunale, a sostegno della buona volontà e competenza degli associati, per essere sbrigate. Per ultimo bisogna aprire gli spazi comunali ai ragazzi del palio, un esempio concreto: il tanto bistrattato ciclodromo; utilizzarlo per le prove della corsa della macchinina no? magari fornendo un sostegno al trasporto delle vetture e degli orari concordati per i test?

La MEDESITA’ consiste anche nel riscoprire e valorizzare i rioni stessi. 4 RIONI STORICI e quei 4 rioni devono restare anche in futuro, chi parla di istituzione del rione Polo o San Giacomo non conosce la realtà del PALIO DEI RAGAZZI perché i bambini/teenager/adulti di quelle zone sono già integrati e presenti nelle attuali casate. Il problema è che non si conosce la storia e dove siano – o erano perché demolite – gli edifici che danno il nome alla contrada. Bisogna pertanto istituire una segnaletica in grado di far conoscere la storia della maglia per cui si gioca e ci si diverte!

oltre all’assoluto protagonismo nel palio (dove la giunta deve contribuire maggiormente senza pero’ contrastare l’ attivita’ dell’associazione incaricata dell’organizzazione dell’evento) il comune si deve far promotore della partecipazione dei piu’ giovani alla vita culturale della citta’. un progetto che nasce dal concetto filosofico ispiratore che e’ la #medesita’ e che prevede il ruolo centrale di una struttura unica e fiore all’occhiello del paese: la #medateca; un edificio culturale nuovo a cui andra’ affiancata la futura casa delle associazioni

ANDREA TERRANEO

#ELEZIONIMEDA2017

#SANTAMBROGIOSINDACO

#SCRIVIANDREATERRANEO

ELEZIONI MEDA 2017, E’ POSSIBILE LA STRADA DEL TURISMO ?

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Andrea Terraneo

(meda-turismo) NON E’ STATA SOLO SPECULAZIONE. MEDA E’ ANCORA UNO DEI PAESI PIU’ BELLI DELLA BRIANZA: PAESAGGIO, ARTE – FINO A FARNE UN LAVORO -, ARCHITETTURA E GUSTO SONO TEMATICHE INTRINSECHE AI CONFINI DEL NOSTRO TERRITORIO, CHE SE VALORIZZATE POTREBBERE APRIRE IN CITTA’ UNA NUOVA VIA DI GUADAGNO. MA ONESTAMENTE, E’ POSSIBILE AL GIORNO D’OGGI IMMAGINARE PER MEDA UNO SVILUPPO DI QUESTO SETTORE ?

Lavoro, botteghe artigiane, design, la “CITTA’ DEL MOBILE“. MEDA è conosciuta nel mondo per la sua manifattura, per la sua concretezza; ma il nostro comune è attraversato anche da una serie di leggende e personaggi capaci di costituire una vera e propria: TRADIZIONE POPOLARE !

DUE STORIE:

MEDA deve il suo nome dal latino META: cumulo, come la collina che ospita il MONASTERO DI SAN VITTORE. Punto questo non scelto a casaccio ma coincidente con il luogo che fece da rifugio ai Santi AIMO e VERMONDO già conti di Corio di Turbigo. La leggenda narra che i due impegnati in una battuta di caccia vennero assaliti dai cinghiali e riuscirono a trovare riparo su alberi di alloro. Qui invocarono l’aiuto di San Vittore promettendo ad esso che qualora fossero sopravvissuti, avrebbero eretto un monastero di clausura di monache benedettine. Sopravvissuti il Monastero vide la luce attorno al 780.

MONACHE come la MONACA DI MONZA, personaggio principale dell’opera più famosa dello scrittore ALESSANDRO MANZONI. MEDA può dirsi orgogliosa di esser citata ne “I PROMESSI SPOSI”, paese d’origine della CONVERSA, figura che scoprì la tresca fra Gertrude ed Egidio. Nel capitolo 10 del romanzo storico la nostra città viene citata quale luogo di ricerca in cui ritrovare la scomparsa Conversa. Secondo documenti storici: la reale identità della Conversa sarebbe da riscontrare nel nome di CATERINA CASSINI, realmente originaria medese e vittima nel 1606 di GIAN PAOLO OSIO.

