AREA ANDREA

www.andreaterraneo.it

Investiamo PER i Ciclisti! #MEDA

Investiamo PER i Ciclisti! #MEDA

SE NE FA VANTO O SI DENIGRANO A SECONDA DELLA PARTE PER CUI CI SI ESPONE MA “CICLODROMO” E LA “PISTA CICLABILE DI VIALE BRIANZA” RAPPRESENTANO GLI ULTIMI INVESTIMENTI FATTI DAL COMUNE DI MEDA PER I CICLISTI. IL PRIMO AD OGGI NON HA TROVATO ANCORA UNA FINALITA’ D’USO, LA SECONDA E’ CONSIDERATA LO SPRECO. PIU’ CHE PROGETTI SBAGLIATI, LE OPERE SONO DA CONSIDERARSI QUALI INCOMPIUTE.

CICLODROMO E CICLABILE DI VIALE BRANZA POSSONO PERO’ RAPPRESENTARE UNA SFIDA: OGGI INUTILI, DOMANI SIMBOLO DI UNA MEDA AMICA DEI CICLISTI E DELLA LORO SICUREZZA. 

GIOVEDI’ 23 GENNAIO 2020, presso la SALA CIVICA RADIO del Comune di MEDA, avverrà la proiezione del Docufilm: “GAMBE – LA STRADA E’ DI TUTTI”. Promossa dalla FONDAZIONE MICHELE SCARPONI, l’iniziativa ha l’obiettivo di accendere la luce sulla piaga della VIOLENZA STRADALE. 

In ITALIA si muore con troppa frequenza sulle strade, in particolare il rischio è maggiore per la componente debole. Il rischio per il Bel Paese è quello di trasformarsi da cornice della “Corsa più bella del Mondo: Il GIRO D’ITALIA” a nemico dei ciclisti; purtroppo è ottimistica la condizione di paventare il rischio, in quanto la realtà dei dati è più forte della percezione comune. Leggendo i dati presentati dall’International Transport Forum, l’ ITALIA è il paese con il più alto tasso di mortalità per km pedala con il triste record di 51 morti per ogni miliardo di km pedalati. Un’altra raccapricciante statistica – fonte Istat: “incidenti stradali anno 2017” – enunciata ai tempi dall’ex ministro Toninelli parlò di “un ciclista morto ogni 35 ore”. Il calcolo è presto fatto: nel 2017 sulle nostre strade hanno perso la vita 3.378 persone, di queste 254 erano ciclisti; dividete il monte totale di ore annuali: 8.760 con le unità cadute 254, il risultato è 35. Le vittime sono CICLISTI: perché all’interno possiamo scoprire  nomi e storie diverse: MICHELE SCARPONI – Professionista che un Giro d’Italia l’ha anche vinto e simbolo di questa disgrazia – ma anche ciclisti della domenica – gli abituè dell’uscita amatoriale -, come le vittime che usano come la bici come mezzo di trasporto abituale.

Le cause di queste tragedie sono diverse. Le distrazioni ed il degrado stradale sono le motivazioni a cui si imputa maggiormente il fatto! Le strade italiane non hanno subito aggiornamenti nel tempo. L’Italia è il paese dei campanili e dei centri urbani storici laddove però è pressoché impossibile, senza imprecazioni e colpi di clacson, far convivere: auto, moto, mezzi pubblici, bici, ciclomotori e adesso ci abbiam messo prima dei pedoni: i monopattini. I problemi non sono riscontrabili solo nei paesi, ma anche al di fuori dei centri abitati, tanto è che molti incidenti mortali si verificano su strade extraurbane. Non siamo l’Olanda, non siamo la Danimarca, siamo il Paese in cui ogni abitante ha la sua auto, siamo il Paese che all’interno del proprio abitacolo “bestemmia e maledice” il gruppo di ciclisti che si antepone sul nostro percorso, è obbligo dire che molte volte sono gli stessi ciclisti a non rispettare le regole della strada. Tutti alla fine sulla strada possono fare i loro comodi! Sono un automobilista e: mi invento il parcheggio, schiaccio l’acceleratore sfondando i limiti imposti. Sono un ciclista occupazione con il mio gruppo 3/4 della sede stradale o interpreto volontariamente i sensi unici

