ELEZIONI MEDA 2017, HOTSPOT PUBBLICI PER UN COMUNE 2.0!

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NEL 2010 MEDA BALZO’ ALLE CRONACHE PER ESSER IL PRIMO COMUNE BRIANZOLO AD AVER APERTO ALL’INTERNO DELLA PROPRIA BIBLIOTECA CITTADINA UNA RETE WI-FI PUBBLICA. 7 ANNI DOPO, LA NOSTRA CITTA’ HA COMPIUTO IL PASSO DEL GAMBERO; SCIVOLANDO IN ULTIMA POSIZIONE TRA I COMUNI DELLA BRIANZA PER PUNTI HOTSPOT PUBBLICI. UNA TENDENZA ASSOLUTAMENTE DA INVERTIRE PER REALIZZARE LA CITTA’ DIGITALE DA CONSEGNARE ALLE NUOVE GENERAZIONI SEMPRE PIU’ CONNESSE

Nel 2010 MEDA fece un enorme balzo nel futuro. L’allora assessore alla Cultura, LUCA SANTAMBROGIO ebbe l’intuizione di dotare la biblioteca comunale – al tempo situata in V.le Brianza – di una rete WI-FI pubblica, fornendo un servizio, oggi indispensabile (allora agli albori)  alla comunità. L’idea dell’attuale candidato sindaco del primo centrodestra unito medese, fu al tempo talmente innovativa da assicurarsi spazio sulle testate locali; poiché la biblioteca medese fu la prima del circuito brianzolo ad offrire ai suoi frequentatori il servizio digitale.

7 anni dopo – siamo oggi nel 2017 – l’inerzia dell’idea innovativa voluta dal giovane assessore alla cultura, non solo si è esaurita, ma anzi ha subito una notevole inversione di tendenza che ha portato Meda a compiere un completo passo del gambero:

DA PRIMA DELLA CLASSE SULLA TEMATICA WI-FI AD ESSERE ATTUALE FANALINO DI CODA DELL’INTERA AREA BRIANZOLA PER NUMERO DI PUNTI HOTSPOT PUBBLICI PRESENTI DEI CONFINI CITTADINI

FACCIAMO CHIAREZZA:

Per chi non capisse o non conosce tecnicamente l’argomento che stiamo discutendo una semplice nozione specifica:

  • PER WI-FI SI INTENDE IL NOME COMMERCIALE DELLE RETI LOCALI SENZA FILI (WLAN – tecnologia wireless, senza fili, nessuna connessione cablata via cavo).
  • PER HOTSPOT SI INTENDE UN PUNTO DI ACCESSO AD INTERNET CHE PUO’ ESSER DI TIPO PUBBLICO O DI TIPO PRIVATO.

(spesso i due termini vengono utilizzati assieme)

Dopo aver precedentemente fatto un breve excursus storico – medese riguardo la tematica, procedo con una fotografia dell’esistente:

Nel 2010 MEDA fu il primo paese della Brianza a realizzare un punto di HOTSPOT pubblico, collocato nella vecchia biblioteca del Paese. Ad oggi, 7 anni dopo, il numero di reti WI-FI pubbliche presenti nella nostra città è ancora fermo alla cifra della prima istallazione; ovviamente oltre i libri, nella nuova biblioteca si è trasferita anche l’unica rete “aperta” comunale. Dal 2012 quindi la #MEDATECA è punto di erogazione dell’unica area WI-FI Free presente sul territorio medese.

Spostandoci oltre confine – basta limitarsi ai comuni limitrofi – le opere e gli interventi delle amministrazioni comunali avvenute in questi anni simboleggiano la grande attenzione che i governatori locali ripongono nei confronti di questa tematica, importantissima se si volge lo sguardo al futuro.

Oggi MEDA è fanalino di coda per punti WI-FI Free nell’intera zona brianzola. Un solo hotspot in città. Meno di Seveso e Giussano che ne hanno realizzati Due – Per entrambi biblioteca e rispettivamente Bosco delle Querce e Villa Sartirana -, lontani da Mariano C.Se dove si possono trovare otto aree con WI-FI gratuito. Seregno e’ l’eccellenza fornendo ai propri cittadini ben 18 HOTSPOT distribuiti nella citta’.