FIN DALLA SUA NASCITA MEDA PORTA CON SE’ UNA STORIA RICCA DI MITI E LEGGENDE CARATTERIZZATORI DI UNA FORTE TRADIZIONE POPOLARE SINONIMO DI IDENTITA’. LE STORIE CITATE QUI SOPRA SONO LA PUNTA DELL’ICEBERG DI UN COMUNE RICCO DI SEGNI STORICI, ARCHITETTONICI E TERRITORIALI CHE IN PRIMIS LO RENDONO SUGGESTIVO E BELLISSIMO MA CHE POTREBBERO TRASFORMARSI ANCHE IN INDOTTO

ALLO STATO ATTUALE
E’ POSSIBILE IL TURISMO PER MEDA ?
UNO SGUARDO NAZIONALE:

Quando si sente parlare di ripresa economica uno cliché maggiormente utilizzati nelle argomentazioni sul come fare ? è quello che: “L’ ITALIA POTREBBE VIVERE DI TURISMO”. Siamo la nazione più bella del mondo però non siamo la Terra che richiama di più, nel 2013 eravamo quinti e la situazione ad oggi non è migliorata. Analizzando i dati del 2015 però una caratteristica dei turisti e su cosa cercano, ha scatenato la mia fantasia …

TORNIAMO SOTTO IL NOSTRO CAMPANILE

Quando mi sono messo in moto per pensare a questa tematica, il mio cervello ha subito fatto un’associazione che mi ha condotto con la memoria ad un Palio di alcuni anni fa. Era il 2011 e il rione Fameta proponeva un tema strambo ma originalissimo: “SE A MEDA CI FOSSE IL MARE”. Purtroppo per conformazione geologica il nostro paese non ospita il mare però avrebbe molte atre ricchezze da sfruttare: il Mobile, tracce di storia plurisecolare, architetture pregiate e un territorio particolare se visto con i canoni della zona geografica.

Ho sempre pensato che il turismo fosse principalmente mare e montagna ma negli ultimi anni l’interesse storico, culturale e artistico la fa da padrone, soprattutto fra i turisti stranieri, questi segnalati in aumento – soprattutto nel post-EXPO – proprio in provincia di Monza e Brianza. Ecco il grafico che fotografa questa nuova tendenza:

 

UNA TENDENZA SEMPRE PIU’ IN CRESCITA E’ QUELLA CHE VEDE TURISTI STRANIERI VISITARE LA PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA. MEDA, PER IL SUO BACINO STORICO, CULTURALE E ARTISTICO E’ UNO DEI PAESI PIU’ BELLI DELL’AREA. OGGI COME OGGI PERO’ LA NOSTRA CITTADINA NON E’ PRONTA PER AFFRONTARE LA SFIDA DEL TURISMO. IL DEGRADO DEL CENTRO STORICO E DEL TERRITORIO, LA MANCANZA DI COMUNICAZIONE E DI PUBBLICITA’ DELLE MERAVIGLIE STILISTICHE SONO FARDELLI DA SUPERARE SE SI VUOL ESSER COMPETITIVI NEL SETTORE, CHE IN FUTURO POTREGGE GENERARE NUOVI INDOTTI ECONOMICI PER IL PUBBLICO E PER IL PRIVATO – POSTI DI LAVORO

COME FAR TURISMO A MEDA E PER #MEDA2022

Come detto in precedenza, MEDA ha tutte le caratteristiche basilari per permettersi di affrontare la sfida turistica. Prodotti base sotto forma di: Ville, Palazzi, Chiese, Santuari, Piazze ecc. Occorre lavorare sul piano della comunicazione e su quello dei servizi da offrire ai visitatori.

Non essendo esperto in materia di politiche del turismo ma provando solo a sfidare l’utopia “MEDA TURISTICA” ho preso come modello il sistema del nostro capoluogo di provincia: MONZA – in particolare sono stato ispirato da ciò che ho potuto vedere in Piazza Trento e Trieste –

PIANO DELLA COMUNICAZIONE:

Elementare: Una città, un’ente, un’impresa ma anche un comune di provincia deve, in un mondo globalizzato e digitale, possedere un sito internet all’altezza della sua fama. L’attuale giunta ha rinnovato il sito del COMUNE DI MEDA con l’obiettivo di renderlo più fruibile e accessibile ai cittadini, obiettivo fallito soprattutto nella sezione turismo; una voce che non racconta i beni presenti sul territorio ma fa da autoreferente all’attività dello stesso sindaco citando oltre VILLA TRAVERSI e MONASTERO DI SAN VITTORE, solo la GIPSOTECA PERMANENTE. Una comunicazione assai povera incapace di creare attenzione verso le meraviglie medesi. Una comunicazione che dovrebbe attrezzarsi di una campagna pubblicitaria: brand identity, logo, claim, visual capaci di comunicare con un’immagine la città. Inoltre in paese non è presente alcuna mappa dei luoghi più caratteristici e belli che abbiamo il piacere di custodire nei confini. Ho parlato di mappe anche se sarebbe più in linea con i tempi investire su dei TOTEM INFORMATIVI da disporre nei luoghi più significativi di MEDA

IL PRIMO PASSO PER ESSER COMPETITIVI E’ DATO DA UN RADICALE CAMBIO DELLA COMUNICAZIONE DA PARTE DELL’ENTE COMUNALE. ALLA VOCE TURISMO: IL RINNOVATO SITO INTERNET DEL COMUNE DI MEDA RISULTA INEFFICENTE E INADATTO AL TEMPO.

