MEDA, Indagine in corso sulla Sosta. PIANO PARTICOLAREGGIATO

DURANTE QUESTE GIORNATE E’ COMPARSO SUL CRUSCOTTO DEGLI AUTOMOBILISTI MEDESI UN INEDITO TAGLIANDINO DI DIVERSI COLORI; TRANQUILLI NON E’ LA SOLITA MULTA, MA UNO STRUMENTO CHE PERMETTERA’ FINALMENTE DI REGOLAMENTARE LA QUESTIONE PARCHEGGI

Occorre fare due passi indietro:

  1. Lo scorso Ottobre 2017 venne organizzata dall’Amministrazione una serata di presentazione del PGTU in cui dai cittadini – residenti e commercianti di zona – venne sollevata l’annosa questione della sosta non regolamentata, vista con ragione come un deficit per le attività e la vita quotidiana delle persone
  2. A Febbraio 2018 il PGTU è stato adottato dal Consiglio Comunale cittadino, specificando negli interventi politici della maggioranza come la priorità assoluta venisse data proprio alla questione della SOSTA, piuttosto che l’annosa questione dell’applicazione dei sensi unici calati sulle zone in modo capillare
RIPASSIAMO IL PGTU

MEDA: ECCOTI IL PGTU. ESSENZIALE MA TROPPO ARMONICO

ECCO IL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELLA SOSTA

P.P.T.U – PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL TRAFFICO URBANO – : secondo livello. Prendendo le indicazioni provenienti dal P.G.T.U, si fissa un determinato aspetto critico e si decide come strutturare lo specifico intervento. Dal generale si passa all’individuazione del particolare

In questi primi giorni di maggio i medesi – e non (Meda per la sua situazione è un sito molto battuto soprattutto dai pendolari di altri paesi) – hanno visto comparire sui cruscotti delle proprie auto dei TAGLIANDI. Essi portano la firma del Comune di Meda e del Centro Studi PIMI, dal titolo se ne capisce l’utilità: INDAGINE SOSTA – Piano Particolareggiato – l’indicazione di utilizzo è specificata sotto: “………Vi preghiamo gentilmente di non rimuovere il biglietto fino a quando l’auto resterà in sosta in questo spazio.

Detto che non si tratta di nessuna contravvenzione, il tagliando ha funzione di indagine sulle abitudini dei cittadini riguardo il parcheggio all’interno del nostro comune.

Il territorio è suddiviso in ambiti: le zone interessate sotto studio si concentrano nelle vie comprese tra la Stazione Ferroviaria e il c.so Italia e dall’altra sponda del passaggio livello si guarda a via Gagarin ed Indipendenza. La rilevazione avviene dalle 7.00 del mattino alle 20.00 di sera – pausa mezzogiorno -. Ad ogni fascia oraria (intervallo di 60 minuti: 7.00/8.00 – 8.00/9.00 – 9.00/10.00 ecc. fino a 19.00/20.00) corrisponde un biglietto posto sul cruscotto dell’auto di gradazione diversa; i 6 tipi di colore sono: NERO, ROSSO, BLU, VERDE, MARRONE e ARANCIO.

I tagliandi sono posizionati sulle auto da un vigile della Polizia Locale in borghese che ogni ora compie un percorso prestabilito individuato dal Pimi, centro studi che fornisce anche le TABELLE REPORT che serviranno poi a formulare gli interventi ed il successivo Piano Esecutivo. Queste tabelle costruite in base alla caratteristiche della via atta ad esser rilevata contengono diciture specifiche sulle tipologie delle aree sosta presenti: la prima divisione è tra sosta regolare e sosta non regolamentare, poi si passa alla classificazione del parcheggio: pagamento, disco orario, libero.

