ELEZIONI 4 MARZO 2018: IL BUON GOVERNO PORTA I RISULTATI

I PARTITI ANTI-SISTEMA TRIONFANO. LE ELEZIONI ANDATE IN SCENA VEDONO IL TRIONFO DI LEGA E M5S; IN REALTA’ SE SI ANALIZZANO I DATI A VARI LIVELLI E SI PRENDE IN CONSIDERAZIONE IL RISULTATO DELLA REGIONE LAZIO, LA LINEA IN COMUNE E’ DATA DALLA CAPACITA’ DI GOVERNO. I CITTADINI NON VOTANO PIU’ PER IDEOLOGIA, I CITTADINI PREMIANO LA CONCRETEZZA: E’ INIZIATA LA TERZA REPUBBLICA

Domenica 4 marzo 2018 l’Italia è stata chiamata alle urne. Per i cittadini è stato tempo di elezioni per determinare i loro Rappresentanti – Repubblica parlamentare – nelle istituzioni a vari livelli: Politiche (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) e Regionali (Lombardia e Lazio) e conseguentemente sono stati interessati i territori nel ruolo di termometro del consenso degli amministratori locali. Lunghe code, per effetto dell’ennesimo cavillo burocratico che in alcuni casi ha complicato le procedure di voto – in controtendenza con l’innovazione tecnologica avviata da Regione Lombardia con l’utilizzo del voto elettronico – hanno fatto pensare ad un’affluenza tornata ai livelli della “Prima Repubblica” ma in realtà il trend subisce l’ennesima flessione fermandosi al 73%, due punti in meno del 2013. Dando una prima lettura del voto gli italiani hanno scelto di premiare quelle forze definite “Populiste”/”Antisistema” bocciando i partiti a trazione moderata protagonisti della “Seconda Repubblica”. In realtà i vincitori: MOVIMENTO 5 STELLE e LEGA da tempo non possono considerarsi anti-sistema in quanto la loro OFFERTA GOVERNATIVA è stata scelta ed interessa siti chiave per l’intero Paese, rispettivamente Roma e la Lombardia ovvero la Capitale e la Regione principale dell’Italia. Chi viene punito dalle urne sono soprattutto il PARTITO DEMOCRATICO (dal 2011 socio maggioritario negli esecutivi del Paese) e FORZA ITALIA (partito industria di Silvio Berlusconi principale leader politico italiano) rimasti troppo moderati per il tempo che stiamo attraversando. Regione Lombardia conferma la guida inserendosi nel filone del successo Leghista mentre interessante è la conferma di ZINGARETTI nel LAZIO, laddove anche se appartenente all’area di CSX – penalizzata nella tornata – , il governatore porta a casa la riconferma. Un segnale questo che attesta:

LA FINE DELL’IDEOLOGIA IN POLITCA E L’AFFERMAZIONE DEFINITIVA DELLA FIGURA DEL LEADER ACCOMPAGNATA DA UNA DECLINAZIONE IN PIU’ RISPETTO AL PASSATO. CHI AMMINISTRA OGGI INFATTI DEVE DARE UNA VISIONE PRECISA, NETTA ABBIANATA AD UNA EQUA CAPACITA’ DI MOSTRARE CONCRETEZZA NEL GOVERNARE 

CONCRETEZZA NEL GOVERNARE: LA RICETTA PER OTTENERE IL CONSENSO DEGLI ITALIANI

Affermazione importante: Il M5S ha vinto le elezioni del 4 marzo 2018. La LEGA ha ottenuto il miglior risultato che potesse ottenere. MATTEO SALVINI ha fatto meglio di UMBERTO BOSSI, il 18% a livello nazionale il Senatùr non l’ha mai nemmeno avvicinato, ha confermato aumentando il consenso la guida di Regione Lombardia ma soprattutto ha sconfitto Silvio Berlusconi e di conseguenza Forza Italia nel derby interno alla coalizione di centrodestra, imponendosi di fatto come uomo guida dell’area per le prossime stagioni. BERLUSCONI muore politicamente; quante volte è stato detto? ma molti elementi fanno credere che il 4 marzo 2018 sia un nuovo 5 maggio: incandidabile, limite di un’età avanzata con annessi lapsus confusionari (non è stato il Cavaliere delle spolverate a Travaglio o degli attacchi agli avversari di turno). Bisogna capire cosa farà FORZA ITALIA da grande? protagonista degli ultimi vent’anni il partito azienda erede del pentapartito deve scegliere se esser forza trainante o esser solo una determinante della LEGA che comunque ad oggi presenta una classe dirigente già rinnovata e molto affidabile.

