MEDA-PARCO REGIONALE, DISCUTIAMO SUL NOSTRO FUTURO!

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BRUGHIERA. DOPO OLTRE 30 ANNI DI BATTAGLIA e’ ormai prossimo IL TEMPO DELL’ ISTITUZIONE DEL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA, L’ENTE CHE sostituira’ L’ATTUALE P.L.I.S.

IL NOSTRO POLMONE VERDE VEDRA’ RICONOSCIUSTA -anche istituzionalmente-  LA FUNZIONE PRIMARIA CHE ESERCITA NELL’ECOSISTEMA BRIANZOLO; MA, PER VIA DI QUESTA RESPONSABILITA’ OCCORRE UNA VISIONE COMUNE DEGLI AMMINISTRATORI E DEGLI ADDETTI AI LAVORI AL FINE DI UNO SVILUPPO STRATEGICO SU AMPI SETTORI DELL’AREA.
MEDA DEVE AVER UN RUOLO FONDAMENTALE IN QUESTO

Durante questi primi mesi da CONSIGLIERE COMUNALE del COMUNE DI MEDA, mi sono occupato principalmente di due tematiche: PGTU (Piano Generale del Traffico) – per doveri di commissione – e delle vicende-progetti riguardanti l’attuale area del PARCO SOVRACOMUNALE BRUGHIERA BRIANTEA di cui per estensione MEDA rappresenta la terza forza. Già da settembre scorso mi sono messo in contatto con il COMITATO AMICI DELLA BRUGHIERA, grazie ai quali, oltre al fondamentale aiuto dell’Assessore competente FABIO MARIANI, sono venuto a conoscenza di tematiche importanti, che vanno oltre al mio utilizzo ludico – teatro del mio jogging quotidiano – così da ampliare la mia visione sul luogo e sulla sua eccezionalità.

POCHI PASSI ALLA META …

Prima di parlare di presente e futuro voglio volgere uno sguardo di merito per chi fin da 30 anni orsono iniziò la battaglia per la conservazione del nostro “POLMONE VERDE”. Riassumendo in poche righe tre decenni, posso dire che grazie ad una rafforzata coscienza ambientalista da lotte di salvaguardia si è passati a un sito da sviluppare su cui Regione Lombardia ha messo la propria OPA. Per la firma definitiva però bisogna aspettare ancora un pochino, ma (salvo scherzi) il PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA si farà! Lo scorso ottobre la Giunta regionale ha approvato la delibera per l’ampliamento e l’accorpamento dei confini del Parco, gli ultimi due passi consisteranno nel passaggio del documento nella Commissione Agricoltura, Montagna Foreste e Parchi e successivamente in Consiglio regionale dove la legge verrà ufficialmente licenziata.

AGGIORNAMENTO: La discussione in VIII^ Commissione Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi inizierà mercoledì 22 novembre e dovrà  concludersi con relativa votazione entro il  21 dicembre 2017. La proposta di legge per l’ampliamento dei confini del Parco delle Groane ai territori del PLIS della Brughiera Briantea e del canturino è stata iscritta all’ordine del giorno del Consiglio Regionale di giovedì 21 dicembre 2017.

PROGRAMMARE IL FUTURO

Dal punto di vista istituzionale una volta che sarà PARCO REGIONALE, il Comune dovrà ratificare la decisione in consiglio comunale e successivamente entro due anni dall’atto metter mano al PGT (Piano Governo del Territorio) per ridisegnare i confini del nuovo ente. Questo per quanto riguarda il quadro istituzionale-burocratico, non bisognerà però tralasciare i ritorni  degli aspetti sostenibili, economici, culturali e turistici che il Parco genererà. Le amministrazioni dovranno esser pronte a gestire, a trovare una linea comune, fra le diverse visioni che l’area verde scatenerà; in particolare, per il poco che sono venuto a conoscenza, il dilemma oggi è tra chi vede le “AREE VERDI” come:

ELEMENTI FRUIBILI STRATEGICI DELLO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE

ELEMENTI DI CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA’

ANDIAMO A VEDERLE … 

LA FRUIBILITA’

I parchi possono rivelarsi strategici nello sviluppo della società: essi sono portatori di valori culturali, storici ed educativi. Per i comuni la partecipazione all’amministrazione dell’Ente sarà occasione di ritorno ambientale ma anche turistica. 

Questa visione, è quella che sposo maggiormente, sposando l’idea che le aree verdi vestano il ruolo e creino sul serio, se affrontate con impegno, le occasioni descritte sopra.