OCCORRE IMMEDIATAMENTE RIDURRE IL GAP CON I PAESI LIMITROFI PER NUMERO DI ZONE WI-FI FREE PRESENTI NELL’AREA DEL COMUNE. AVERE RETI LIBERE PERMETTE AL CITTADINO DI AVER TUTTE LE INFORMAZIONI A PORTATA DI MANO, RESTANDO IL PIU’ POSSIBILE COLLEGATO CON IL MONDO ESTERNO

APPRIRE HOTSPOT PUBBLICI

Il buon governo del territorio oggi non può prescindere dal digitale. Da parecchi decenni la tecnologia digital ha ampiamente superato l’analogico. Come più volte sottolineato in precedenza, MEDA non ha saputo intercettare questo cambiamento che definire epocale è riduttivo. Una rete WI-FI è di primaria importanza per tutti gli individui; nel 2017, essa è imprescindibile in ambito relazionale (permette di restare in contatto anche se si è locati in diverse aree del mondo), lavorativo (e-commerce), sociale (crea reti). E’ un punto importante per il biglietto da visita della città, supportare i propri cittadini e accogliere i nostri turisti – subito mi viene in mente gli operatori italiani ed esteri del settore del mobile – allestendo Hotspot pubblici in punti strategici dislocati nella città per creare: RETE e CONDIVISIONE.

INTERNET E’ L’AUTOSTRADA DELLA CONDIVISIONE, L’AMMINISTRAZIONE SI DEVE IMPEGNARE A FORNIRE GLI STRUMENTI DI SUPPORTO AFFINCHE’ IL CITTADINO PERCORRA QUESTA VIA. POSIZIONARE HOTSPOT PUBBLICI IN CENTRI SPECIFICI PERMETTE ALLA CITTADINANZA DI RESTARE IN CONTATTO CON IL FUTURO!

WI-FI PUBBLICO:

UNO STRUMENTO COMUNQUE DA REGOLARE

I governatori locali devono farsi carico dell’investimento ma successivamente devono mantenere la barra dritta sulla regolamentazione del dispositivo

INTERNET è la terra delle opportunità, il servizio del futuro, lo spazio in cui investire le proprie idee. La deregolamentazione del canale ha favorito l’emergere di lati positivi della piattaforma ma ha portato con sé anche aspetti cupi. Oltre a truffe, siti vietati ai minori, internet per una parte della popolazione è diventata una vera e propria droga giornaliera divenendo una vera e propria patologia:

La dipendenza da Internet o Internet dipendenza, meglio conosciuta nella letteratura psichiatrica con il nome originale inglese di Internet addiction disorder (IAD), è un disturbo del controllo degli impulsi. Il termine è stato coniato da Ivan Goldberg, M.D., nel 1995. È comparabile al gioco d’azzardo patologico come diagnosticato dal DSM-IV

Il fenomeno purtroppo risulta in crescita soprattutto fra i GIOVANI (qui alcuni dati) esempio lampante della doppia faccia della rete. Se da un lato l’amministrazione può utilizzare l’hotspot pubblico posizionandolo in centri specifici come può esser la parrocchia, tali da tener lontano i “millenials” da altri vizi, se i governatori dimenticano di regolamentare il servizio, allora oltre che una dipendenza, il WI-FI sarebbe canale fertile proprio per alcune deviazioni.

Bisogna poi limitare gli approfittatori (in volgare: scrocconi) che resterebbero attaccati il più possibile alla rete pubblica. Il WI-FI gratuito non deve diventare il canone Rai 2.0, deve esserci un bilanciamento fra spesa pro-capite e consumo pro-capite

ECCO ALCUNI SISTEMI DI SICUREZZA ADATTI AD UNA PIENA ED EFFICENTE FRUIBILITA’ DI UN HOTSPOT PUBBLICO:

#MEDA2.0 —–> #ITALIA2.0

Aprirsi al mondo, respirar l’internazionalità non dimenticando le nostre radici ed la nostra Patria. Il digitale mette in contatto aree diverse del mondo, ma ha la forza di connettere attraverso la sua peculiarità eterea anche paesi limitrofi, connessi prima da strisce d’asfalto o binari ferroviari. Si perché, oggi la vera innovazione e il passo deciso da compiere nel futuro è partecipare ad una

RETE WI-FI FEDERATA. E’ l’evoluzione degli HOTSPOT COMUNALI: consiste nella federazione che unisce le reti di accesso gratuito ad Internet senza fili delle pubbliche Amministrazioni. Con solo una credenziale, il cittadino abitante in un comune federato può accedere ad una rete WI-FI free creata in altre aree, città, paesi italiani … L’autostrada informatica del futuro passa da qui.

