STRADE-COMUNI: Un Welfare Per Tutti e Di Tutti. MEDA COME STA?

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LE TANTE CRISI CHE STIAMO VIVENDO – ECONOMICA, ISTITUZIONALE, DI RAPPRESENTANZA – NON POTEVANO NON AVER UNA RICADUTA SENSIBILE SUL WELFARE. APPARE COSI’ SUPERATA L’IDEOLOGIA CHE VEDE LO STATO (PUBBLICO) QUALE UNICO FRUITORE DEI SERVIZI INDISPENSABILI, ESSO COSI’ DIVIENE PARTE DI UN SISTEMA CHE VEDE PROTAGONISTI DIVERSI ATTORI. UN WELFARE “PLURALIZZATO” NATO DAL CONNUBIO PRIVATO-PUBBLICO CHE PUO’ ESSER FATTO ANCHE DAL SEMPLICE CITTADINO: IN RETE E GRAZIE ALLA RETE! PER TRASFORMARE IL VIRTUALE IN VIRTUOSO. DALLE “SOCIAL STREET” ALLA REALTA’ MEDESE.

WELFARE = SISTEMA SOCIALE CHE VUOLE GARANTIRE A TUTTI I CITTADINI LA FRUIZIONE DEI SERVIZI SOCIALI RITENUTI INDISPENSABILI

Concretamente fanno parte del WELFARE le POLITICHE SOCIALI della “Prevvidenza – Assistenza”, della “Sanità – Salute”, della “Cultura – Istruzione” e delle “Politiche del Lavoro”. Legge Fornero, Ticket sanitari, Riforma della Buona Scuola e disoccupazione, sono solamente elementi di manifestazione dovuti o post periodo di crisi del welfare. Oggi il WELFARE STATE inteso come Stato quale unico fruitore dei servizi indicati sopra è pressoché morto, finito! L’evoluzione è l’apertura del sistema ad una molteplicità di attori provenienti dal mondo del “Privato” ( In LOMBARDIA alcuni servizi primari sono erogati da privati per conto del pubblico) senza dimenticare il ruolo giocato dal “Terzo Settore”. Oggi il sistema è suddiviso come una “TRIS” in cui il settore pubblico, privato e terzo settore agiscono sui livelli MACRO (generale), MESO (politiche locali) e MICRO (problemi individuali). La criticità di questo sistema – manco a dirlo – sono rappresentate dalla scarsità di risorse economiche; la fiscalità sola non può soddisfare l’intero sistema e una presenza di Risorse Professionali carenti, dove gli operatori a livello più basso spesso non sono in grado di dar risposte alle problematiche inducendo il soggetto richiedente nel cosiddetto “Effetto Flipper”/rimbalzo tra gli uffici. Proprio i due livelli alla base della piramide sono essenziali affinché il problema non degeneri. L’elemento centrale è la LOCALIZZAZIONE DEL LUOGO DOVE RISOLVERE IL PROBLEMA. I sistemi innovativi di Welfare infatti hanno un fortissimo radicamento sul territorio locale dove spesso nascono realtà circoscritte alla realtà Micro che si esauriscono nell’ambito delle politiche locali. Ma, la vera novità, nasce nel momento in cui si creano situazioni di welfare definibile comunitario basato sulle relazioni dirette tra cittadini che trovano nella rete una piattaforma formidabile per la conoscenza e la risoluzioni dei problemi.

IL NUOVO WELFARE

SOCIAL STREET

Le strade comuni nascono nel 2013 in Italia a Bologna, precisamente dall’idea dei residenti di “Via Fondazza”. Oggi 5 anni dopo, il fenomeno è esteso a tutte le città capoluoghi di provincia fino ad interessare le realtà comunali, per un totale di oltre 450 gruppi attivi. L’azzardo è stato esportato anche in stati esteri come Brasile, Canada, Portogallo, Polonia, Nuova Zelanda, Norvegia e Stati Uniti d’America. Di per se, la realtà nasce con l’intento di ricavare il virtuosa dal virtuale attraverso le pratiche del buon vicinato; Soggetti di un determinato territorio circoscritto attraverso la rete per passare al reale “socializzano” con l’intento di risolvere problematiche singole e comunitarie grazie alla maggior interazione sociale. Si va così dalla raccomandazione genuina dovuta alla trasmissione di “skills” della professionalità fino a progetti di decoro urbano. I passaggi fondamentali per la costituzione di queste realtà sono i seguenti:

  1. SOCIAL : in particolare è consigliato l’uso della piattaforma FACEBOOK. Si costituisce un gruppo chiuso in modo da circoscrivere la partecipazione ad una porzione definita di utenti sulla base territoriale che deve esser l’unica componente discriminatoria. Decadono perciò le differenze di classe, ideologiche, religiose, anagrafiche
  2. GRATUITA’ : si favorisce la cultura del dono e del favore
  3. INCLUSIONE : Bisogna concentrarsi su ciò che può unire le persone e non su ciò che può dividerle. Occorre sviluppare linguaggi accettabili e strutturare una mentalità volta alla proposta rispetto alla critica

SOCIALITÀ – GRATUITÀ – INCLUSIONE rappresentano i nostri tre principi fondanti: qualsiasi azione nell’ambito di Socialstreet, sia a livello Virtuale che Reale, deve rispettarli per poter favorire comportamenti Virtuosi.

LA CITTADINANZA ATTIVA: LA REALTA’ MEDESE

Sono partito da un’analisi della trasformazione del welfare generale – in cui il sistema dello Stato unico soggetto si evolve nella pluralità di attori fruitori dei servizi indispensabili – per presentare una nuova idea molto 2.0 di benessere ottenuto grazie al potere della rete. MEDA oggi non ha attive Social Street – ne approfitto per suggerire l’idea a chi la volesse raccogliere – però ha molte esperienze di “cittadinanza attiva”. Come in altri comuni limitrofi nel nostro comune è presente il “CONTROLLO DEL VICINATO” grazie all’Associazione: “Meda-Sicura” nata con la finalità di tutelare i cittadini medesi da atti deliquenziali. Furente è l’attività dei medesi su Facebook; sul social network si contano diversi gruppi creati con l’obiettivo di informare-ricordare-ammirare le situazioni che vanno a crearsi all’interno dei confini del nostro Comune. La palma del più popolare – 9.607 membri – va al gruppo: “SEI DI MEDA SE …“; tralasciando i linguaggi e il tipo di segnalazioni spesso più critiche che propositive la scorsa primavera il gruppo ha avuto un momento in cui è passato dal virtuale al reale, quando vennero organizzati alcuni aperitivi – si era sotto elezioni amministrative – per conoscersi tra cittadini. Altri gruppi sono “LA MEDA CHE VORREI” ed il neonato “MEDA AGORA’ – Proposte Critiche e Idee” che però sono gestiti ed hanno una marcata ideologia politica alla base data dagli admin. Chi per un motivo chi per l’altro, i tre esempi descritti non possono dar vita ad un’esperienza di “Social Street” che come detto in precedenza non deve esser condizionata da atteggiamenti critici ne da ideologie politiche sicuramente divisive. C’è una realtà però che si avvicina più delle altre al fenomeno descritto nel precedente paragrafo: è l’ “ASSOCIAZIONE CITTADINI QUARTIERE POLO“. Nata dall’impegno di alcuni residenti del Q.re Polo (Meda Sud) l’associazione si impegna direttamente per migliorare il benessere e la vivibilità del territorio circoscritto. Presente su Facebook non come gruppo ma come pagina utente, conta 666 membri, l’associazione dal virtuale è passata al reale – il giovedì alle 21.00 è possibile incontrarli nella loro sede fisica ricavata al PalaMeda – intervenendo e curando particolarmente spazi di terreno al parco Beretta Molla, trasformando banali aree verdi in giardini curati che fanno da cartolina all’immagine dell’intero quartiere. Oltre alle iniziative di decoro urbano, l’associazione promuove la cultura nel quartiere con il progetto di prossima realizzazione della “Biblioteca itinerante”.

Chi viene a MEDA oltre ai servizi classici di WELFARE LOCALE può trovare una vasta realtà associativa. Restringendo il campo alla CITTADINANZA ATTIVA le esperienze sono più virtuali che reali. L’esempio dell’associazione Quartiere Polo, improntata direttamente sul miglioramento del decoro urbano territoriale,  andrebbe replicato con la costituzione di realtà simili per le diverse aree che costituiscono il nostro Comune

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

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COMUNE: LA “CULTURA” DEL RISULTATO. PERCHE’ DAISEN srl E’ FONDAMENTALE PER MEDA

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MIGLIORARE L’EFFICENZA COMUNALE ERA UNA MISSIONE FONDAMENTALE TRASVERSALE ALLE FORZE POLITICHE CHE SOLO UN ANNO FA DIBATTEVANO PER LA GUIDA DI MEDA. LA SFIDUCIA NELL’OPERATO DELLE ISTITUZIONI PUBBLICHE NON E’ SOLO UNA TEMATICA CAMPANILISTICA MA RAPPRESENTA UNA DELLE CAUSE CHE METTONO IN CRISI LA STESSA DEMOCRAZIA. TEMPI LUNGHI, FURBETTI DEL CARTELLINO, ETA’ MEDIA ELEVATA SONO ALCUNE CAUSE DEL DEFICIT DEL PUBBLICO IMPIEGO ITALIANO; COME MIGLIORARLA? CONTINUANDO AD APPLICARE I PRINCIPI DEL NPM – NEW PUBLIC MANAGEMENT – OVVERO PORTANDO NEL MONDO DELLE P.A. ALCUNI VALORI DEL SETTORE PRIVATO

N.P.A: VALORI ED APPLICAZIONI IN ITALIA

Nella logica Policy si utilizza il termine “ACCOUNTABILITY”, concretamente nei fatti significa “RENDERE CONTO“. Chi è dentro al settore pubblico – un politico ai suoi elettori, un dipendente al suo dirigente, un professionista alla sua categoria di riferimento – deve spiegare o giustificare ogni sua azione e ogni suo comportamento. E’ implicito (o così dovrebbe essere) come il personale debba avere in dote un ampio bacino di competenze per utilizzare i giusti mezzi per raggiungere il fine. Parlare di “crisi della politica” è riduttivo, infatti è tutta la pubblica amministrazione ad esser messa in dubbio: soprattutto nelle fasce di popolazione aventi reddito basso è crescente la sfiducia nelle istituzioni pubbliche, tanto che una delle principali leve del successo di Donald Trump è la “decostruzione dello stato amministrativo” intesa Burocrazia. Quanti di noi hanno avuto a che fare con la “Macchina Amministrativa” – ovvero con la componente che sulla carta dovrebbe dar concretezza alle decisioni di (Noi) politici – e quanti ne sono usciti soddisfatti? Se vuole rigenerarsi la pubblica amministrazione in Italia essa deve proseguire sulla strada tracciata dalla NEW PUBLIC MANAGEMENT. La N.P.M è un movimento di riforma nato negli anni ’80 che trova appoggio nelle politiche di Ronald Reagan e Margaret Thatcher che si sviluppa a partire dell’idea di esportare nel settore pubblico le logiche (attenzione alla performance, forme di organizzazioni più snelle e specializzate, retribuzioni in base ai risultati – incentivi -, centralità del cliente, servizi di qualità) del mondo delle imprese/settore privato. Con un decennio di ritardo le innovazioni del movimento riformatore atterranno in Italia. A partire dal 1997 con le 4 LEGGI BASSANINI passando al 2009 con la RIFORMA BRUNETTA Dlgs 150/2009 fino all’estate del 2017 con le modifiche portate dalla LEGGE MADIA Dlgs 74/2017 vi è stato un processo di semplificazione e rinnovamento della nostra pubblica amministrazione.

