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MEDA: ECCOTI IL PGTU. ESSENZIALE MA TROPPO ARMONICO

MEDA: ECCOTI IL PGTU. ESSENZIALE MA TROPPO ARMONICO

DOPO UNA GESTAZIONE DURATA ANNI GIOVEDI’ 15 FEBBARIO 2018 IL CONSIGLIO COMUNALE HA APPROVATO IL PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO – P.G.T.U -. COME MAGGIORANZA DI CENTRODESTRA SI E’ DECISO DI PROSEGUIRE, CON QUALCHE REMORA, LA LINEA DI PERSEGUIRE L’OBIETTIVO DI UNO SVILUPPO DELLA MOBILITA’ DOLCE E IL RECUPERO DI SPAZIO PER LA CREAZIONE DI AREE DI SOSTA, DETTATA DALL’ING. BARZIZZA ESTENSORE DEL DOCUMENTO

PIANO URBANO DEL TRAFFICO: CHE COS’E? COME E’ ARTICOLATO?

Partendo da un inquadramento legiferativo prima di parlare del PGTU bisogna cominciare dalla sigla P.U.TPIANO URBANO DEL TRAFFICO -, previsto dalla legge numero 36 contenuta nel Nuovo codice della strada (1992). Il documento è previsto in due casi: è d’obbligo per tutti i comuni aventi un numero di cittadini superiore a 30.000 unità; è fortemente consigliato per i paesi che non presentano almeno 30.000 abitanti, ma sono interessati al loro interno da rilevanti criticità. Il PUT si inserisce nella famiglia del P.G.T – PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO – strumento di pianificazione urbanistica che regola l’intero assetto del comune, previsto da Regione LOMBARDIA a partire dal 2005. E’ importantissimo specificare come gerarchicamente il PGT abbia un ruolo dominante, capace di influenzarne le scelte e non viceversa, sul PUT.

Il P.U.T si articola in tre livelli di azione:

  1. P.G.T.U – PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO – : primo livello, valenza bi-triennale. E’ una fotografia sullo stato della mobilità nel paese da cui viene ricavata la progettazione degli interventi atti a superare le criticità emerse. Livello generale
  2. P.P.T.U – PIANO PARTICOLAREGGIATO DEL TRAFFICO URBANO – : secondo livello. Prendendo le indicazioni provenienti dal P.G.T.U, si fissa un determinato aspetto critico e si decide come strutturare lo specifico intervento. Dal generale si passa all’individuazione del particolare
  3. P.E.T.U – PIANO ESECUTIVO DEL TRAFFICO URBANO -: terzo livello. Si passa all’esecuzione materiale dei due livelli precedenti. Azione diretta sul campo

PERCHE’ MEDA ?

30.000 Abitanti: #MEDA oggi non ha in dote questa portata di cittadini. La nostra città rientra quindi nell’area dei comuni per i quali il piano è fortemente consigliato; MEDA PRESENTA SUL PROPRIO TERRITORIO RILEVANTI PROBLEMI DI CIRCOLAZIONE. Chi conosce e si muove sul territorio non ha difficoltà ad individuare diversi aspetti per poter confermare la valutazione data alla nostra città, io ne sottolineo almeno 4 preponderanti che sono di ostacolo alla mobilità. A monte di tutto vi è la Politica edilizio-speculativa applicata su Meda. In particolare nella zona vecchia si è preferito i palazzi all’adeguamento stradale oppure alla creazione di aree di sosta. Frattura ferroviaria. Meda è tagliata in due ed oggi non ci sono percorsi di collegamento atti a superare i 7 passaggi livello alternativi a semafori e sbarre. Il torrente Taro’. Legato alla ferrovia rende difficile la creazione di sottopassi. Il percorso della Superstrada Milano-Meda che sarà Pedemontana che lambisce i nostri confini

IL PGTU DI MEDA

Dopo vari tentativi andati a vuoto, lo scorso 15 febbraio 2018 il consiglio comunale a maggioranza leghista ha dotato la città di Meda dello strumento del PGTU. Il documento – più volte ricordato – è stato partorito negli anni scorsi dal centrosinistra; la scorsa amministrazione lo scorso aprile aveva approvato in giunta il documento. Nei primi mesi di governo della Città il centrodestra si è impegnato nel far conoscere e raccogliere suggerimenti a/dalla cittadinanza organizzando un incontro pubblico al quale ha presenziato l’Ing. BARZIZZA del PIMI estensore del Piano.