La rilevazione dovrebbe terminare – se le varie specifiche, anche metereologiche giocano a nostro favore – già questa settimana (sicuramente prima della fine delle scuole) dopodiché terminato lo studio del Pimi con l’Amministrazione si passerà alla fase di estensione del PIANO PARTICOLAREGGIATO DELLA SOSTA di MEDA

 

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

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MEDA: ECCOTI IL PGTU. ESSENZIALE MA TROPPO ARMONICO

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DOPO UNA GESTAZIONE DURATA ANNI GIOVEDI’ 15 FEBBARIO 2018 IL CONSIGLIO COMUNALE HA APPROVATO IL PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO – P.G.T.U -. COME MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA SI E’ DECISO DI PROSEGUIRE, CON QUALCHE REMORA, LA LINEA DI PERSEGUIRE L’OBIETTIVO DI UNO SVILUPPO DELLA MOBILITA’ DOLCE E IL RECUPERO DI SPAZIO PER LA CREAZIONE DI AREE DI SOSTA, DETTATA DALL’ING. BARZIZZA ESTENSORE DEL DOCUMENTO

PIANO URBANO DEL TRAFFICO: CHE COS’E? COME E’ ARTICOLATO?

Partendo da un inquadramento legiferativo prima di parlare del PGTU bisogna cominciare dalla sigla P.U.TPIANO URBANO DEL TRAFFICO -, previsto dalla legge numero 36 contenuta nel Nuovo codice della strada (1992). Il documento è previsto in due casi: è d’obbligo per tutti i comuni aventi un numero di cittadini superiore a 30.000 unità; è fortemente consigliato per i paesi che non presentano almeno 30.000 abitanti, ma sono interessati al loro interno da rilevanti criticità. Il PUT si inserisce nella famiglia del P.G.T – PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO – strumento di pianificazione urbanistica che regola l’intero assetto del comune, previsto da Regione LOMBARDIA a partire dal 2005. E’ importantissimo specificare come gerarchicamente il PGT abbia un ruolo dominante, capace di influenzarne le scelte e non viceversa, sul PUT.

Il P.U.T si articola in tre livelli di azione:

  1. P.G.T.U – PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO – : primo livello, valenza bi-triennale. E’ una fotografia sullo stato della mobilità nel paese da cui viene ricavata la progettazione degli interventi atti a superare le criticità emerse. Livello generale
  2. P.P.T.U – PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL TRAFFICO URBANO – : secondo livello. Prendendo le indicazioni provenienti dal P.G.T.U, si fissa un determinato aspetto critico e si decide come strutturare lo specifico intervento. Dal generale si passa all’individuazione del particolare
  3. P.E.T.U – PIANO ESECUTIVO DEL TRAFFICO URBANO -: terzo livello. Si passa all’esecuzione materiale dei due livelli precedenti. Azione diretta sul campo

PERCHE’ MEDA ?

30.000 Abitanti: #MEDA oggi non ha in dote questa portata di cittadini. La nostra città rientra quindi nell’area dei comuni per i quali il piano è fortemente consigliato; MEDA PRESENTA SUL PROPRIO TERRITORIO RILEVANTI PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE. Chi conosce e si muove sul territorio non ha difficoltà ad individuare diversi aspetti per poter confermare la valutazione data alla nostra città, io ne sottolineo almeno 4 preponderanti che sono di ostacolo alla mobilità. A monte di tutto vi è la Politica edilizio-speculativa applicata su Meda. In particolare nella zona vecchia si è preferito i palazzi all’adeguamento stradale oppure alla creazione di aree di sosta. Frattura ferroviaria. Meda è tagliata in due ed oggi non ci sono percorsi di collegamento atti a superare i 7 passaggi livello alternativi a semafori e sbarre. Il torrente Taro’. Legato alla ferrovia rende difficile la creazione di sottopassi. Il percorso della Superstrada Milano-Meda che sarà Pedemontana che lambisce i nostri confini

IL PGTU DI MEDA

Dopo vari tentativi andati a vuoto, lo scorso 15 febbraio 2018 il consiglio comunale a maggioranza leghista ha dotato la città di Meda dello strumento del PGTU. Il documento – più volte ricordato – è stato partorito negli anni scorsi dal centrosinistra; la scorsa amministrazione lo scorso aprile aveva approvato in giunta il documento. Nei primi mesi di governo della Città il centrodestra si è impegnato nel far conoscere e raccogliere suggerimenti a/dalla cittadinanza organizzando un incontro pubblico al quale ha presenziato l’Ing. BARZIZZA del PIMI estensore del Piano.