Non mi sto basando su ipotesi, scenari … ecc. Guardo i numeri: il M5S aumenta il consenso a Roma silenziando di fatto i continui racconti sulla presunta – perché i dati rivelano altro – cattiva gestione del Sindaco Virginia Raggi; perde invece a Torino dove governa Chiara Appendino ma fa praticamente cappotto dalle MARCHE in giù. La LEGA fa suo il NORD lasciando alcuni collegi Milano, Torino la Valle d’Aosta e il Trentino al PARTITO DEMOCRATICO. Un Italia divisa in due con il forte rischio di un centrosinistra destinato all’estinzione. Proprio il confronto fra la gestione della Governance vi è la chiave di lettura dei risultati di queste elezioni

LEGA – PARTITO DEMOCRATICO: C’E’ CHI SALE E CHI SCENDE

Noi leghisti abbiamo la pelle dura: per anni ne abbiamo sentite e viste di ogni; epiteti come: razzisti, barbari oppure nastrini arcobaleno all’Ariston, girotondi, gessetti colorati fino a marce per l’accoglienza. Abbiamo atteso anni questo 4 marzo 2018 per ottenere il riscontro elettorale premiante delle azioni e delle scelte politiche portate avanti dalla LEGA bocciando quelle opposte e sponsorizzate dai “poteri forti” vicini al PARTITO DEMOCRATICO. La Lombardia oltre ad esser locomotiva della Nazione è una regione amministrata bene (anche se spesso si prova a far passare l’idea che la Politica sia solo di intralcio al tessuto produttivo) prima da FORMIGONI e fino a ieri da ROBERTO MARONI. Il governatore leghista del: “Prima il Nord” in questi anni si è speso molto alla guida dell’Ente applicando scelte politiche sia strutturali – referendum consultivo sull’Autonomia, riforma della Sanità, riduzione del Bollo Auto, reddito Lombardo di Autonomia –  che socio-culturali – appoggio incondizionato al Family Day e politiche di traverso alle scelte accoglienti del Governo centrale – spesso in contrasto con la linea politica Nazionale e con l’agenda del buonismo promossa dai Media. Bene: con i poteri forti contro ed un competitor GIORGIO GORI sulla carta più agguerrito ai fini del risultati rispetto all’Ambrosoli di 5 anni orsono, ATTILIO FONTANA (che di Maroni è il successore) vince aumentando consensi e forbice sulle politiche del PD espresse a livello nazionale in 5 anni di governi frastagliati. Partendo dal vituperato progetto del Referendum Autonomista targato Lega (il cui iter si è concluso con successo in questi giorni) esso si è rivelato più efficace del Referendum Costituzionale di Renzi bocciato e il cui esito negativo ha lasciato nella confusione l’architettura costituzionale; inoltre i temi al centro dell’agenda della sinistra: Ius soli, diritti civili, affidamenti di figli alle coppie omosessuali, la difesa dell’Europa; sono tematiche ed argomenti di cui l’Italia e gli italiani non si interessano e che non hanno peso, come invece si vorrebbe dimostrare, nel cuore e nella testa dei cittadini. Italiani che domenica 4 marzo 2018 hanno mostrato volontà e senso di appartenenza scegliendo le offerte politiche più critiche nei confronti dell’esasperata e scellerato politica di accoglienza espressa dal PD. Renzi sogna un mondo senza confini: oggi gli unici confini che ha ridotto sono quelli del consenso elettorale suo e del partito che rappresenta.