Se la SEMPLIFICAZIONE è stato l’obiettivo di Franco Bassanini, Renato Brunetta ha compiuto una vera e propria rivoluzione applicando i criteri della VALUTAZIONE (perno: Ciclo di Gestione della Performance data dalla somma del piano delle performance e dalla relazione delle performance) e della TRASPERENZA. Marianna Madia non stravolge la Riforma Brunetta ma l’amplifica/RAFFORZA coinvolgendo soggetti esterni (società di consulenza, cittadini) nel processo di Valutazione.

VALUTAZIONE DEL COMUNE DI MEDA: UNA NUOVA ESPERIENZA

Nella campagna elettorale precedente all’elezioni amministrative 2017 tutte le forze politiche che si presentavano alla corsa avevano nel loro programma un capitolo riguardante l’ORGANIZZAZIONE COMUNALE. La competizione per la guida della città di #MEDA è stata vinta dalla coalizione di centrodestra guidata dall’attuale sindaco LUCA SANTAMBROGIO, la quale mantenendo fede alle promesse ha fin dai primi mesi affrontato la questione individuando una soluzione innovativa e incline ai dettami della legge (Dlgs 150/2009 modificato dal Dlgs 74/2017 Art.34 Regolamento di Organizzazione Uffici e Servizi del Comune). Dalla fine del 2017 infatti il nostro comune ha affidato con contratto di servizio l’incarico per il “ciclo della performance” alla società di consulenza DAISEN s.r.l. Il rapporto di collaborazione siglato per i prossimi 3 anni al costo per MEDA di € 9.350,00 + IVA l’anno avrà la funzione di accompagnamento alla struttura tecnica di tutte le attività inerenti la Programmazione e il Controllo:

– Analisi del Documento Unico di Programmazione (Obiettivi strategici e operativi)
– Supporto alla redazione del Piano delle Performance e del Piano degli Obiettivi
– Supporto al Controllo di Gestione (previsione, monitoraggio, risultati)
– Supporto alle risultanze del Controllo Strategico

Le funzioni elencate qui sopra normalmente vengono attribuite all’Ufficio Controllo di Gestione.|Si evidenzia come l’obbligo di attuare il Controllo di Gestione per gli Enti Locali (c.d. Controlli Interni) venga già indicato nel Dlgs 286/99 e ripreso nel Testo Unico Enti Locali  Dlgs 267/2000; a questi dobbiamo aggiungere il  Dlgs 77/1995 (Nuovo ordinamento finanziario e contabile degli enti locali), sino alla riscrittura dell’Art. 147 del Dlgs. 267/2000 avvenuta con la legge n.213 del 2012 (Tipologia dei Controlli Interni)|

Il Controllo di Gestione è un obbligo per gli Enti Locali, che si concretizza nella redazione del Referto di Controllo di Gestione da trasmettere annualmente alla Corte dei Conti, oltre che una opportunità per costruire nella organizzazione una cultura “del risultato” che, partendo dagli strumenti di programmazione strategica, porti ad un efficace e efficiente azione amministrativa.

Per il comune di MEDA la consulenza offerta da Daisen s.r.l rappresenta un passaggio fondamentale: oltre ad andare a coprire lacune nell’organico e nella legge, finalmente la nostra pubblica amministrazione si adegua alla strada dell’innovazione tracciata dalle riforme Brunetta e Madia (elencate sopra). Per la prima volta a seguito di una valutazione in esterna della performance sia della parte politica che della parte burocratica (Concretamente: non saranno più gli stessi dirigenti a valutare il raggiungimento degli obiettivi previsti che ne determina il compenso, ma sarà un soggetto terzo al Comune a farlo) i cittadini medesi saranno a conoscenza di come l’Ente utilizza i soldi.

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Categories: MEDA DIGITALE

MEDA, I GIOVANI RIEMPIONO GLI SPAZI

MEDA COMINCIA A NUTRIRSI DI #ENERGIEGIOVANI! NON SOLO POLITICA – DOVE LE SCORSE AMMINISTRATIVE (2017) SONO STATE LE ELEZIONI DELLE NUOVE GENERAZIONI – MA ANCHE CULTURA ED EVENTI: E’ IN ATTO UNA RIVOLUZIONE PREMIATA DAL SUCCESSO DI PUBBLICO

Quando si parla di GIOVANI a #Meda si deve sempre partire dalla citazione di un dato: la nostra popolazione è composta dal 34% di under 35, valore questo che nel piccolo è da considerarsi “fenomenale” non avendo di fatto pari nelle realtà circondariali alla nostra Città. Contare il 34% ed esser dimenticati, di fatto questa inversione di spazio è stata sentita particolarmente negli scorsi anni e fotografata nel “Bilancio di fine mandato (2012-17)” dove un residuo spazio è stato concesso alle attività legate alle politiche giovanili. Il trend è cominciato a girare in concomitanza con le elezioni comunali del 2017 dove più che una lettura è la fotografia della composizione del Consiglio Comunale uscita dalle urne a sentenziare come i giovani abbiano accompagnato all’uscita la vecchia classe politica medese. Il risultato è stato poi confermato dall’elezione a sindaco di Luca Santambrogio presentatosi agli elettori con lo slogan #energiegiovani. Poteva esser il fenomeno della goccia caduta nel mare, ma da quella goccia si sono fermati cerchi che hanno portato la tendenza a svilupparsi oltre che nel campo politico al mondo associativo e soprattutto nella realizzazione di eventi. Non vi è ancora stato il cambio di passo generale nella società ma iniziano a vedersi risultati

DALLA POLITICA ALLA REALIZZAZIONE DI EVENTI PASSANDO PER UNA MAGGIORE PRESENZA NEL MONDO ASSOCIATIVO. LA REALTA’ MEDESE STA VIVENDO UNA RIVOLUZIONE DEL BUONSENSO GRAZIE A SCELTE CHE RESPONSABILIZZANO GLI UNDER 35, MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE

In questi primi mesi di governo della città il focus sui giovani è stato acceso  soprattutto nell’organizzazione di eventi dedicati alla gioventù. Un detto popolare dice che a Meda non si fa mai nulla e che il nostro comune non è un paese per gli adolescenti; in realtà alcune manifestazioni hanno invertito questo trend storico. Esempi sono il GALA’ DELLO SPORT di sabato 25 novembre 2017 – giornata di premiazione dedicata alle eccellenze delle società sportive medesi – . L’istallazione durante le scorse vacanze natalizie della PISTA DI PATTINAGGIO in Piazza Municipio che ha contribuito ad attirare in strada una marea di gioventù nel mese in cui è stata allocata in città. Proprio il sito è stato l’emblema della spaccatura fra la nuova e la vecchia generazione amministrativa del comune; dove i giovani hanno sostenuto la novità mentre i saggi si sono adoperati per criticare se non infamare la scelta dell’amministrazione; il risultato è stato di una proroga del periodo di posizionamento della pista per via del clamoroso successo di pubblico e partecipazione. Successi invernali che hanno fatto da traino a questo primo scorcio di Marzo dove gli eventi dedicati ai giovani si sono ritagliati un ruolo da protagonisti. Le celebrazioni – tre giorni – dedicata al mondo femminile si è conclusa con il concerto del gruppo: “Fresche Fra Le Frasche” che hanno divertito e si sono fatte apprezzare da una sala civica stracolma di pubblico – fatto nuovo per un evento organizzato al sabato sera -. L’evento ha avuto come corollario l’apertura del porticato del comune ad imprenditori del food-truck, che hanno dato vita ad una mini piazza della ristorazione con la vendita di hamburger, biscotti e beveraggio – comune strapieno -. Per chi non ha avuto modo di assaporare gli squisiti prodotti in vendita, più occasioni possono esser rappresentate dall’evento a cadenza mensile organizzato dai giovani della B.A.M al pub Fabrique: un giovedì sera organizzato da ragazzi medesi per ragazzi. Le serate saranno il traino per l’evento della Biciclettata Solidale – che già da alcuni anni aiuta economicamente la popolazione del Malawi sostenendo con il ricavato dell’evento un’ associazione operante sul territorio – che si sta organizzando assieme ai giovani previsto per (giugno) l’estate 2018: stagione che si preannuncia molto sbilanciata verso il target under 35.