DOPO LA REALIZZAZIONE DI UN NUMERO ADEGUATO DI PUNTI HOTSPOT PUBBLICI, DOBBIAMO TRAGHETTARCI NEL FUTURO PARTECIPANDO AD UNA RETE FEDERATA. NEL 2010 ERAVAMO IN ANTICIPO, OGGI SIAMO FANALINO DI CODA: DOBBIAMO RILANCIARE E VINCERE LA SFIDA DEL DIGITALE!

 

ELEZIONI MEDA 2017, RIQUALIFICHIAMO I PARCHI !

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Dal punto di vista morfologico, Meda rappresenta una piccola eccezione nel contesto ambientale in cui è inserita. Rispetto ai paesi confinanti infatti, la nostra Città gode di enormi spazi verdi, i quali però oggi versano in pessime condizioni. L’ attenzione dell’amministrazione e la realizzazione di un progetto regionale potrebbero rivelarsi l’ occasione per trasformare uno stato di degrado ed incuria in un contesto fruibile per famiglie e sportivi, coinvolgendo nell’opera la cittadinanza.

UNA QUESTIONE MORALE

Al termine della mia esperienza calcistica, non brillantissima ma indimenticabile in alcuni istanti, decisi di avvicinarmi alle attività motorie outdoor, gli sport all’aperto. Dal 2009, sfruttando la morfologia del territorio e i ricordi dell’infanzia (quando venivo accompagnato dal nonno) pensai di scegliere come area di svago i sentieri della Brughiera.

Allora raggiungere la Zoca dei Pirutit rappresentava per il sottoscritto un autentico miraggio, ma l’obiettivo nascondeva il piacere di immergermi un autentico “Oasi” all’interno del contesto industriale che contraddistingue la parte brianzola della nostra cara Lombardia. La casa dei soci – dove come ultimo ricordo ho l’assistere ad una frazione del Giro D’Italia che vide in fuga Ivan Basso e Garzelli – i due laghetti con le tartarughe e le paperelle, i pescatori ma prima di tutto i volti degli anziani e dei giovani che godevano del “verde pulito”.

Quasi dieci anni dopo, quel luogo non esiste più! o meglio, è ridotto ad una piccola “Consonno” comunale, regno del degrado e dell’incuria; condizione questa estesa non solo alla Zoca, ma anche alle zone prossime al sito. Per uno che si allena regolarmente su quei sentieri infatti, capire i confini fra Meda e gli altri paesi è naturale: incuria da noi, interventi nel resto del parco.

Oltre ad un attaccamento morale verso le zone sopracitate; quello che mi fa rabbia è il fatto che il Parco Sovracomunale della Brughiera Briantea abbia un elevatissimo grado di pedonabilità proprio in Meda, testimonianza questa di un’attenzione che il popolo rivolge a questa tematica, spesso però trascurata negli ultimi anni.

I PARCHI

Di giardinetti pubblici inseriti all’interno della città, recuperati da spazi non edificati tra i palazzi, me ne occuperò più avanti; in questo intervento voglio dedicare la mia attenzione ai due PLIS presenti, o comunque adiacenti, a Meda:

  1. PLIS PARCO BRIANZA CENTRALE
  2. PLIS PARCO DELLA BRUGHIERA

1.  Il PARCO BRIANZA CENTRALE, fa capo amministrativamente al comune di Seregno, ma, ci interessa molto da vicino per via delle aree: PORADA e MEREDO, abitualmente frequentate dai cittadini medesi. L’area Porada è oggi ai massimi livelli di avanguardia nel campo sanitario (area def) ed infrastrutturale (il Sindaco EDOARDO MAZZA -CDX- ha appena riqualificato per gli anziani il campo da Bocce – non è quello in copertina dell’articolo – e lo scorso luglio ha consegnato ai più giovani un nuovissimo campo da basket; oggi apprezzatissimo) il Meredo è più off-road, ma molto curato.

In particolare, la mia attenzione riguarda le
vie d’accesso che conducono il cittadino medese all’interno delle sopracitate strutture.

L’entrata medese della Porada, che avviene da una traversa di Via L. Einaudi, va assolutamente riqualificata estendendo l’attuale pista ciclo/pedonabile oggi presente in Via Cialdini,
all’altezza delle Scuole Elementari San Giorgio, fino appunto alla porta medese del Parco.