Tecnicamente il documento si articola in 2 fasi:

  1. FASE ANALITICA = Fotografia della situazione esistente sul territorio
  2. FASE PROPOSITIVA = Indicazione degli interventi necessari a migliorare le condizioni di mobilità dentro i confini

Se la FASE ANALITICA è solo una rilevazione delle cose presenti: ambiti, parcheggi, piste ciclabili, marciapiedi, aree di parcheggio, servizio di trasporto pubblico in tutte le criticità, la FASE PROPOSITIVA progetta gli interventi temporalmente tarati sui due-tre anni per superare gli ostacoli. Da queste fasi è emerso come le principali criticità riguardino il settore dei parcheggi e quello della mobilità dolce (ciclabile e pedonabile). In particolare è emerso come Meda scarseggi di piste ciclabili – marciapiedi; oggi sul nostro territorio esse coprono solo 3km di strada, con il PGTU a regime si implementa il circuito di 19 km, arrivando ad un totale di 22 km di percorsi. Altro grosso problema è la carenza di parcheggi. Questo deficit è emerso in particolare nella serata evento di presentazione del piano dell’ottobre 2017, quando molti concittadini e commercianti hanno lamentato l’assenza e/o cattiva gestione del comparto. Al fine di perseguire l’obiettivo di PIU’ MOBILITA’ DOLCE E MAGGIOR DOTAZIONE DI STALLI DI SOSTA l’ingegnere ha seguito la strada dell’istituzione di

ISOLE AMBIENTALI ( aree concepite e realizzate a misura delle utenze deboli (ciclisti e pedoni), nelle quali verranno adottate particolari politiche: limiti di velocità, divieti, sensi unici, regolamentazione della sosta, miglioramento dei trasporti pubblici e opere di arredo, differenziazione dei livelli e delle pavimentazioni, arredi, illuminazioni efficaci

SICURAMENTE INDISPENSABILE MA TROPPO ARMONICO: GLI ASPETTI CRITICI DEL PGTU MEDESE

Si può approvare il documento ed aver una posizione critica a riguardo? SI.

Il PGTU come detto in precedenza è solo un primo step di programmazione; ha infatti valenza indicativa e non è nemmeno vincolante negli interventi, inoltre una timeline fissata nel breve periodo prelude a possibili modifiche da apportare nei prossimi anni. Oltre che per consiglio legislativo Meda ha bisogno di un piano urbano del traffico per le ampie criticità presenti sul territorio. E’ stato indispensabile e responsabile dotare la nostra città del documento.

Restano ampie ed enormi criticità legate al Piano. Innanzitutto il PGTU è troppo armonioso nelle sue declinazioni. Sembra non tener conto dell’enorme differenza morfologica e urbanistica presente nel territorio medese

MEDA è strutturata in 3 zone:

  1. STORICA – dalla Ferrovia ai confini di Lentate S.S., Camnago, Barlassina, il centro storico e il Parco della Brughiera fino alle quattro contrade
  2. MEDA SUD – Il Polo –
  3. MEDA NUOVA – dalla Ferrovia ai confini di Seregno, Cabiate, il QUARTIERE SAN GIACOMO, il centro commerciale ed il cimitero

la parte storica – se si escludono alcune eccezioni come la Via Manzoni – è costituita da strade dal calibro ridotto essendo la realizzazione primaria risalente agli anni del ventennio. Al contrario i quartieri della zona nuova e del Polo che si sono sviluppati nella seconda metà del ‘900 hanno al loro interno arterie dal calibro largo. Meda vecchia ospita poi gran parte degli esercizi commerciali mentre le due aree di recente insediamento presentano vocazione residenziale ed industriale. Questo PGTU soprattutto nell’istituzione di isole ambientali è perfetto per la parte vecchia del paese, penso a Via Solferino, C.so Matteotti e Piazza Volta. Resto perplesso nel veder l’applicazione a pioggia del documento negli altri due quartieri. Sia al Polo che al San Giacomo vedo interventi specifici come la sistemazione della cartellonistica oppure il disegno dei percorsi ciclo-pedonali piuttosto che concentrarsi su una rivoluzione viabilistica portata dalla creazione dei sensi unici e la conseguente creazione di aree di sosta. Andando nello specifico inoltre vi sono criticità non risolte dal PGTU: in ambito via indipendenza – via S.Pellico – Via Piave – Via Maroncelli la soluzione proposta ricalca quella già sperimentata senza successo nel 2010; quindi resta – al netto di errori di calibro – valida la proposta dell’anello circolatorio atto a risolvere uno dei punti di congestione del traffico sul territorio. E’ difficile anche capire nel particolare la creazione di alcuni sensi unici ad esempio quello di via Vespucci con sbocco ad elevato tasso di pericolosità sulla già citata via Manzoni.