 DOPO 5 ANNI DI ANONIMATO E’ UNA STAGIONE DEI GIOVANI PER I GIOVANI. CORNICE: MEDA

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ELEZIONI 4 MARZO 2018. IL BOOM LEGA, ARTEFICE: MATTEO SALVINI

COME PASSARE DAL 4% AL 18% IN 5 ANNI? COME GUADAGNARE 4.000.000 DI VOTI IN UNA LEGISLATURA? PER LE RISPOSTE CHIEDERE A MATTEO SALVINI LEADER ED ARTEFICE DEL SUCCESSO DELLA LEGA, PARTITO DECANO PRESENTE DALLA PRIMA REPUBBLICA E MAI COSI’ IN SALUTE. SOCIAL, LEADERSHIP, MILITANZA LE RICETTE PER OTTENERE LA GUIDA DEL CENTRODESTRA, ENTITA’-POLITICA OGGI A TRAZIONE LEGHISTA

L’Elezioni del 4 marzo 2018 hanno visto la vittoria di due soggetti politici: MOVIMENTO 5 STELLE e LEGA. LUIGI DI MAIO e MATTEO SALVINI sono i leader usciti vincitori dalle urne avendo ottenuto il consenso degli italiani, mai però così spaccati nel giudizio della classe politica; Quello emerso dalle “Politiche” è un verdetto che fa  parlare di “TERZA REPUBBLICA” ma – volendo giocare- è’ in realtà un ritorno al 1848 (BACK TO THE FUTURE). Il 73% dei cittadini che si è recato alle urne – dato leggermente in flessione rispetto alle politiche del 2013 – ha espresso preferenze di giudizio simili alle condizioni territoriali pre-Unità d’Italia. I successi ottenuti dalle tre forze politiche rispecchiano infatti la forma dello stivale diviso in staterelli, ducati e Regni: il MOVIMENTO 5 STELLE trionfa nel vecchio REGNO DELLE DUE SICILIE dove la promessa assolutistica – forma Borbonica – del “reddito di cittadinanza” ha fatto presa. Il PARTITO DEMOCRATICO si limita a mantenere il controllo su quel che fu il GRANDUCATO DI TOSCANA (almeno qui le politiche di salvataggio di Banca Etruria, Mps hanno reso) con il Giglio Magico “Renziano” profeta in patria e controllante del TIROLO. La coalizione di CENTRODESTRA si è dimostrata capace di dominare i territori del REGNO LOMBARDO-VENETO (Maroni e il Doge Zaia hanno i loro meriti di governo) lo STATO PONTIFICIO (Il Vangelo di Salvini ha fatto di più che gli altari concessi ai comizi del PD) e il REGNO DI SARDEGNA però nella zona Piemontese (l‘isola dei 4 mori invece è stata dominata dai 5 stelle). Detto che si può scherzare, questa riflessione solleva il reale problema dell’ assenza di UNITA’ NAZIONALE – nell’anno in cui la Nazionale di Calcio non parteciperà ai mondiali – consegnando di fatto un’ ITALIA spaccata in due nel voto e nel volto dei vincitori SALVINI e DI MAIO. Gli “Enfant Prodige” della politica però difficilmente guideranno il Paese per demerito di una legge elettorale che di fatto alla prova dei fatti si è rilevata un documento per dare forma all’inciucio moderato, pattuito sulla carta e non avvenuto nei fatti solo per indicazioni e demeriti di PD e FORZA ITALIA.

LA NUOVA LEGA

Vince il nuovo: il MOVIMENTO 5 STELLE ed avanza il vecchio: LEGA, si potrebbe affermare guardando la storia politica del partito del Nord, che proprio questa dicitura ha abbandonato durante questa tornata elettiva. Il sindacato del settentrione portatore delle istanze Padane si è rinnovato in toto a partire dal leader. Dalle politiche 2013 a quelle di domenica il partito ha visto l’escalation di MATTEO SALVINI: la militanza alla guida del Partito. Con MARONI (prestato?) alla guida della Regione Lombardia e BOSSI (per vicende personali e poi a seguito del congresso federale) SALVINI ha rivoluzionato l’identità della LEGA; Il Capitano ha capito che il partito non poteva più esser solo la voce del Nord quando un pezzo intero dell’Italia richiedeva una rappresentanza.

Il messaggio non è cambiato nei modi nei toni; piuttosto sono cambiati i bersagli – oggi più inclini al tempo storico -. DA ROMA LADRONA ALL’EUROPA OPPRESSIVA, DAL TERUN CHE STA ADOS AI MIGRANTI CON IPHONE E WI-FI, PER I PADANI IERI e OGGI PER GLI ITALIANI 

I modi sono stati ridisegnati per la Politica 2.0. Le elezioni 2018 – Dopo il fenomeno Trump – hanno stabilito il primato dei social quali mezzi di comunicazione privilegiati per il messaggio politico. I giornali sono per l’Elitè culturale del Paese, i media hanno perso la loro autorevolezza nel raccontare i fatti: gli addetti ai lavori sono più tifosi che commentatori e i leader che hanno avuto maggiore spazio in tv sono stati quelli sconfitti. La LEGA partito più anziano -almeno fra i quotati – della politica italiana è stata capace di mettersi in scia al MOVIMENTO 5 STELLE – praticamente dei nativi digitali – che sulla rete (blog, social) ha costruito la propria fortuna. Oggi tutti i politici della Lega sono 2.0; Le apparizioni nei salotti televisivi sono divenute più formali e spesso le prese di posizioni più estreme avvengono sui social più influenti. L’aspetto di “governo” si unisce allo spirito di “lotta” che emerge nelle piazze: quelli reali, ma anche quelle virtuali: non esiste politico leghista di primo piano che non abbia uno spazio sui social: Facebook, Twitter ed Instagram accompagnano la quotidianità fatta di sit-in e mercati rionali fino agli eventi delle manifestazioni in piazza.

SALVINI è il capo di una nuova Lega: no immigrati, no Europa, no Campi Rom, Prima gli italiani e per il Family Day; un movimento politico capace anche grazie alle prove amministrative offerte laddove è chiamata a governare di diventare prima forza politica del centrodestra.

CHI HA VOTATO UNO COME SALVINI ?

Il titolo del trafiletto potrebbe esprimere lo stupore condito dal rosicamento espresso dall’ “Intellighenzia liberal dei salotti buoni”, quella che esulta nella cornice dei Parioli o nella Milano delle Torri;

SALVINI a capo della LEGA porta il partito al suo record storico di consensi: migliorato (quasi doppiato) il record ottenuto da BOSSI alle elezioni politiche del 1996 e replicato alle europee del 2009. Il 18% e + 4.271.333 elettori consentono alla LEGA di esser il PRIMO PARTITO DI CENTRODESTRA e grazie al successo nei collegi settentrionali (dove governa) divenire il SECONDO GRUPPO PARLAMENTARE alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica

I voti: 5.661.867 SALVINI, figura più trainante tra i leader, li ottiene nella roccaforte del Nord; ma anche al Centro – dove quasi sfonda – e al Sud – dove comincia ad esser rilevante oltre che rivelato -. In particolare la militanza è decisiva nei comuni fino a 50.000 abitanti dove il centrodestra a trazione leghista supera il 30%; il massimo è raggiunto nei comuni rurali di 5.000 cittadini mentre il consenso più basso si registra nelle grandi città di oltre 300.000 persone dove il centrodestra resta sotto il 30%. I casi di MILANO (che a parte l’esperienza FORMENTINI non è mai stata culla della Lega, anzi spesso i Meneghini hanno ostracizzato i Padani) e ROMA denotano come il centrodestra e i 5 stelle abbiano dominato nelle aree dove il reddito imponibile è inferiore. Dal 1994 quando prese vita l’entità-politica del centrodestra la LEGA è primo partito, questo si deve soprattutto alla diaspora delle altre formazioni dell’area. Rispetto alle politiche del 2013 infatti SALVINI ottiene il 41% dei voti usciti dal POPOLO DELLA LIBERTA’, un dato interessante se rispecchiato con il solo 33% convogliato in FORZA ITALIA erede diretta. Sottolineo come ho scritto SALVINI per indicare il processo di leadership che ha influenzato il comportamento degli ex elettori del PDL (da sempre attratti dall’uomo forte rispetto all’ideologia) che hanno sposato il segretario leghista mollando un BERLUSCONI depotenziato e un TAJANI non convincente. La LEGA ha poi attratto il voto dei giovani; nella fascia di età 18-24 il risultato conseguito è un’approvazione del 21,2% – secondo solo al M5S (il discorso della rete) – ha avuto andamenti ondulatori fra i 24 e i 65 ed è andata in ribasso tra gli over: solo il 15%. Il tema della sicurezza ha giocato il ruolo da padrone nella campagna elettorale leghista.La legittima difesa e il no all’immigrazione incontrollata uniti alle politiche per lo sviluppo della natalità, la difesa della famiglia tradizionale e candidature forti come quella dell’ Avvocato Giulia Bongiorno sono tutti fattori che hanno portato maggiori consensi al partito da parte del genere femminile 18,1% rispetto alla quota maschile 17%; una novità per un movimento spesso tacciato di machismo. Importante è stato anche il risultato ottenuto dal partito di Via Bellerio che emerge guardando il grafico delle professioni. Il tema delle Pensioni – abolizione della Legge Fornero – e quello delle Tasse – Introduzione della Tassa Piatta (Flat Tax) – hanno raccolto consenso nella fascia degli Autonomi, commercianti e artigiani e tra gli operai ed affini; in entrambe le cerchie Salvini supera il 20%.

LEADER, COLONELLI, NOME; DAL 2013 AL 2018 LA LEGA SI E’ COMPLETAMENTE TRASFORMATA. DA BOSSI A SALVINI SI SONO RINNOVATI TEMI E GERARCHIE INTERNE: IMMIGRAZIONE/SICUREZZA, FISCO, WELFARE SONO STATI I CARDINI DELLA PROPOSTA POLITICA PARTITA DA VIA BELLERIO. I TEMI UNITI ALL’APERTURA NAZIONALE DEL #PRIMAGLITIALIANI HANNO AVUTO UN RITORNO POLITICO SUPERIORE ALLE ATTESE DELLA VIGILIA ANDANDO AD INTERCETTARE NUOVE FASCE DI AUDIENCE. L’AUMENTO DI PERCENTUALI NEL MERIDIONE, I VOTI DEI GIOVANI E QUELLO DELLE DONNE, OLTRE ALLO ZOCCOLO DURO RIMASTO AL NORD CONSEGNANO ALLA LEGA LA LEADERSHIP DEL CENTRODESTRA.