Lo stesso discorso andrebbe fatto per la zona che conduce al parco del Meredo. Meda ha la sua entrata in esso, dal Q.re Meda Sud nella zona est di esso, ma spesso si preferisce raggiungere il parco passando direttamente dal Ceredo, in Seregno. Qui il problema è duplice e così risolvibile: metter a conoscenza il cittadino della possibilità di ingresso con un’adeguata segnaletica cittadina e ancor più importante, salvar questi punti di accesso dal degrado assoluto che li rende delle vere e proprie discariche a cielo aperto.

2. Il PARCO DELLA BRUGHIERA BRIANTEA ha storia più antica. Nacque nella metà degli anni 80 allo scopo di fornire una tutela a flora e fauna che, allora come oggi, contraddistinguevano la Brianza Comense. Tutt’ora è un parco sovracomunale che oltre ad ospitare i comuni della bassa lariana, coinvolge anche la realtà Medese, essendo la nostra cittadina protagonista centrale di tre percorsi facenti parte della rete sentieri del parco, oltre che esser meta abituale della tratta Meda-Montorfano (punto più a Nord dell’area).

Per il cittadino medese, l’ affare Zoca dei Pirutit rappresenta una ferita che le amministrazioni passate ed attuali non sono mai state capaci di ricucire. Negli ultimi anni, la vicenda è sparita dall’agenda politica cittadina (l’ultima citazione è dovuta all’utilizzo strumentale fatto sull’area per l’approvazione del PGT cittadino).

Focalizzare tutta l’attenzione sulla Zoca e sulla sua gestione, genererebbe un nuovo errore; poiché:

TUTTA L’AREA DEL PARCO DELLA BRUGHIERA CORRISPONDENTE AL LOTTO MEDESE, VERSA OGGI IN CONDIZIONI DI ASSOLUTO DEGRADO ED INCURIA

Alberi diroccati e ramificazioni varie che ostacolano la pedonabilità dei sentieri, difficoltà di accesso per chi volesse pedalare in Mountain Bike, fino alla delinquenza dei cittadini, taluni che utilizzano alcune aree come discariche a ciel aperto e mentre altri usufruiscono della vegetazione crescente a loro vantaggio per nascondere fenomeni di microcriminalità. Pesa infatti, sull’intera area una condizione di degrado e assenza di controllo che la rende una zona franca per chiunque, malintenzionati compresi.

Uno stato delle cose che oggi azzera le possibilità di sfruttamento e indotto -non per forza economico- che Meda potrebbe beneficiare dal suo grande polmone verde che è il PLIS PARCO BRUGHIERA BRIANTEA.

IL FUTURO DEL PARCO

Se per regolamentare e riqualificare gli accessi medesi al Parco Brianza Centrale, l’amministrazione può intervenire direttamente nella realizzazione di progetti che consentano la modeifica dell’urbanistica cittadina, per il Parco della Brughiera bisogna aspettare un passaggio fondamentale.

La condizione di degrado sviluppatasi come un cancro in metastasi negli ultimi anni potrebbe trovare una preziosa cura nel progetto di fusione tra il nostro PLIS PARCO BRUGHIERA BRIANTEA e il PARCO DELLE GROANE, che porterà all’istituzione del PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA, progetto di legge regionale 2016, a cui il consiglio comunale medese ha già aderito.

Una volta passato il progetto, il nuovo ente avrà poteri in grado di salvaguardare in primis le aree verdi esposte al rischio di colate di cemento e ancor più importante consegnerà maggiori poteri ai comitati, aderenti e volontari che continueranno a dimostrare amore verso questa zona, facendo da angeli custodi della nostra flora e della nostra fauna.

E’ compito dei futuri amministratori, spingere – facendo sentire la voce dei cittadini anche in ambiti superiori rispetto al proprio comune – per la realizzazione completa del progetto PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA per una successiva riqualificazione delle aree interessate, in modo che esse risultino nuovamente funzionali a famiglie, sportivi ed appassionati. Inoltre si potrebbero dotare le zone interessate di strutture capaci di rendere fruibili alcuni percorsi anche a chi oggi non ha l’occasione di addentrarsi in questo angolo della città: i portatori di handicap.

Non solo sul comparto edilizio, ma anche sul verde; prima di realizzare il nuovo, occorre riqualificare il grande polmone verde della nostra città

ANDREA TERRANEO

#SANTAMBROGIOSINDACO

#SCRIVIANDREATERRANEO

DOMENICA 11 GIUGNO 2017
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