Il problema è quindi: Culturale e di Sistema e su quest’ultima parte pensate al rinnovo della patente. Ogni 10 anni e avviene solo attraverso una visita medica “oculistica”. Il rilascio non prevede nessun corso di aggiornamento, nessuna prova di guida e almeno dovrebbe comportare un test medico approfondito – se oltre agli occhi si facesse il test del capello: quanti disgraziati criminali non metteremmo alla guida? (siamo sempre bravi a piangere dopo) – C’è un sistema complice delle “mattanze stradali”. In Parlamento è ferma da anni una legge che obbliga il sorpasso ai ciclisti quando la distanza laterale è di almeno 1 metro e mezzo.

I COMUNI cosa possono fare? devono sostituirsi – come spesso accade – alle lentezze dello Stato. Dove il Bilancio lo permette, gli Enti Locali devono intervenire per migliorare la struttura delle strade di cui ha la competenza. Come Consigliere Comunale, durante l’ultima edizione del Consiglio Comunale, nel mentre si discuteva del DUP; oltre agli elogi espressi nei confronti dell’Amministrazione in carica, ho posto l’accento sull’importanza (nei prossimi due anni e mezzo) di avviare un programma che porti alla realizzazione di nuovi km di piste ciclabili all’interno della rete viaria del comune di MEDA.

Dal PGTU – Piano Generale del Traffico Urbano – approvato a febbraio 2018 in fase analitica si deduce che: la rete dei percorsi ciclo-pedonali esistenti sul territorio medese è costituito da brevi tratti non collegati tra di loro; questi percorsi sono di diverse tipologie: sede propria o ricavata dal marciapiede promiscua ai pedoni. Il totale ad oggi complessiva di percorsi ciclabili è pari a circa 3 KM. Osservando la fase propositiva prevede la progressiva realizzazione di 19 KM di nuovi itinerari ciclabili. Rispetto alla dotazione attuale di 3 km l’attuazione del PGTU porterebbe Meda ad avere un totale di 22 KM (+ 630% rispetto ad oggi)

Ovviamente realizzare in 2 anni e mezzo l’obiettivo del 630 % è IMPENSABILE sia per assenza di FONDI (le ultime due realizzazioni ciclabili su Meda hanno avuto costi alti: sono state Via Pace e Viale Brianza; non basterebbero più bilanci per coprire i 19 KM restanti), di SPAZIO (in molti tratti occorrerebbe una revisione dell’intera struttura della via) e di PRIORITA’ (alcune applicazioni del PGTU sono maggiormente preminenti), però è indispensabile mettere mano per garantire la sicurezza dei nostri ciclisti.

Nei prossimi anni l’Amministrazione ha in programma, giusti e mai ingenti, investimenti in manutenzione delle nostre strade. Come avvenuto lo scorso mese con la verniciatura rossa di alcuni attraversamenti pedonali, l’occasione e la metodologia potrebbe ripetersi anche per la “salvaguardia dei ciclisti“. Come avviene in altri comuni è possibile delimitare – rispettando le indicazioni del PGTU – metri della carreggiata al solo transito da parte della mobilità ciclabile. Alcune strade di Meda permettono quest’opera che non è solo di aggiustamento (rifacimento di sedi stradali e rattoppamento di buche) ma è una proiezione al futuro, è una nobile forma di investimento

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

Da Febbraio 2019 ho assunto il ruolo di CAPOGRUPPO CONSILIARE del gruppo LEGA NORD – LEGA LOMBARDA CON SALVINI

PER SEGNALAZIONI E IDEE Non esitare a contattarmi  qui:

consigliere.terraneo@comune.meda.it

 

Condividi questo post sui tuoi Social

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Torna in alto