 

ELEZIONI 4 MARZO 2018: IL BUON GOVERNO PORTA I RISULTATI

I PARTITI ANTI-SISTEMA TRIONFANO. LE ELEZIONI ANDATE IN SCENA VEDONO IL TRIONFO DI LEGA E M5S; IN REALTA’ SE SI ANALIZZANO I DATI A VARI LIVELLI E SI PRENDE IN CONSIDERAZIONE IL RISULTATO DELLA REGIONE LAZIO, LA LINEA IN COMUNE E’ DATA DALLA CAPACITA’ DI GOVERNO. I CITTADINI NON VOTANO PIU’ PER IDEOLOGIA, I CITTADINI PREMIANO LA CONCRETEZZA: E’ INIZIATA LA TERZA REPUBBLICA

Domenica 4 marzo 2018 l’Italia è stata chiamata alle urne. Per i cittadini è stato tempo di elezioni per determinare i loro Rappresentanti – Repubblica parlamentare – nelle istituzioni a vari livelli: Politiche (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) e Regionali (Lombardia e Lazio) e conseguentemente sono stati interessati i territori nel ruolo di termometro del consenso degli amministratori locali. Lunghe code, per effetto dell’ennesimo cavillo burocratico che in alcuni casi ha complicato le procedure di voto – in controtendenza con l’innovazione tecnologica avviata da Regione Lombardia con l’utilizzo del voto elettronico – hanno fatto pensare ad un’affluenza tornata ai livelli della “Prima Repubblica” ma in realtà il trend subisce l’ennesima flessione fermandosi al 73%, due punti in meno del 2013. Dando una prima lettura del voto gli italiani hanno scelto di premiare quelle forze definite “Populiste”/”Antisistema” bocciando i partiti a trazione moderata protagonisti della “Seconda Repubblica”. In realtà i vincitori: MOVIMENTO 5 STELLE e LEGA da tempo non possono considerarsi anti-sistema in quanto la loro OFFERTA GOVERNATIVA è stata scelta ed interessa siti chiave per l’intero Paese, rispettivamente Roma e la Lombardia ovvero la Capitale e la Regione principale dell’Italia. Chi viene punito dalle urne sono soprattutto il PARTITO DEMOCRATICO (dal 2011 socio maggioritario negli esecutivi del Paese) e FORZA ITALIA (partito industria di Silvio Berlusconi principale leader politico italiano) rimasti troppo moderati per il tempo che stiamo attraversando. Regione Lombardia conferma la guida inserendosi nel filone del successo Leghista mentre interessante è la conferma di ZINGARETTI nel LAZIO, laddove anche se appartenente all’area di CSX – penalizzata nella tornata – , il governatore porta a casa la riconferma. Un segnale questo che attesta:

LA FINE DELL’IDEOLOGIA IN POLITCA E L’AFFERMAZIONE DEFINITIVA DELLA FIGURA DEL LEADER ACCOMPAGNATA DA UNA DECLINAZIONE IN PIU’ RISPETTO AL PASSATO. CHI AMMINISTRA OGGI INFATTI DEVE DARE UNA VISIONE PRECISA, NETTA ABBIANATA AD UNA EQUA CAPACITA’ DI MOSTRARE CONCRETEZZA NEL GOVERNARE 

CONCRETEZZA NEL GOVERNARE: LA RICETTA PER OTTENERE IL CONSENSO DEGLI ITALIANI

Affermazione importante: Il M5S ha vinto le elezioni del 4 marzo 2018. La LEGA ha ottenuto il miglior risultato che potesse ottenere. MATTEO SALVINI ha fatto meglio di UMBERTO BOSSI, il 18% a livello nazionale il Senatùr non l’ha mai nemmeno avvicinato, ha confermato aumentando il consenso la guida di Regione Lombardia ma soprattutto ha sconfitto Silvio Berlusconi e di conseguenza Forza Italia nel derby interno alla coalizione di centrodestra, imponendosi di fatto come uomo guida dell’area per le prossime stagioni. BERLUSCONI muore politicamente; quante volte è stato detto? ma molti elementi fanno credere che il 4 marzo 2018 sia un nuovo 5 maggio: incandidabile, limite di un’età avanzata con annessi lapsus confusionari (non è stato il Cavaliere delle spolverate a Travaglio o degli attacchi agli avversari di turno). Bisogna capire cosa farà FORZA ITALIA da grande? protagonista degli ultimi vent’anni il partito azienda erede del pentapartito deve scegliere se esser forza trainante o esser solo una determinante della LEGA che comunque ad oggi presenta una classe dirigente già rinnovata e molto affidabile.

Non mi sto basando su ipotesi, scenari … ecc. Guardo i numeri: il M5S aumenta il consenso a Roma silenziando di fatto i continui racconti sulla presunta – perché i dati rivelano altro – cattiva gestione del Sindaco Virginia Raggi; perde invece a Torino dove governa Chiara Appendino ma fa praticamente cappotto dalle MARCHE in giù. La LEGA fa suo il NORD lasciando alcuni collegi Milano, Torino la Valle d’Aosta e il Trentino al PARTITO DEMOCRATICO. Un Italia divisa in due con il forte rischio di un centrosinistra destinato all’estinzione. Proprio il confronto fra la gestione della Governance vi è la chiave di lettura dei risultati di queste elezioni

LEGA – PARTITO DEMOCRATICO: C’E’ CHI SALE E CHI SCENDE

Noi leghisti abbiamo la pelle dura: per anni ne abbiamo sentite e viste di ogni; epiteti come: razzisti, barbari oppure nastrini arcobaleno all’Ariston, girotondi, gessetti colorati fino a marce per l’accoglienza. Abbiamo atteso anni questo 4 marzo 2018 per ottenere il riscontro elettorale premiante delle azioni e delle scelte politiche portate avanti dalla LEGA bocciando quelle opposte e sponsorizzate dai “poteri forti” vicini al PARTITO DEMOCRATICO. La Lombardia oltre ad esser locomotiva della Nazione è una regione amministrata bene (anche se spesso si prova a far passare l’idea che la Politica sia solo di intralcio al tessuto produttivo) prima da FORMIGONI e fino a ieri da ROBERTO MARONI. Il governatore leghista del: “Prima il Nord” in questi anni si è speso molto alla guida dell’Ente applicando scelte politiche sia strutturali – referendum consultivo sull’Autonomia, riforma della Sanità, riduzione del Bollo Auto, reddito Lombardo di Autonomia –  che socio-culturali – appoggio incondizionato al Family Day e politiche di traverso alle scelte accoglienti del Governo centrale – spesso in contrasto con la linea politica Nazionale e con l’agenda del buonismo promossa dai Media. Bene: con i poteri forti contro ed un competitor GIORGIO GORI sulla carta più agguerrito ai fini del risultati rispetto all’Ambrosoli di 5 anni orsono, ATTILIO FONTANA (che di Maroni è il successore) vince aumentando consensi e forbice sulle politiche del PD espresse a livello nazionale in 5 anni di governi frastagliati. Partendo dal vituperato progetto del Referendum Autonomista targato Lega (il cui iter si è concluso con successo in questi giorni) esso si è rivelato più efficace del Referendum Costituzionale di Renzi bocciato e il cui esito negativo ha lasciato nella confusione l’architettura costituzionale; inoltre i temi al centro dell’agenda della sinistra: Ius soli, diritti civili, affidamenti di figli alle coppie omosessuali, la difesa dell’Europa; sono tematiche ed argomenti di cui l’Italia e gli italiani non si interessano e che non hanno peso, come invece si vorrebbe dimostrare, nel cuore e nella testa dei cittadini. Italiani che domenica 4 marzo 2018 hanno mostrato volontà e senso di appartenenza scegliendo le offerte politiche più critiche nei confronti dell’esasperata e scellerato politica di accoglienza espressa dal PD. Renzi sogna un mondo senza confini: oggi gli unici confini che ha ridotto sono quelli del consenso elettorale suo e del partito che rappresenta.

PER ANNI I LEGHISTI HANNO SUBITO CRITICHE PER LA LORO VISIONE POLITICA, AL CONTRARIO IL PARTITO DEMOCRATICO APPARIVA QUALE UNICO PORTATORE DI BENEFICI. DALL’EUROPA AI DIRITTI CIVILI IL POPOLO ITALIANO SI E’ DIMOSTRATO MAGGIORMENTE ATTENTO AD ALTRE TEMATICHE. SICUREZZA, FAMIGLIA, IDENTITA’ SONO STATI I CAPISALDI DELLE AZIONI POLITCHE DEI GOVERNI LEGHISTI. NEI TERRITORI AMMINISTRATI DALLA LEGA, IL PARTITO DI SALVINI HA AUMENTATO I CONSESI, COSA CHE NON E’ CAPITATA DOVE IL PARTITO DEMOCRATICO HA SVILUPPATO IL PROPRIO GOVERNO 

TERMOMETRO COMUNALE: MEDA SEMPRE PIU’ LEGHISTA

A margine del commento ai dati nazionali e regionali una piccola postilla dedicata alle indicazioni date dai cittadini medesi. Impossibile paragonare i dati con le elezioni amministrative del giugno 2017, viene però confermato il trend che vede la città di Meda saldamente in mano al centrodestra che insieme raccoglie oltre il 50% dei consensi. La LEGA, partito del sindaco LUCA SANTAMBROGIO e gruppo di maggioranza all’interno del Consiglio Comunale, si conferma forza predominante raccogliendo più del 30% all’interno della coalizione. Dietro alla LEGA primo partito in città si attesta – manco a dirlo – il M5S. I grillini di Meda erano all’esordio come presenza fisica sul territorio – tranne brevi apparizioni al Referendum – in una competizione elettorale  e hanno ottenuto il 20%. Male il risultato del PARTITO DEMOCRATICO principale forza di opposizione in città capace di raccogliere solo il 22% come coalizione, mentre come partito si attesta al terzo posto. Sottolineo come inutile al centrosinistra si sia rivelato l’appoggio del Polo Civico.