PER ANNI I LEGHISTI HANNO SUBITO CRITICHE PER LA LORO VISIONE POLITICA, AL CONTRARIO IL PARTITO DEMOCRATICO APPARIVA QUALE UNICO PORTATORE DI BENEFICI. DALL’EUROPA AI DIRITTI CIVILI IL POPOLO ITALIANO SI E’ DIMOSTRATO MAGGIORMENTE ATTENTO AD ALTRE TEMATICHE. SICUREZZA, FAMIGLIA, IDENTITA’ SONO STATI I CAPISALDI DELLE AZIONI POLITCHE DEI GOVERNI LEGHISTI. NEI TERRITORI AMMINISTRATI DALLA LEGA, IL PARTITO DI SALVINI HA AUMENTATO I CONSESI, COSA CHE NON E’ CAPITATA DOVE IL PARTITO DEMOCRATICO HA SVILUPPATO IL PROPRIO GOVERNO 

TERMOMETRO COMUNALE: MEDA SEMPRE PIU’ LEGHISTA

A margine del commento ai dati nazionali e regionali una piccola postilla dedicata alle indicazioni date dai cittadini medesi. Impossibile paragonare i dati con le elezioni amministrative del giugno 2017, viene però confermato il trend che vede la città di Meda saldamente in mano al centrodestra che insieme raccoglie oltre il 50% dei consensi. La LEGA, partito del sindaco LUCA SANTAMBROGIO e gruppo di maggioranza all’interno del Consiglio Comunale, si conferma forza predominante raccogliendo più del 30% all’interno della coalizione. Dietro alla LEGA primo partito in città si attesta – manco a dirlo – il M5S. I grillini di Meda erano all’esordio come presenza fisica sul territorio – tranne brevi apparizioni al Referendum – in una competizione elettorale  e hanno ottenuto il 20%. Male il risultato del PARTITO DEMOCRATICO principale forza di opposizione in città capace di raccogliere solo il 22% come coalizione, mentre come partito si attesta al terzo posto. Sottolineo come inutile al centrosinistra si sia rivelato l’appoggio del Polo Civico.

IL RISULTATO DELLA LEGA A MEDA DIMOSTRA COME ANCHE NEL PICCOLO VENGA ORMAI APPREZZATO IL GOVERNO DELLE COSE SEMPLICI

 

 

 