OCCORRE SVILUPPARE UN BRAND PUBBLICO CITTADINO CAPACE DI RACCONTARE LA STORIA, LA CULTURA E LE BELLEZZE DEL PAESE. DOBBIAMO DAR VITA DIGITALE ALLA #MEDESITA’

OFFRIRE DEI SERVIZI A CHI CI SCEGLIE

Dobbiamo lavorare sui servizi non ce né. Un futuro progetto efficiente legato al settore turistico impone prima di tutto il recupero del centro storico: Via MATTEOTTI in primis e creazione di percorsi pedonabili – da zero o a seguito della dovuta riqualificazione dei marciapiedi già esistenti e lasciati all’incuria permanente. Se nella prima occasione si è legati alla decisione dei privati, nel secondo caso la creazione delle vie sicure per pedoni o ciclisti devono esser realizzate seguendo la logica dell’interconnessione tra aree specifiche. Ovviamente, ricollegandomi direttamente al capitolo precedente, occorre un’adeguata segnaletica su tutto il nuovo reticolo.

 

 

UN’IPOTETICA GUIDA AI PERCORSI:

  1. PERCORSO STORICO RELIGIOSO: Sarebbe l’arteria primaria di tutto il reticolo. Quella riconoscibile con la #medesità. Strutturata da Chiese, Monastero, Ville e Monumenti fino alle tradizioni dei giorni nostri. Alcuni esempi: CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA NASCENTE, CHIESA SAN NAZARO E CELSO, MONASTERO DI SAN VITTORE, SANTUARIO SAN CROCIFISSO E MONUMENTO OSSARIO AI CADUTI, VILLA TRAVERSI, PALAZZO MASCHERONI, GIPSOTECA PERMANENTE, CASA DELLE ASSOCIAZIONI, LAZZARETTO fino alla VECCHIA FORNACE
  2. PERCORSO DELL’ACQUA E DEL VERDE: Rappresenterebbe l’anima della CITTA’ GREEN presente nel nostro programma. Sarebbe l’unione e la rivisitazione 2.0 di due componenti primarie del nostro territorio, il fiume TARO’ = acqua ed il futuro PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA = verde. Alcuni esempi: SENTIERO MEDA-MONTORFANO, ZOCA DEI PIRUTIT, DESERTINO, PERCORSO ROTAIE TRENINI FORNACI, PONTICELLO raggiungere gli altri parchi cittadini: PARCO DEL BOSCO DELLE QUERCE, PARCO BERETTA-MOLLA, PARCHI DI QUARTIERE
  3. PERCORSO DEL COMMERCIO E DEL GUSTO: Questo ultimo percorso prevede il coinvolgimento dei commercianti e dei ristoratori presenti sul territorio. E’ importante, soprattutto su mappe e totem, la segnalazione dei negozi ma anche di punti ristoro necessari per far vivere al turista un’esperienza in città a 360 gradi

MEDA DEVE RENDERSI APPETTIBILE ALL’ESTERNO CREANDO LA POSSIBILITA’ AI VISITATORI DI USUFRUIRE DI UN’ESPERIENZA – STORICA, ARTISTICA, TERRITORIALE FINO AL SETTORE COMMERCIALE – PARI A 360 GRADI

riprendendo la domanda iniziale:

OGGI LA CITTA’ NON E’ SUFFICENTEMENTE PRONTA PER AFFRONTARE LA SFIDA DEL TURISMO. E’ UN’OBIETTIVO IMPOSTARE UN PROGETTO CHE CONDUCA IL COMUNE AD ESSER PROTAGONISTA NEI PROSSIMI ANNI, DECENNI NELLE SCELTE DEI VISITATORI. E’ IMPORTANTISSIMO PER COMPETERE AI MASSIMI LIVELLI SPINGERE PER LA REALIZZAZIONE DI UNA STRUTTURA CHE PERMETTA IL PERNOTTAMENTO IN MEDA.

ANDREA TERRANEO