IL RISULTATO DELLA LEGA A MEDA DIMOSTRA COME ANCHE NEL PICCOLO VENGA ORMAI APPREZZATO IL GOVERNO DELLE COSE SEMPLICI

 

 

 

SONO ITALIANO E VOTO ITALIANO: ECCO PERCHE’ SCELGO MATTEO SALVINI

LUNGO LA VIA SONO STATO CONQUISTATO DA MATTEO SALVINI

La prima volta avvenne nel 2009 elezioni europee: barrai il simbolo del POPOLO DELLA LIBERTA’ e scrissi senza indugio SILVIO BERLUSCONI. Era l’apoteosi del “Berlusconismo” (il sostantivo si riferisce, infatti, al «movimento di pensiero», ma anche al «fenomeno sociale», e, perfino, al «fenomeno di costume» legato alla sua figura imprenditoriale e politica) al governo ma soprattutto post G8 de L’Aquila; impossibile non esserne attratti. Cadere però è un attimo, in politica ancora più veloce, ma nel 2013 alle “politiche” decisi di riconfermare la fiducia al Mio leader; Monti era stato un danno, lo spread la più grande favola dopo Babbo Natale e quella spolverata alla sedia di Marco Travaglio. Ci fu il Grande Pareggio e l’affermarsi di un leghista al Pirellone: Roberto Maroni. La tornata elettiva del 2013 furono il fiorire di una nuova forza politica il MOVIMENTO 5 STELLE, una cozzaglia di incapaci, fanfaroni senza arte ne parte al volere di un patetico comico già rigettato dalla televisione. Evitare la loro salita al governo era il primo obiettivo, perciò digerii abbastanza agevolmente il governo delle “larghe intese” in cui c’erano esponenti come Angelino ALFANO – il segretario -, Maurizio LUPI – uno delle nostre parti – e poi per il PARTITO DEMOCRATICO non c’erano quei comunisti che non sopportavo, il più orticante era Franceschini; quello che piuttosto che come padre Berlusconi avrebbe preferito un cane (aspettavate la Kyenge? no, troppi giovani sono morti per la patria per definire la Kyenge ministro: qui passerei pure il negazionismo storico). Però, quel Governo nacque sotto l’ala protettiva di Giorgio Napolitano e sinceramente, non mi spiego ancora oggi come è stato possibile rieleggere quell’eversivo ex fascista odiato dai comunisti per esser filoamericano. Complici l’età e la decadenza, Silvio era ormai tempo di ricordarti percependo subito un tuo grande errore: non aver creato una classe dirigente alla tua altezza all’interno della tua area – sia in Forza Italia e NCD -. Perciò cominciai a guardarmi attorno – la Politica è troppo bella ed importante per disinteressarsi – e MATTEO, MATTEO era così bravo, parlava bene, aveva fatto una grande campagna elettorale però: una volta arrivato al governo: QUANTE BUGIE! RENZI quello che diceva “voglio andare a Palazzo Chigi non per inciuci” e poi ottenne Palazzo Chigi grazie ad un #hashtag e non passando dalle urne. Quello del “se perdo il referendum lascio la politica”: il 4 marzo è ancora in campo. Queste le frasi ma i 1000 giorni al governo? Jobs Act, giglio magico – ha ceduto i mari alle nazioni straniere non toccando le quote toscane – Banca Etruria ma la colpa più grande assieme alla sua alleata Bonino – ministra esautorata da Renzi che non la confermò nella squadra del suo Governo ma con cui oggi si è alleato: Soros ci cova? – TRASPORTARE L’AFRICA IN ITALIA MANDANDOLA AL COLLASSO e consegnandola al DEGRADO URBANO. L’insieme di queste politiche e una visione mondiale in accordo con Barack Obama prima ed Hilary Clinton – di cui sappiamo di suppliche e soprattutto ricordiamo da parte di GENTILONI: “forza Hilary” un altro sveglione in squadra – ha per anni tolto l’Identità e soprattutto l’appartenenza a molti, tra cui il sottoscritto; parlare di NAZIONE, nominare la parola ITALIA, esser orgogliosi di dire SONO ITALIANO era a rischio di esser considerato RAZZISTA. MA VAFFANCULO! #makeamericagreatagain DONALD TRUMP primo barlume di orgogliosa rinascita del sentimento dell’IO INDIVIDUALE e non collettivo. Una vittoria che solo un politico italiano predisse – non Gentiloni – MATTEO – non Renzi – MATTEO SALVINI. Non mi piaceva, dove va con quella felpa? poi la Lega quelli oltre a Piacenza non si interessano; però QUINTA COLONNA, BALLARO’, VIRUS, LA GABBIA, DI MARTEDI’; gli scontri con VENDITTI, GASSMAN, BALOTELLI oh ero sempre d’accordo con quello che diceva: poi finalmente: un progetto nazionale, battaglie comuni da Trento a Lampedusa e soprattutto ripeto: la visione uguale a #americanfirst divenuta #primagliitaliani: DOMENICA 4 MARZO VOTO LA LEGA. Lo faccio perché c’è MATTEO SALVINI, uno che ha fatto la gavetta: consiglio comunale, parlamentare, eurodeputato: 20 anni senza esser coinvolto in uno scandalo ma che si è macchiato di qualche “gaffe” ma chi non le fa? e poi fate fare Salvini a Matteo Salvini: non è populismo ma è sintomo di purezza, quella mostrata anche al mercato di Meda. Al netto di Flat tax e legge Fornero, argomenti troppo grandi per le mie competenze, voterò MATTEO SALVINI perché ha una visione politica chiara e netta fatta di valori “classici”, cristiano – occidentali, che mettono al centro l’identità e l’appartenenza a un popolo ad un cultura l’ITALIA. Sono sicuro che MATTEO prima di sburocratizzare difenderà gli interessi e farà gli interessi degli italiani da quel problema che così come si presenta oggi si chiama EUROPA. SALVINI e tutta la LEGA hanno una caratteristica: prendono i problemi – la cronaca – e la trasformano in agenda politica; per farla breve: SONO CONCRETI! La prossima dovrà esser la legislatura della RICOSTRUZIONE, bisogna rimettere al centro gli italiani (soprattutto i giovani) e non i figli di mamma Africa. 

SALVINI VOTO’ LEGA NORD PERCHE’ ERA LOMBARDO, DOMENICA 4 MARZO 2018 VOTO LEGA – SALVINI PREMIER PERCHE’ SONO ITALIANO ! 

 

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MEDA: RIQUALIFICATA L’AREA CANI DI VIA SAN GIORGIO

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DETTO FATTO! IN SOLI 8 MESI QUELLO CHE E’ STATO UN MIO CAVALLO DI BATTAGLIA ALLE SCORSE ELEZIONI AMMINISTRATIVE E’ STATO CONSEGNATO ALLA CITTADINANANZA.

ELEZIONI MEDA 2017, RIVITALIZZARE IL QUARTIERE SAN GIACOMO

DALLA PROMESSA ALLA CONCRETEZZA: L’AREA CANI DI VIA SAN GIORGIO FINALMENTE E’ UN LUOGO DECOROSO FRUIBILE DAI CITTADINI MEDESI. UN INTERVENTO IMPORTANTE CHE SI LEGA ALL’AZIONE DI GOVERNO NELL’OBIETTIVO DI RIVITALIZZARE IL QUARTIERE SAN GIORGIO.

Dall’ 8 febbraio scorso, con un’attesa maggiore rispetto ai piani, la cittadinanza medese ha potuto usufruire di una nuova AREA CANI finalmente riqualificata. Negli scorsi anni il sito non ha goduto dell’attenzione necessaria da parte dell’amministrazione uscente andando così incontro ad un lento processo di degrado visibile negli effetti agli occhi dei cittadini. Strana politica quella del centrosinistra medese, incapace di intervenire su un’ AREA specifica ed unica presente sul comune e di conseguenza cieco nel non vedere oltre ai benefici sugli animali, quelli derivanti per i proprietari e sull’intera comunità.

AREA CANI: PERCHE’ E’ IMPORTANTE IN UN PAESE
  • i cani devono esser portati spesso fuori per ridurre la noia e smaltire l’energia accumulata a casa. L’accesso ad un parco vicino a casa è il modo più sicuro e più efficace per soddisfare questi bisogni. I cani ben socializzati e che fanno attività fisica regolare presentano comportamenti meno aggressivi verso gli altri cani e le persone, sono meno distruttivi e rumorosi e più difficilmente sviluppano quei problemi comportamentali che sono spesso causa di abbandonol’attività fisica regolare mantiene in salute il cane e aumenta la sua aspettativa di vita. la presenza di spazi creati per i cani e i  padroni riducono le possibilità che i cani siano lasciati liberi in altre aree di ricreazione dove possono infastidire le altre persone
  • promuovono la formazione di proprietari più responsabili. È cosa comune che i padroni condividano esperienze e si scambino dei consigli su come educare i cani e si stimolino a vicenda a diventare più responsabili. Permettono agli anziani e a tutte quelle persone che non possono allontanarsi troppo dalla città di far fare del moto ai loro cani. Forniscono uno spazio che permette alle persone di incontrarsi e formare legami. I cani aiutano a “rompere il ghiaccio” e facilitano i rapporti interpersonali. Incoraggiano i proprietari a fare del moto coi propri cani, e quindi contribuiscono al miglioramento della salute fisica generale delle persone forniscono un gradevole spazio verde dove trascorrere del tempo
MEDA: INTERVENTO SULL’AREA CANI DI VIA SAN GIORGIO

Detto dello scarso interesse avuto dal Partito Democratico Medese rivolto all’AREA CANI, e detto dei benefici che queste “confort zone” portano agli animali e alle persone – oltre che ai soli proprietari -, l’intervento sul sito di Via San Giorgio è stato reso necessario per via di un incidente avvenuto la scorsa estate che ha completamente divelto la recinzione. La situazione di degrado riscontrata all’interno dell’area (bidoni divelti, prato e piantagioni nell’incuria e regolamento imbrattato con bombolette spray) è stata così affiancata dalle conseguenze dell’evento descritto sopra, il che ha elevato ad URGENTE l’intervento in programma di riqualifica del sito. La citata “Burocrazia Italica” nella manifestazione dei paletti di bilancio, non hanno permesso un intervento celere e così l’area è rimasta in condizioni disastrose per tutto l’autunno e parte dell’inverno. Non potevamo però presentarci alla bella stagione con l’unica AREA CANI presente sul territorio fruibile ma in condizioni ignobili; la raccolta delle sollecitazioni dalla cittadinanza – molto attenta al sito – e l’interesse del sindaco leghista LUCA SANTAMBROGIO ha reso prioritario nell’agenda degli interventi la RIQUALIFICA DEL PARCHETTO DEGLI ANIMALI.