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MIRACOLO A MEDA. IL FUTURO E’ LA

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SEMBRA STRANO DIRLO, MA IL FUTURO TANTO PROMESSO E’ MOLTO PIU’ VICINO DI QUELLO CHE APPARE. IL CENTRO MEDA NEI PROSSIMI ANNI SUBIRA’ UNA COLOSSALE TRASFORMAZIONE CHE LO RISOLLEVERA’ DALLA CONDIZIONE DI DEGRADO E DESERTIFICAZIONE RESPIRATA OGGI, QUANDO NON E’ TEATRO DI EVENTI

ATTENZIONE: CATASTROFISTI E PROFESSIONISTI DELLA CRITICA MAI COSTRUTTIVA (i civici) NON AMMETTERANNO MAI IL FATTO; LO VEDETE, SONO TALMENTE ABITUATI A FAR LE PULCI A TUTTO CHE NON HANNO PERSO TEMPO PER RECRIMINARE ANCHE SU UNO SPLENDIDO EVENTO QUALE E’ LA PISTA DI PATTINAGGIO SUL GHIACCIO DI PIAZZA MUNICIPIO, EVENTO CHE ACCOMPAGNERA’ LE VACANZE NATALIZIE DEI MEDESI, CHE E’ GIA’ UN SUCCESSO

L’IDEA PIU’ GRANDE DOPO IL WEEK END

Premessa: se la Nazionale di calcio ha 60 milioni di allenatori, Meda ha 23 mila idee su come riqualificare il centro.

Ho esagerato …. la cifra si riduce notevolmente, basta cominciare ad escludere tutti quelli che non si pongono il problema perché pensano che Meda non abbia un centro! Smentiamo però subito questa farsa: MEDA NON HA UN CENTRO, MEDA HA PIU’ CENTRI, AD OGGI TUTTI CON GROSSE PROBLEMATICHE. C’è un centro storico – in Piazza Vittorio Veneto – ma c’è anche un centro commerciale – in Corso della Resistenza, nell’attesa che venga realizzato quello ufficiale (AT1) ? e dico nuovamente che: alcuni per bruttezza, altri perché pensati male (ad esempio esenti da parcheggi), altri inoltre sono dimenticati non valorizzati nelle loro potenzialità sono tutti spazi vuoti che non dicono nulla.

E’ lunedì 27 novembre quando sto bozzando per la prima volta questo post; il flusso di idee messe su carta non ha fonti concrete ma nasce dalla passione per la mia comunità, ma soprattutto, da due situazioni vissute nel week-end appena trascorso; la prima prende vita in centro a Cantù dopo qualche drink, la seconda è figlia del successo avuto dall’inaugurazione ottenuta dalla pista di pattinaggio situata in Piazza Municipio. Da queste due esperienze, nasce una piccola idea da un lato visionaria – irrealizzabile – su come poter sviluppare il centro nel prossimo decennio, dall’altro lato consapevole della trasformazione che avverranno in pochi metri quadrati; un’ottimistica sintesi tra fantastico e studiato che denominerò “#MEDA27 10 anni per consegnare il miracolo”

PARTIAMO DA UN DATO DI FATTO, UN TREND: SE ALLA CITTADINANZA SI DANNO ELEMENTI DI RICHIAMO QUINDI EVENTI; ESSA ACCORRE SEMPRE NUMEROSA: RISPONDE PRESENTE! IN BARBA AI SOLITI CRITICONI, TESTIMONIANZA INGESSATTA DI UNA MENTALITA’ VECCHIA CHE I MEDESI HANNO GIA’ BOCCIATO NELLE SCORSE AMMINISTRATIVE. PERCIO’ BEN VENGANO INIZIATIVE COME QUELLE DELL’ASSOCIAZIONE “IDEE X MEDA” MENTRE UN DECISO #OUT AI PROFESSIONISTI DELLA DENIGRAZIONE PORTATORI DI CRITICHE MAI COSTRUTTIVE

CENTRO MEDA: IN CHE DIREZIONE ANDARE ?