Tecnicamente il documento si articola in 2 fasi:

  1. FASE ANALITICA = Fotografia della situazione esistente sul territorio
  2. FASE PROPOSITIVA = Indicazione degli interventi necessari a migliorare le condizioni di mobilità dentro i confini

Se la FASE ANALITICA è solo una rilevazione delle cose presenti: ambiti, parcheggi, piste ciclabili, marciapiedi, aree di parcheggio, servizio di trasporto pubblico in tutte le criticità, la FASE PROPOSITIVA progetta gli interventi temporalmente tarati sui due-tre anni per superare gli ostacoli. Da queste fasi è emerso come le principali criticità riguardino il settore dei parcheggi e quello della mobilità dolce (ciclabile e pedonabile). In particolare è emerso come Meda scarseggi di piste ciclabili – marciapiedi; oggi sul nostro territorio esse coprono solo 3km di strada, con il PGTU a regime si implementa il circuito di 19 km, arrivando ad un totale di 22 km di percorsi. Altro grosso problema è la carenza di parcheggi. Questo deficit è emerso in particolare nella serata evento di presentazione del piano dell’ottobre 2017, quando molti concittadini e commercianti hanno lamentato l’assenza e/o cattiva gestione del comparto. Al fine di perseguire l’obiettivo di PIU’ MOBILITA’ DOLCE E MAGGIOR DOTAZIONE DI STALLI DI SOSTA l’ingegnere ha seguito la strada dell’istituzione di

ISOLE AMBIENTALI ( aree concepite e realizzate a misura delle utenze deboli (ciclisti e pedoni), nelle quali verranno adottate particolari politiche: limiti di velocità, divieti, sensi unici, regolamentazione della sosta, miglioramento dei trasporti pubblici e opere di arredo, differenziazione dei livelli e delle pavimentazioni, arredi, illuminazioni efficaci

SICURAMENTE INDISPENSABILE MA TROPPO ARMONICO: GLI ASPETTI CRITICI DEL PGTU MEDESE

Si può approvare il documento ed aver una posizione critica a riguardo? SI.

Il PGTU come detto in precedenza è solo un primo step di programmazione; ha infatti valenza indicativa e non è nemmeno vincolante negli interventi, inoltre una timeline fissata nel breve periodo prelude a possibili modifiche da apportare nei prossimi anni. Oltre che per consiglio legislativo Meda ha bisogno di un piano urbano del traffico per le ampie criticità presenti sul territorio. E’ stato indispensabile e responsabile dotare la nostra città del documento.

Restano ampie ed enormi criticità legate al Piano. Innanzitutto il PGTU è troppo armonioso nelle sue declinazioni. Sembra non tener conto dell’enorme differenza morfologica e urbanistica presente nel territorio medese

MEDA è strutturata in 3 zone:

  1. STORICA – dalla Ferrovia ai confini di Lentate S.S., Camnago, Barlassina, il centro storico e il Parco della Brughiera fino alle quattro contrade
  2. MEDA SUD – Il Polo –
  3. MEDA NUOVA – dalla Ferrovia ai confini di Seregno, Cabiate, il QUARTIERE SAN GIACOMO, il centro commerciale ed il cimitero

la parte storica – se si escludono alcune eccezioni come la Via Manzoni – è costituita da strade dal calibro ridotto essendo la realizzazione primaria risalente agli anni del ventennio. Al contrario i quartieri della zona nuova e del Polo che si sono sviluppati nella seconda metà del ‘900 hanno al loro interno arterie dal calibro largo. Meda vecchia ospita poi gran parte degli esercizi commerciali mentre le due aree di recente insediamento presentano vocazione residenziale ed industriale. Questo PGTU soprattutto nell’istituzione di isole ambientali è perfetto per la parte vecchia del paese, penso a Via Solferino, C.so Matteotti e Piazza Volta. Resto perplesso nel veder l’applicazione a pioggia del documento negli altri due quartieri. Sia al Polo che al San Giacomo vedo interventi specifici come la sistemazione della cartellonistica oppure il disegno dei percorsi ciclo-pedonali piuttosto che concentrarsi su una rivoluzione viabilistica portata dalla creazione dei sensi unici e la conseguente creazione di aree di sosta. Andando nello specifico inoltre vi sono criticità non risolte dal PGTU: in ambito via indipendenza – via S.Pellico – Via Piave – Via Maroncelli la soluzione proposta ricalca quella già sperimentata senza successo nel 2010; quindi resta – al netto di errori di calibro – valida la proposta dell’anello circolatorio atto a risolvere uno dei punti di congestione del traffico sul territorio. E’ difficile anche capire nel particolare la creazione di alcuni sensi unici ad esempio quello di via Vespucci con sbocco ad elevato tasso di pericolosità sulla già citata via Manzoni.

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

PER SEGNALAZIONI E IDEE Non esitare a contattarmi  qui:

consigliere.terraneo@comune.meda.it

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