Così già a febbraio 2018 – solo 8 mesi dopo l’elezione – L’AREA CANI DI VIA SAN GIORGIO SI PRESENTA COSI’ IN UNA VESTE NUOVA:

  1. RISTRUTTURAZIONE CANCELLO D’INGRESSO: la porta di accesso all’area cani è stata riassettata in moda da garantire una chiusura uniforme. Prima le parti non coincidevano l’una con l’altra
  2. RICOSTRUZIONE STACCIONATA PERIMETRALE : i pali in legno sono state sostituite da una recinzione più solida, più bassa e cementificata alla base in modo da resistere agli urti
  3. RIPOSIZIONAMENTO CESTINI DEI RIFIUTI : istallato un cestino dei rifiuti all’ingresso e riposizionati i bidoni prima divelti all’interno dell’area

Termino il post rivolgendo nuovamente un appello a chi frequenta l’area di esser un fruitore ma anche un ambasciatore del sito. Questa piccola porzione del territorio ha una grande importanza e se curata può diventare esempio, modello per la creazione di altre Aree cani in giro per la città. Da parte mia, vi sarà sempre massima attenzione al luogo

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

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MEDA: ECCOTI IL PGTU. ESSENZIALE MA TROPPO ARMONICO

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DOPO UNA GESTAZIONE DURATA ANNI GIOVEDI’ 15 FEBBARIO 2018 IL CONSIGLIO COMUNALE HA APPROVATO IL PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO – P.G.T.U -. COME MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA SI E’ DECISO DI PROSEGUIRE, CON QUALCHE REMORA, LA LINEA DI PERSEGUIRE L’OBIETTIVO DI UNO SVILUPPO DELLA MOBILITA’ DOLCE E IL RECUPERO DI SPAZIO PER LA CREAZIONE DI AREE DI SOSTA, DETTATA DALL’ING. BARZIZZA ESTENSORE DEL DOCUMENTO

PIANO URBANO DEL TRAFFICO: CHE COS’E? COME E’ ARTICOLATO?

Partendo da un inquadramento legiferativo prima di parlare del PGTU bisogna cominciare dalla sigla P.U.TPIANO URBANO DEL TRAFFICO -, previsto dalla legge numero 36 contenuta nel Nuovo codice della strada (1992). Il documento è previsto in due casi: è d’obbligo per tutti i comuni aventi un numero di cittadini superiore a 30.000 unità; è fortemente consigliato per i paesi che non presentano almeno 30.000 abitanti, ma sono interessati al loro interno da rilevanti criticità. Il PUT si inserisce nella famiglia del P.G.T – PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO – strumento di pianificazione urbanistica che regola l’intero assetto del comune, previsto da Regione LOMBARDIA a partire dal 2005. E’ importantissimo specificare come gerarchicamente il PGT abbia un ruolo dominante, capace di influenzarne le scelte e non viceversa, sul PUT.

Il P.U.T si articola in tre livelli di azione:

  1. P.G.T.U – PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO – : primo livello, valenza bi-triennale. E’ una fotografia sullo stato della mobilità nel paese da cui viene ricavata la progettazione degli interventi atti a superare le criticità emerse. Livello generale
  2. P.P.T.U – PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL TRAFFICO URBANO – : secondo livello. Prendendo le indicazioni provenienti dal P.G.T.U, si fissa un determinato aspetto critico e si decide come strutturare lo specifico intervento. Dal generale si passa all’individuazione del particolare
  3. P.E.T.U – PIANO ESECUTIVO DEL TRAFFICO URBANO -: terzo livello. Si passa all’esecuzione materiale dei due livelli precedenti. Azione diretta sul campo

PERCHE’ MEDA ?

30.000 Abitanti: #MEDA oggi non ha in dote questa portata di cittadini. La nostra città rientra quindi nell’area dei comuni per i quali il piano è fortemente consigliato; MEDA PRESENTA SUL PROPRIO TERRITORIO RILEVANTI PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE. Chi conosce e si muove sul territorio non ha difficoltà ad individuare diversi aspetti per poter confermare la valutazione data alla nostra città, io ne sottolineo almeno 4 preponderanti che sono di ostacolo alla mobilità. A monte di tutto vi è la Politica edilizio-speculativa applicata su Meda. In particolare nella zona vecchia si è preferito i palazzi all’adeguamento stradale oppure alla creazione di aree di sosta. Frattura ferroviaria. Meda è tagliata in due ed oggi non ci sono percorsi di collegamento atti a superare i 7 passaggi livello alternativi a semafori e sbarre. Il torrente Taro’. Legato alla ferrovia rende difficile la creazione di sottopassi. Il percorso della Superstrada Milano-Meda che sarà Pedemontana che lambisce i nostri confini

IL PGTU DI MEDA

Dopo vari tentativi andati a vuoto, lo scorso 15 febbraio 2018 il consiglio comunale a maggioranza leghista ha dotato la città di Meda dello strumento del PGTU. Il documento – più volte ricordato – è stato partorito negli anni scorsi dal centrosinistra; la scorsa amministrazione lo scorso aprile aveva approvato in giunta il documento. Nei primi mesi di governo della Città il centrodestra si è impegnato nel far conoscere e raccogliere suggerimenti a/dalla cittadinanza organizzando un incontro pubblico al quale ha presenziato l’Ing. BARZIZZA del PIMI estensore del Piano.

Tecnicamente il documento si articola in 2 fasi:

  1. FASE ANALITICA = Fotografia della situazione esistente sul territorio
  2. FASE PROPOSITIVA = Indicazione degli interventi necessari a migliorare le condizioni di mobilità dentro i confini

Se la FASE ANALITICA è solo una rilevazione delle cose presenti: ambiti, parcheggi, piste ciclabili, marciapiedi, aree di parcheggio, servizio di trasporto pubblico in tutte le criticità, la FASE PROPOSITIVA progetta gli interventi temporalmente tarati sui due-tre anni per superare gli ostacoli. Da queste fasi è emerso come le principali criticità riguardino il settore dei parcheggi e quello della mobilità dolce (ciclabile e pedonabile). In particolare è emerso come Meda scarseggi di piste ciclabili – marciapiedi; oggi sul nostro territorio esse coprono solo 3km di strada, con il PGTU a regime si implementa il circuito di 19 km, arrivando ad un totale di 22 km di percorsi. Altro grosso problema è la carenza di parcheggi. Questo deficit è emerso in particolare nella serata evento di presentazione del piano dell’ottobre 2017, quando molti concittadini e commercianti hanno lamentato l’assenza e/o cattiva gestione del comparto. Al fine di perseguire l’obiettivo di PIU’ MOBILITA’ DOLCE E MAGGIOR DOTAZIONE DI STALLI DI SOSTA l’ingegnere ha seguito la strada dell’istituzione di

ISOLE AMBIENTALI ( aree concepite e realizzate a misura delle utenze deboli (ciclisti e pedoni), nelle quali verranno adottate particolari politiche: limiti di velocità, divieti, sensi unici, regolamentazione della sosta, miglioramento dei trasporti pubblici e opere di arredo, differenziazione dei livelli e delle pavimentazioni, arredi, illuminazioni efficaci

SICURAMENTE INDISPENSABILE MA TROPPO ARMONICO: GLI ASPETTI CRITICI DEL PGTU MEDESE

Si può approvare il documento ed aver una posizione critica a riguardo? SI.

Il PGTU come detto in precedenza è solo un primo step di programmazione; ha infatti valenza indicativa e non è nemmeno vincolante negli interventi, inoltre una timeline fissata nel breve periodo prelude a possibili modifiche da apportare nei prossimi anni. Oltre che per consiglio legislativo Meda ha bisogno di un piano urbano del traffico per le ampie criticità presenti sul territorio. E’ stato indispensabile e responsabile dotare la nostra città del documento.

Restano ampie ed enormi criticità legate al Piano. Innanzitutto il PGTU è troppo armonioso nelle sue declinazioni. Sembra non tener conto dell’enorme differenza morfologica e urbanistica presente nel territorio medese

MEDA è strutturata in 3 zone:

  1. STORICA – dalla Ferrovia ai confini di Lentate S.S., Camnago, Barlassina, il centro storico e il Parco della Brughiera fino alle quattro contrade
  2. MEDA SUD – Il Polo –
  3. MEDA NUOVA – dalla Ferrovia ai confini di Seregno, Cabiate, il QUARTIERE SAN GIACOMO, il centro commerciale ed il cimitero

la parte storica – se si escludono alcune eccezioni come la Via Manzoni – è costituita da strade dal calibro ridotto essendo la realizzazione primaria risalente agli anni del ventennio. Al contrario i quartieri della zona nuova e del Polo che si sono sviluppati nella seconda metà del ‘900 hanno al loro interno arterie dal calibro largo. Meda vecchia ospita poi gran parte degli esercizi commerciali mentre le due aree di recente insediamento presentano vocazione residenziale ed industriale. Questo PGTU soprattutto nell’istituzione di isole ambientali è perfetto per la parte vecchia del paese, penso a Via Solferino, C.so Matteotti e Piazza Volta. Resto perplesso nel veder l’applicazione a pioggia del documento negli altri due quartieri. Sia al Polo che al San Giacomo vedo interventi specifici come la sistemazione della cartellonistica oppure il disegno dei percorsi ciclo-pedonali piuttosto che concentrarsi su una rivoluzione viabilistica portata dalla creazione dei sensi unici e la conseguente creazione di aree di sosta. Andando nello specifico inoltre vi sono criticità non risolte dal PGTU: in ambito via indipendenza – via S.Pellico – Via Piave – Via Maroncelli la soluzione proposta ricalca quella già sperimentata senza successo nel 2010; quindi resta – al netto di errori di calibro – valida la proposta dell’anello circolatorio atto a risolvere uno dei punti di congestione del traffico sul territorio. E’ difficile anche capire nel particolare la creazione di alcuni sensi unici ad esempio quello di via Vespucci con sbocco ad elevato tasso di pericolosità sulla già citata via Manzoni.