Preciso che non mi ritrovo in un modello di sviluppo come quello del parco “Porada”, dove la fruizione è lo scopo principale, ma ritengo che la componente umana dovrà avere una forte voce nel sistema. Per questo l’amministrazione ha sposato il progetto dell’ente regionale e si sta impegnando a rendere raggiungibile per la comunità le zone naturali di esso, spingendo sullo sviluppo dei percorsi cittadini – PGTU- che portano all’Area, oppure reinvestendo energie in opere passate accantonate come il PROGETTO VERDE ACCESSIBILE che permetterebbe anche ai cittadini con disabilità di accedere al parco. Una visione descritta finora in cui l’uomo ha un ruolo centrale e la natura fa da sparring partner, limitata a scenario, teatro

 

 

LA BIODIVERSITA’

Ribaltando le ultime due righe del passaggio precedente si avrebbe un sito in cui la natura fa da protagonista e l’uomo dovrebbe limitarsi ad osservarne i mutamenti decennali. Questa visione si sposa completamente con

l’ideologia di conservazione della BIODIVERSITA’. E’ un dato di fatto che la perdita di boschi comporta la perdita di specie che nel futuro potrebbero rivelarsi estremamente importanti.

L’intervento dell’essere umano in queste aree a volte piuttosto che risolvere, aggrava ancor più la situazione. Secondo questa visone un tronco che cade non va rimosso, ma deve esser fucina di sviluppo anche per quei microrganismi – che nemmeno conosciamo – che lavorano su quella superficie. In questo caso la presenza dell’uomo sarebbe solo destinata al passaggio e la cura che esso potrebbe portare sarebbe lasciata allo sviluppo naturale.

UNA PROPOSTA COMUNE

Due visioni che collidono, ma due mondi che possono tranquillamente sintetizzarsi proprio negli aspetti primari che li determinano: l’uomo e la natura. Non facendo un trattato natural-scientifico sul rapporto uomo-natura occorre che gli amministratori dei comuni inseriti nei confini del parco siano artefici di un percorso che sia improntato sulla fruibilità e sulla biodiversità. La proposta comune si potrebbe trovare seguendo questo schema.

L’uomo si erge a protagonista dell’area. Il parco regionale dovrà esser vissuto dalle persone, tutte! Dovrà esser sito ludico per attività di svago all’area aperta, dovrà esser terra di tradizioni e turismo ma anche luogo educativo in cui l’uomo deve imparare a rispettare la natura. Sviluppo sostenibile che prevede quindi la consapevolezza di prendersi cura dell’intera area, il cui metodo non deve esaurirsi al semplice “non gettare i rifiuti per terra” in quanto inquinanti. Occorre innestare nell’approccio quindi anche il concetto di natura capace di autodeterminarsi, lasciando così essa libera di svilupparsi, eliminarsi da sola seguendo le proprie leggi interne. Questo potrebbe avvenire con la creazione di aree circoscritte dove – drasticamente – si potrebbe arrivare nel corso degli anni ad impedire l’accesso all’uomo.

OCCORRE CHE I COMUNI PROMUOVANO INIZIATIVE LEGATE ALLO SVILUPPO DEL PARCO REGIONALE COME BACINO FRUIBILE DA TUTTI MA ANCHE COME AREA DI TRADIZIONI E TURISMO. OCCORRE FERMARSI A PENSARE A CHE SVILUPPO SOSTENIBILE ADOPERARE; PARTENDO DAL PENSIERO PRINCIPE DI UNA NATURA FORTE IN GRADO DI AUTOREGOLARSI DA SOLA E NON PER FORZA SOTTO LA MANO UMANA

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    One Reply to “MEDA-PARCO REGIONALE, DISCUTIAMO SUL NOSTRO FUTURO!”

    1. Ottimo lavoro Andrea.
      Sicuramente la passione e la tua determinatezza verso un impegno nella tutela della Brughiera è encomiabile e potrà essere motore di una nuova partecipazione più attiva di Meda per il nostro Parco anche a fronte delle prossime sfide che ci troveremo ad affrontare (sperando in una conclusione del percorso Regionale a breve) con una struttura robusta già collaudata come il Parco Groane. I valori e le specificità della Brughiera dovranno essere portati a quel tavolo con determinatezza ancora più che nel PLIS. Per quanto riguarda noi, saremo sempre disponibili a collaborare in questo intento.
      Ciao
      Tiziano Grassi per il Comitato per il Parco Regionale della Brughiera

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