Parto subito da un punto forte della mia idea: CORSO MATTEOTTI. Per molti riqualificare il centro significa riqualificare questa gloriosa strada che fu in passato; in passato appunto. Una piccola pavimentazione per adeguarla alla zona e cercare di recuperare lo spazio commerciale – ex Benetton – poi basta: la mia idea è quella di puntare il focus su altro, sulle altre vie. La nuova linea di riferimento la immagino svilupparsi dai punti cardinali EST-OVEST, congiungendo 4 piazze: PIAZZA DELLA CHIESA (Santa Maria Nascente – con la chiesa che torna al centro del villaggio – ), PIAZZA DELLA REPUBBLICA, PIAZZA MUNICIPIO per arrivare a PIAZZA CAVOUR. Queste aree concentrano in se storia, tradizione, sono elementi concreti e visibili della #medesità: il COMUNE, IL PALAZZO MASCHERONI, la SALA CIVICA RADIO, il POZZO DELL’ACQUA. Questo per quanto riguarda la via della riscoperta del territorio e delle sue meraviglie, una linea aperta che va a chiudersi formando un triangolo, così da estendere il centro all’area commerciale, perciò aldiquà o aldilà – dipende dai punti di vista – della ferrovia: quindi VIA PACE, CORSO DELLA RESISTENZA fino all’aspetto culturale dato dalla MEDATECA. Non bisogna poi dimenticare il nostro centro storico, bellissimo ma mal sfruttato, in questo caso ben verranno iniziative sul luogo non dimenticando di preservare il sito

PER IL CENTRO DI DOMANI BISOGNA RIUSCIRE NELL’INTENTO DI UNIRE LA PARTE STORICA DELLA CITTA’ CON LA PARTE PIU’ MODERNA. I PUNTI IN COMUNE POSSONO ESSER TROVATI PERSEGUENDO LE VIE DEL COMMERCIO, DELLA CULTURA, TROVANDO UNA SINTESI TRA SVILUPPO ECONOMICO E CULTURALE DELLA COMUNITA’

COME INTERVENIRE? VEDIAMO ALCUNI ESEMPI

– anche imitando situazioni da altri paesi –

Ecco 10 punti dove intervenire nei prossimi per assicurare a Meda un centro da invidiare, copiando anche alcune esperienze di altri comuni limitrofi:

  1. PIAZZA CAVOUR: Disciplinare la sosta, in particolar modo impedire il parcheggio causa di rottura dei 4 faretti, un tempo blu, installati per ricordare la posizione del pozzo storico nel sito. Installazione di panchine E aree verdi anche nel versante fontana, in modo da non declassificarla ad “area parcheggio”. Questa piazza nella mia idea dovrà esser l’Agorà degli eventi: dalle serate estive ai vari mercatini: natalizi, del territorio; dalla festa delle associazioni alle premiazioni 
  2. VIA CIALDINIPARCO EMANUELE DE ERMENULFIS – : In via cialdini per il tratto interessato c’è relativamente poco da fare, gli interventi sono previsti (PGTU) ad altre altezze. Va semmai valorizzato il parco dedicato al “Manoello” recensendolo di storia e ri-aggiornando le giostrine per i bambini. Inoltre bisogna attivare il controllo sicurezza sull’area
  3. VIA SOLFERINO: Senza nascondersi essa dovrà diventare la direttrice principale del centro medese. Il PGTU la prevede come “isola ambientale”, da qui a dieci anni bisogna arrivare ad una marcata pedonalizzazione, dove la mobilità dolce deve esser predominante. Nell’attesa occorre risolvere subito la “grana parcheggi” e quelli che arriveranno dal condominio in fase di completamento saranno “manna dal cielo” e rigenerarla dal punto di vista commerciale
  4. PIAZZA MUNICIPIO: La Lega l’ha pensata, il PD l’ha realizzata consegnando un gioiellino alla comunità. La politica e il palazzo qui hanno fatto, i cittadini ed i commercianti la devono animare: bene l’iniziative delle attività sul suolo pubblico – è suggestivo bersi uno spritz o mangiarsi una piada nel cuore della città -, ma bisogna trovare accordi perché alla domenica la piazza non può morire se si vuole rivitalizzare la zona
  5. PALAZZO DEL COMUNE: Semplicemente APRIRLO! Permettere la visione dei gioielli interni e aprire il cortile per permettere il passaggio alle persone con conseguente deflusso sul VICOLO COMUNALE già pedonale 
  6. VIA ROMA: Chiusura del tratto finale di Via ROMA compreso tra l’intersezione della strada con il Vicolo Comunale – Via Verdi e Via Mazzini (osservazione PGTU) e conseguente pedonalizzazione della superficie interessata in modo da realizzare un percorso pedonale che porti a Palazzo Mascheroni
  7. PALAZZO MASCHERONI: Diverse idee per questa architettura che ha appena subito un restyling dal tintore giallo che lo ha consegnato alla comunità. Questo deve esser il luogo del lavoro, le sue stanze dovrebbero ospitare un’idea di “futuro che non dimentica il passato”; qui l’ideale sarebbe coniugare la tradizione portata dal museo del mobile medese con l’innovazione dell’ Incubatore d’impresa. Oltre a raccontare, copiando il palazzo dell’esposizione permanente di Cantù, la struttura non può prescindere da un bar, elemento che lo legherà al prossimo passaggio
  8. PIAZZA DELLA REPUBBLICA: Se piazza Cavour è quella degli eventi, se Piazza Municipio è quella della comunità, Piazza della Repubblica per design e per carta d’identità dovrà esser il luogo dei giovani. Uno spazio che dovrebbe arricchire le serate, i sabati sera medesi, un piccolo luogo di movida – nell’accezione culturale Madrilena, quella della transizione – simile a Piazza Roma di Seregno
  9. PIAZZA DELLA CHIESA: Il percorso partito da Piazza Cavour termina in Piazza della Chiesa con l’ideale di “rimettere la Chiesa al centro del Villaggio”. Leggendo nelle scorse settimane il libro di Felice Asnaghi “DALLA CHIESA DI SANTA MARIA AL SANTUARIO DEL SANTO CROCIFISSO” ho percepito come l’edificio ecclesiastico sia frutto di comunità, ecco Meda deve svoltare verso il futuro per aprirsi al nuovo mondo non dimenticando i valori cristiani che l’hanno condotta ad oggi. Strutturalmente poi la Piazza presenta giardinetti relax con panchine attrezzate ottime per la sosta
  10. CENTRO STORICO: Il tesoro medese non va dimenticato, il patrimonio artistico deve divenire polo culturale e luogo dove organizzare giornate “speciali”, deve essere sfruttato di più
SVILUPPO DEL CENTRO E SINERGIE

E’ imprescindibile un intervento in centro da parte dell’attuale amministrazione, la quale ha inserito fra le priorità delle linee programmatiche 2017-22, proprio alcuni interventi sull’area. E’ inevitabile anche però non focalizzare l’attenzione solo su un asse urbano.

L’interesse alla riqualificazione del centro non deve distrarre dalle problematiche degli altri quartieri medesi: il SAN GIORGIO, il Q.RE POLO e la ZONA DI VIA MANZONI; aree soggette ad un processo di degrado avvenuto negli ultimi 5 anni e che nel domani dovranno esser protagoniste di politiche di ARREDO URBANO, a cominciare dalla potatura del verde presente.

LA MUTAZIONE DEL CENTRO: STORICO, MUNICIPALE E COMMERCIALE NEI PROSSIMI ANNI CI SARA’!

QUESTO GRAZIE AI PROGETTI PUBBLICI (DELLE AMMINISTRAZIONI -PRECEDENTI E REGGENTI-) E PRIVATI.

SARA’ COMPITO DELLA POLITICA GOVERNARNE LO SVILUPPO, IN MODO TALE CHE ESSO SIA IN GRADO DI TRAINARE TUTTO IL COMPARTO CITTADINO.

UN CENTRO BELLO E’ LA CARTINA TORNASOLE DI UNA COMUNITA’, L’ARREDO URBANO E’ IL BIGLIETTO DA VISITA DI UN PAESE.

IL MONITO SARA’ NON DIMENTICARE I QUARTIERI IN MODO DA AVERE NEI CONFINI UNO SVILUPPO OMOGENEO E NON UN FORTINO CURATO NEL DEGRADO COLLETTIVO

 

un’idea di: ANDREA TERRANEO

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