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MIRACOLO A MEDA. IL FUTURO E’ LA

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SEMBRA STRANO DIRLO, MA IL FUTURO TANTO PROMESSO E’ MOLTO PIU’ VICINO DI QUELLO CHE APPARE. IL CENTRO MEDA NEI PROSSIMI ANNI SUBIRA’ UNA COLOSSALE TRASFORMAZIONE CHE LO RISOLLEVERA’ DALLA CONDIZIONE DI DEGRADO E DESERTIFICAZIONE RESPIRATA OGGI, QUANDO NON E’ TEATRO DI EVENTI

ATTENZIONE: CATASTROFISTI E PROFESSIONISTI DELLA CRITICA MAI COSTRUTTIVA (i civici) NON AMMETTERANNO MAI IL FATTO; LO VEDETE, SONO TALMENTE ABITUATI A FAR LE PULCI A TUTTO CHE NON HANNO PERSO TEMPO PER RECRIMINARE ANCHE SU UNO SPLENDIDO EVENTO QUALE E’ LA PISTA DI PATTINAGGIO SUL GHIACCIO DI PIAZZA MUNICIPIO, EVENTO CHE ACCOMPAGNERA’ LE VACANZE NATALIZIE DEI MEDESI, CHE E’ GIA’ UN SUCCESSO

L’IDEA PIU’ GRANDE DOPO IL WEEK END

Premessa: se la Nazionale di calcio ha 60 milioni di allenatori, Meda ha 23 mila idee su come riqualificare il centro.

Ho esagerato …. la cifra si riduce notevolmente, basta cominciare ad escludere tutti quelli che non si pongono il problema perché pensano che Meda non abbia un centro! Smentiamo però subito questa farsa: MEDA NON HA UN CENTRO, MEDA HA PIU’ CENTRI, AD OGGI TUTTI CON GROSSE PROBLEMATICHE. C’è un centro storico – in Piazza Vittorio Veneto – ma c’è anche un centro commerciale – in Corso della Resistenza, nell’attesa che venga realizzato quello ufficiale (AT1) ? e dico nuovamente che: alcuni per bruttezza, altri perché pensati male (ad esempio esenti da parcheggi), altri inoltre sono dimenticati non valorizzati nelle loro potenzialità sono tutti spazi vuoti che non dicono nulla.

E’ lunedì 27 novembre quando sto bozzando per la prima volta questo post; il flusso di idee messe su carta non ha fonti concrete ma nasce dalla passione per la mia comunità, ma soprattutto, da due situazioni vissute nel week-end appena trascorso; la prima prende vita in centro a Cantù dopo qualche drink, la seconda è figlia del successo avuto dall’inaugurazione ottenuta dalla pista di pattinaggio situata in Piazza Municipio. Da queste due esperienze, nasce una piccola idea da un lato visionaria – irrealizzabile – su come poter sviluppare il centro nel prossimo decennio, dall’altro lato consapevole della trasformazione che avverranno in pochi metri quadrati; un’ottimistica sintesi tra fantastico e studiato che denominerò “#MEDA27 10 anni per consegnare il miracolo”

PARTIAMO DA UN DATO DI FATTO, UN TREND: SE ALLA CITTADINANZA SI DANNO ELEMENTI DI RICHIAMO QUINDI EVENTI; ESSA ACCORRE SEMPRE NUMEROSA: RISPONDE PRESENTE! IN BARBA AI SOLITI CRITICONI, TESTIMONIANZA INGESSATTA DI UNA MENTALITA’ VECCHIA CHE I MEDESI HANNO GIA’ BOCCIATO NELLE SCORSE AMMINISTRATIVE. PERCIO’ BEN VENGANO INIZIATIVE COME QUELLE DELL’ASSOCIAZIONE “IDEE X MEDA” MENTRE UN DECISO #OUT AI PROFESSIONISTI DELLA DENIGRAZIONE PORTATORI DI CRITICHE MAI COSTRUTTIVE

CENTRO MEDA: IN CHE DIREZIONE ANDARE ?

Parto subito da un punto forte della mia idea: CORSO MATTEOTTI. Per molti riqualificare il centro significa riqualificare questa gloriosa strada che fu in passato; in passato appunto. Una piccola pavimentazione per adeguarla alla zona e cercare di recuperare lo spazio commerciale – ex Benetton – poi basta: la mia idea è quella di puntare il focus su altro, sulle altre vie. La nuova linea di riferimento la immagino svilupparsi dai punti cardinali EST-OVEST, congiungendo 4 piazze: PIAZZA DELLA CHIESA (Santa Maria Nascente – con la chiesa che torna al centro del villaggio – ), PIAZZA DELLA REPUBBLICA, PIAZZA MUNICIPIO per arrivare a PIAZZA CAVOUR. Queste aree concentrano in se storia, tradizione, sono elementi concreti e visibili della #medesità: il COMUNE, IL PALAZZO MASCHERONI, la SALA CIVICA RADIO, il POZZO DELL’ACQUA. Questo per quanto riguarda la via della riscoperta del territorio e delle sue meraviglie, una linea aperta che va a chiudersi formando un triangolo, così da estendere il centro all’area commerciale, perciò aldiquà o aldilà – dipende dai punti di vista – della ferrovia: quindi VIA PACE, CORSO DELLA RESISTENZA fino all’aspetto culturale dato dalla MEDATECA. Non bisogna poi dimenticare il nostro centro storico, bellissimo ma mal sfruttato, in questo caso ben verranno iniziative sul luogo non dimenticando di preservare il sito

PER IL CENTRO DI DOMANI BISOGNA RIUSCIRE NELL’INTENTO DI UNIRE LA PARTE STORICA DELLA CITTA’ CON LA PARTE PIU’ MODERNA. I PUNTI IN COMUNE POSSONO ESSER TROVATI PERSEGUENDO LE VIE DEL COMMERCIO, DELLA CULTURA, TROVANDO UNA SINTESI TRA SVILUPPO ECONOMICO E CULTURALE DELLA COMUNITA’

COME INTERVENIRE? VEDIAMO ALCUNI ESEMPI

– anche imitando situazioni da altri paesi –

Ecco 10 punti dove intervenire nei prossimi per assicurare a Meda un centro da invidiare, copiando anche alcune esperienze di altri comuni limitrofi:

  1. PIAZZA CAVOUR: Disciplinare la sosta, in particolar modo impedire il parcheggio causa di rottura dei 4 faretti, un tempo blu, installati per ricordare la posizione del pozzo storico nel sito. Installazione di panchine E aree verdi anche nel versante fontana, in modo da non declassificarla ad “area parcheggio”. Questa piazza nella mia idea dovrà esser l’Agorà degli eventi: dalle serate estive ai vari mercatini: natalizi, del territorio; dalla festa delle associazioni alle premiazioni 
  2. VIA CIALDINIPARCO EMANUELE DE ERMENULFIS – : In via cialdini per il tratto interessato c’è relativamente poco da fare, gli interventi sono previsti (PGTU) ad altre altezze. Va semmai valorizzato il parco dedicato al “Manoello” recensendolo di storia e ri-aggiornando le giostrine per i bambini. Inoltre bisogna attivare il controllo sicurezza sull’area
  3. VIA SOLFERINO: Senza nascondersi essa dovrà diventare la direttrice principale del centro medese. Il PGTU la prevede come “isola ambientale”, da qui a dieci anni bisogna arrivare ad una marcata pedonalizzazione, dove la mobilità dolce deve esser predominante. Nell’attesa occorre risolvere subito la “grana parcheggi” e quelli che arriveranno dal condominio in fase di completamento saranno “manna dal cielo” e rigenerarla dal punto di vista commerciale
  4. PIAZZA MUNICIPIO: La Lega l’ha pensata, il PD l’ha realizzata consegnando un gioiellino alla comunità. La politica e il palazzo qui hanno fatto, i cittadini ed i commercianti la devono animare: bene l’iniziative delle attività sul suolo pubblico – è suggestivo bersi uno spritz o mangiarsi una piada nel cuore della città -, ma bisogna trovare accordi perché alla domenica la piazza non può morire se si vuole rivitalizzare la zona
  5. PALAZZO DEL COMUNE: Semplicemente APRIRLO! Permettere la visione dei gioielli interni e aprire il cortile per permettere il passaggio alle persone con conseguente deflusso sul VICOLO COMUNALE già pedonale 
  6. VIA ROMA: Chiusura del tratto finale di Via ROMA compreso tra l’intersezione della strada con il Vicolo Comunale – Via Verdi e Via Mazzini (osservazione PGTU) e conseguente pedonalizzazione della superficie interessata in modo da realizzare un percorso pedonale che porti a Palazzo Mascheroni
  7. PALAZZO MASCHERONI: Diverse idee per questa architettura che ha appena subito un restyling dal tintore giallo che lo ha consegnato alla comunità. Questo deve esser il luogo del lavoro, le sue stanze dovrebbero ospitare un’idea di “futuro che non dimentica il passato”; qui l’ideale sarebbe coniugare la tradizione portata dal museo del mobile medese con l’innovazione dell’ Incubatore d’impresa. Oltre a raccontare, copiando il palazzo dell’esposizione permanente di Cantù, la struttura non può prescindere da un bar, elemento che lo legherà al prossimo passaggio
  8. PIAZZA DELLA REPUBBLICA: Se piazza Cavour è quella degli eventi, se Piazza Municipio è quella della comunità, Piazza della Repubblica per design e per carta d’identità dovrà esser il luogo dei giovani. Uno spazio che dovrebbe arricchire le serate, i sabati sera medesi, un piccolo luogo di movida – nell’accezione culturale Madrilena, quella della transizione – simile a Piazza Roma di Seregno
  9. PIAZZA DELLA CHIESA: Il percorso partito da Piazza Cavour termina in Piazza della Chiesa con l’ideale di “rimettere la Chiesa al centro del Villaggio”. Leggendo nelle scorse settimane il libro di Felice Asnaghi “DALLA CHIESA DI SANTA MARIA AL SANTUARIO DEL SANTO CROCIFISSO” ho percepito come l’edificio ecclesiastico sia frutto di comunità, ecco Meda deve svoltare verso il futuro per aprirsi al nuovo mondo non dimenticando i valori cristiani che l’hanno condotta ad oggi. Strutturalmente poi la Piazza presenta giardinetti relax con panchine attrezzate ottime per la sosta
  10. CENTRO STORICO: Il tesoro medese non va dimenticato, il patrimonio artistico deve divenire polo culturale e luogo dove organizzare giornate “speciali”, deve essere sfruttato di più
SVILUPPO DEL CENTRO E SINERGIE

E’ imprescindibile un intervento in centro da parte dell’attuale amministrazione, la quale ha inserito fra le priorità delle linee programmatiche 2017-22, proprio alcuni interventi sull’area. E’ inevitabile anche però non focalizzare l’attenzione solo su un asse urbano.