SONO ITALIANO E VOTO ITALIANO: ECCO PERCHE’ SCELGO MATTEO SALVINI

LUNGO LA VIA SONO STATO CONQUISTATO DA MATTEO SALVINI

La prima volta avvenne nel 2009 elezioni europee: barrai il simbolo del POPOLO DELLA LIBERTA’ e scrissi senza indugio SILVIO BERLUSCONI. Era l’apoteosi del “Berlusconismo” (il sostantivo si riferisce, infatti, al «movimento di pensiero», ma anche al «fenomeno sociale», e, perfino, al «fenomeno di costume» legato alla sua figura imprenditoriale e politica) al governo ma soprattutto post G8 de L’Aquila; impossibile non esserne attratti. Cadere però è un attimo, in politica ancora più veloce, ma nel 2013 alle “politiche” decisi di riconfermare la fiducia al Mio leader; Monti era stato un danno, lo spread la più grande favola dopo Babbo Natale e quella spolverata alla sedia di Marco Travaglio. Ci fu il Grande Pareggio e l’affermarsi di un leghista al Pirellone: Roberto Maroni. La tornata elettiva del 2013 furono il fiorire di una nuova forza politica il MOVIMENTO 5 STELLE, una cozzaglia di incapaci, fanfaroni senza arte ne parte al volere di un patetico comico già rigettato dalla televisione. Evitare la loro salita al governo era il primo obiettivo, perciò digerii abbastanza agevolmente il governo delle “larghe intese” in cui c’erano esponenti come Angelino ALFANO – il segretario -, Maurizio LUPI – uno delle nostre parti – e poi per il PARTITO DEMOCRATICO non c’erano quei comunisti che non sopportavo, il più orticante era Franceschini; quello che piuttosto che come padre Berlusconi avrebbe preferito un cane (aspettavate la Kyenge? no, troppi giovani sono morti per la patria per definire la Kyenge ministro: qui passerei pure il negazionismo storico). Però, quel Governo nacque sotto l’ala protettiva di Giorgio Napolitano e sinceramente, non mi spiego ancora oggi come è stato possibile rieleggere quell’eversivo ex fascista odiato dai comunisti per esser filoamericano. Complici l’età e la decadenza, Silvio era ormai tempo di ricordarti percependo subito un tuo grande errore: non aver creato una classe dirigente alla tua altezza all’interno della tua area – sia in Forza Italia e NCD -. Perciò cominciai a guardarmi attorno – la Politica è troppo bella ed importante per disinteressarsi – e MATTEO, MATTEO era così bravo, parlava bene, aveva fatto una grande campagna elettorale però: una volta arrivato al governo: QUANTE BUGIE! RENZI quello che diceva “voglio andare a Palazzo Chigi non per inciuci” e poi ottenne Palazzo Chigi grazie ad un #hashtag e non passando dalle urne. Quello del “se perdo il referendum lascio la politica”: il 4 marzo è ancora in campo. Queste le frasi ma i 1000 giorni al governo? Jobs Act, giglio magico – ha ceduto i mari alle nazioni straniere non toccando le quote toscane – Banca Etruria ma la colpa più grande assieme alla sua alleata Bonino – ministra esautorata da Renzi che non la confermò nella squadra del suo Governo ma con cui oggi si è alleato: Soros ci cova? – TRASPORTARE L’AFRICA IN ITALIA MANDANDOLA AL COLLASSO e consegnandola al DEGRADO URBANO. L’insieme di queste politiche e una visione mondiale in accordo con Barack Obama prima ed Hilary Clinton – di cui sappiamo di suppliche e soprattutto ricordiamo da parte di GENTILONI: “forza Hilary” un altro sveglione in squadra – ha per anni tolto l’Identità e soprattutto l’appartenenza a molti, tra cui il sottoscritto; parlare di NAZIONE, nominare la parola ITALIA, esser orgogliosi di dire SONO ITALIANO era a rischio di esser considerato RAZZISTA. MA VAFFANCULO! #makeamericagreatagain DONALD TRUMP primo barlume di orgogliosa rinascita del sentimento dell’IO INDIVIDUALE e non collettivo. Una vittoria che solo un politico italiano predisse – non Gentiloni – MATTEO – non Renzi – MATTEO SALVINI. Non mi piaceva, dove va con quella felpa? poi la Lega quelli oltre a Piacenza non si interessano; però QUINTA COLONNA, BALLARO’, VIRUS, LA GABBIA, DI MARTEDI’; gli scontri con VENDITTI, GASSMAN, BALOTELLI oh ero sempre d’accordo con quello che diceva: poi finalmente: un progetto nazionale, battaglie comuni da Trento a Lampedusa e soprattutto ripeto: la visione uguale a #americanfirst divenuta #primagliitaliani: DOMENICA 4 MARZO VOTO LA LEGA. Lo faccio perché c’è MATTEO SALVINI, uno che ha fatto la gavetta: consiglio comunale, parlamentare, eurodeputato: 20 anni senza esser coinvolto in uno scandalo ma che si è macchiato di qualche “gaffe” ma chi non le fa? e poi fate fare Salvini a Matteo Salvini: non è populismo ma è sintomo di purezza, quella mostrata anche al mercato di Meda. Al netto di Flat tax e legge Fornero, argomenti troppo grandi per le mie competenze, voterò MATTEO SALVINI perché ha una visione politica chiara e netta fatta di valori “classici”, cristiano – occidentali, che mettono al centro l’identità e l’appartenenza a un popolo ad un cultura l’ITALIA. Sono sicuro che MATTEO prima di sburocratizzare difenderà gli interessi e farà gli interessi degli italiani da quel problema che così come si presenta oggi si chiama EUROPA. SALVINI e tutta la LEGA hanno una caratteristica: prendono i problemi – la cronaca – e la trasformano in agenda politica; per farla breve: SONO CONCRETI! La prossima dovrà esser la legislatura della RICOSTRUZIONE, bisogna rimettere al centro gli italiani (soprattutto i giovani) e non i figli di mamma Africa. 

SALVINI VOTO’ LEGA NORD PERCHE’ ERA LOMBARDO, DOMENICA 4 MARZO 2018 VOTO LEGA – SALVINI PREMIER PERCHE’ SONO ITALIANO ! 

 

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