L’interesse alla riqualificazione del centro non deve distrarre dalle problematiche degli altri quartieri medesi: il SAN GIORGIO, il Q.RE POLO e la ZONA DI VIA MANZONI; aree soggette ad un processo di degrado avvenuto negli ultimi 5 anni e che nel domani dovranno esser protagoniste di politiche di ARREDO URBANO, a cominciare dalla potatura del verde presente.

LA MUTAZIONE DEL CENTRO: STORICO, MUNICIPALE E COMMERCIALE NEI PROSSIMI ANNI CI SARA’!

QUESTO GRAZIE AI PROGETTI PUBBLICI (DELLE AMMINISTRAZIONI -PRECEDENTI E REGGENTI-) E PRIVATI.

SARA’ COMPITO DELLA POLITICA GOVERNARNE LO SVILUPPO, IN MODO TALE CHE ESSO SIA IN GRADO DI TRAINARE TUTTO IL COMPARTO CITTADINO.

UN CENTRO BELLO E’ LA CARTINA TORNASOLE DI UNA COMUNITA’, L’ARREDO URBANO E’ IL BIGLIETTO DA VISITA DI UN PAESE.

IL MONITO SARA’ NON DIMENTICARE I QUARTIERI IN MODO DA AVERE NEI CONFINI UNO SVILUPPO OMOGENEO E NON UN FORTINO CURATO NEL DEGRADO COLLETTIVO

 

un’idea di: ANDREA TERRANEO

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

PER SEGNALAZIONI E IDEE Non esitare a contattarmi  qui:

consigliere.terraneo@comune.meda.it

 

 

MEDA-PARCO REGIONALE, DISCUTIAMO SUL NOSTRO FUTURO!

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BRUGHIERA. DOPO OLTRE 30 ANNI DI BATTAGLIA e’ ormai prossimo IL TEMPO DELL’ ISTITUZIONE DEL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA, L’ENTE CHE sostituira’ L’ATTUALE P.L.I.S.

IL NOSTRO POLMONE VERDE VEDRA’ RICONOSCIUSTA -anche istituzionalmente-  LA FUNZIONE PRIMARIA CHE ESERCITA NELL’ECOSISTEMA BRIANZOLO; MA, PER VIA DI QUESTA RESPONSABILITA’ OCCORRE UNA VISIONE COMUNE DEGLI AMMINISTRATORI E DEGLI ADDETTI AI LAVORI AL FINE DI UNO SVILUPPO STRATEGICO SU AMPI SETTORI DELL’AREA.
MEDA DEVE AVER UN RUOLO FONDAMENTALE IN QUESTO

Durante questi primi mesi da CONSIGLIERE COMUNALE del COMUNE DI MEDA, mi sono occupato principalmente di due tematiche: PGTU (Piano Generale del Traffico) – per doveri di commissione – e delle vicende-progetti riguardanti l’attuale area del PARCO SOVRACOMUNALE BRUGHIERA BRIANTEA di cui per estensione MEDA rappresenta la terza forza. Già da settembre scorso mi sono messo in contatto con il COMITATO AMICI DELLA BRUGHIERA, grazie ai quali, oltre al fondamentale aiuto dell’Assessore competente FABIO MARIANI, sono venuto a conoscenza di tematiche importanti, che vanno oltre al mio utilizzo ludico – teatro del mio jogging quotidiano – così da ampliare la mia visione sul luogo e sulla sua eccezionalità.

POCHI PASSI ALLA META …

Prima di parlare di presente e futuro voglio volgere uno sguardo di merito per chi fin da 30 anni orsono iniziò la battaglia per la conservazione del nostro “POLMONE VERDE”. Riassumendo in poche righe tre decenni, posso dire che grazie ad una rafforzata coscienza ambientalista da lotte di salvaguardia si è passati a un sito da sviluppare su cui Regione Lombardia ha messo la propria OPA. Per la firma definitiva però bisogna aspettare ancora un pochino, ma (salvo scherzi) il PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA si farà! Lo scorso ottobre la Giunta regionale ha approvato la delibera per l’ampliamento e l’accorpamento dei confini del Parco, gli ultimi due passi consisteranno nel passaggio del documento nella Commissione Agricoltura, Montagna Foreste e Parchi e successivamente in Consiglio regionale dove la legge verrà ufficialmente licenziata.

AGGIORNAMENTO: La discussione in VIII^ Commissione Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi inizierà mercoledì 22 novembre e dovrà  concludersi con relativa votazione entro il  21 dicembre 2017. La proposta di legge per l’ampliamento dei confini del Parco delle Groane ai territori del PLIS della Brughiera Briantea e del canturino è stata iscritta all’ordine del giorno del Consiglio Regionale di giovedì 21 dicembre 2017.

PROGRAMMARE IL FUTURO

Dal punto di vista istituzionale una volta che sarà PARCO REGIONALE, il Comune dovrà ratificare la decisione in consiglio comunale e successivamente entro due anni dall’atto metter mano al PGT (Piano Governo del Territorio) per ridisegnare i confini del nuovo ente. Questo per quanto riguarda il quadro istituzionale-burocratico, non bisognerà però tralasciare i ritorni  degli aspetti sostenibili, economici, culturali e turistici che il Parco genererà. Le amministrazioni dovranno esser pronte a gestire, a trovare una linea comune, fra le diverse visioni che l’area verde scatenerà; in particolare, per il poco che sono venuto a conoscenza, il dilemma oggi è tra chi vede le “AREE VERDI” come:

ELEMENTI FRUIBILI STRATEGICI DELLO SVILUPPO ECONOMICO E SOCIALE

ELEMENTI DI CONSERVAZIONE DELLA BIODIVERSITA’

ANDIAMO A VEDERLE … 

LA FRUIBILITA’

I parchi possono rivelarsi strategici nello sviluppo della società: essi sono portatori di valori culturali, storici ed educativi. Per i comuni la partecipazione all’amministrazione dell’Ente sarà occasione di ritorno ambientale ma anche turistica. 

Questa visione, è quella che sposo maggiormente, sposando l’idea che le aree verdi vestano il ruolo e creino sul serio, se affrontate con impegno, le occasioni descritte sopra.


Preciso che non mi ritrovo in un modello di sviluppo come quello del parco “Porada”, dove la fruizione è lo scopo principale, ma ritengo che la componente umana dovrà avere una forte voce nel sistema. Per questo l’amministrazione ha sposato il progetto dell’ente regionale e si sta impegnando a rendere raggiungibile per la comunità le zone naturali di esso, spingendo sullo sviluppo dei percorsi cittadini – PGTU- che portano all’Area, oppure reinvestendo energie in opere passate accantonate come il PROGETTO VERDE ACCESSIBILE che permetterebbe anche ai cittadini con disabilità di accedere al parco. Una visione descritta finora in cui l’uomo ha un ruolo centrale e la natura fa da sparring partner, limitata a scenario, teatro

 

 

LA BIODIVERSITA’

Ribaltando le ultime due righe del passaggio precedente si avrebbe un sito in cui la natura fa da protagonista e l’uomo dovrebbe limitarsi ad osservarne i mutamenti decennali. Questa visione si sposa completamente con

l’ideologia di conservazione della BIODIVERSITA’. E’ un dato di fatto che la perdita di boschi comporta la perdita di specie che nel futuro potrebbero rivelarsi estremamente importanti.

L’intervento dell’essere umano in queste aree a volte piuttosto che risolvere, aggrava ancor più la situazione. Secondo questa visone un tronco che cade non va rimosso, ma deve esser fucina di sviluppo anche per quei microrganismi – che nemmeno conosciamo – che lavorano su quella superficie. In questo caso la presenza dell’uomo sarebbe solo destinata al passaggio e la cura che esso potrebbe portare sarebbe lasciata allo sviluppo naturale.

UNA PROPOSTA COMUNE

Due visioni che collidono, ma due mondi che possono tranquillamente sintetizzarsi proprio negli aspetti primari che li determinano: l’uomo e la natura. Non facendo un trattato natural-scientifico sul rapporto uomo-natura occorre che gli amministratori dei comuni inseriti nei confini del parco siano artefici di un percorso che sia improntato sulla fruibilità e sulla biodiversità. La proposta comune si potrebbe trovare seguendo questo schema.

L’uomo si erge a protagonista dell’area. Il parco regionale dovrà esser vissuto dalle persone, tutte! Dovrà esser sito ludico per attività di svago all’area aperta, dovrà esser terra di tradizioni e turismo ma anche luogo educativo in cui l’uomo deve imparare a rispettare la natura. Sviluppo sostenibile che prevede quindi la consapevolezza di prendersi cura dell’intera area, il cui metodo non deve esaurirsi al semplice “non gettare i rifiuti per terra” in quanto inquinanti. Occorre innestare nell’approccio quindi anche il concetto di natura capace di autodeterminarsi, lasciando così essa libera di svilupparsi, eliminarsi da sola seguendo le proprie leggi interne. Questo potrebbe avvenire con la creazione di aree circoscritte dove – drasticamente – si potrebbe arrivare nel corso degli anni ad impedire l’accesso all’uomo.

OCCORRE CHE I COMUNI PROMUOVANO INIZIATIVE LEGATE ALLO SVILUPPO DEL PARCO REGIONALE COME BACINO FRUIBILE DA TUTTI MA ANCHE COME AREA DI TRADIZIONI E TURISMO. OCCORRE FERMARSI A PENSARE A CHE SVILUPPO SOSTENIBILE ADOPERARE; PARTENDO DAL PENSIERO PRINCIPE DI UNA NATURA FORTE IN GRADO DI AUTOREGOLARSI DA SOLA E NON PER FORZA SOTTO LA MANO UMANA