#Meda – Il Regolamento ANIMALI e’ Chiaro ed e’ “Amico del Buon Proprietario”. Non si torna Indietro!

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Questo articolo è scritto a commento e a chiarimento di alcuni aspetti legati all’articolo postato il 24.6.2019 dal titolo: 

http://www.medinforma.info/2019/06/24/vietato-lallevamento-di-tartarughe-uccelli-ed-animali-esotici-extracomunitari/

“VIETATO L’ALLEVAMENTO DI TARTARUGHE, UCCELLI ED ANIMALI ESOTICI (“EXTRACOMUNITARI”)

Qui nella sua attività di racconto della vita politica medese il sito MEDINFORMA ha riportato l’intervento del consigliere VERMONDO BUSNELLI “Capogruppo” del POLO CIVICO per Meda, in merito all’ approvazione del “REGOLAMENTO PER IL BENESSERE ANIMALE E PER UNA MIGLIORE CONVIVENZA CON LA COLLETTIVITA’ UMANA”, avvenuta durante il consiglio comunale dello scorso 15 maggio 2019
Le restrizioni riguardano le condizioni di detenzione degli animali e quindi la conseguenza è una maggior attenzione = cura rivolta verso tutti gli animali
Le restrizioni riguardano le condizioni di detenzione degli animali e quindi la conseguenza è una maggior attenzione = cura rivolta verso tutti gli animali

Conscio che opinioni divergenti sono il pane della democrazia e stimolano l’impegno politico, valore questo animante del miglioramento di una comunità, tengo a sottolineare alcune inesattezze di fondo riportate nello storytelling dell’intervento.

Partendo dal sommario del testo leggo: “la sola maggioranza ha approvato il regolamento per gli animali sul territorio medese. Cercando di non sminuire il ruolo delle opposizioni, confermo come il documento sia totalmente figlio di questa maggioranza ed in particolare dei capigruppo “Gli Andrea” di Lega, Forza Italia e Fratelli d’ Italia. Senza dimenticare il contributo del SINDACO sempre vicino al gruppo di lavoro Il risultato è stato la produzione di un Testo condiviso, che finalmente allinea Meda a molti Comuni di Italia per rispetto e tutela degli animali.

Francamente fin dall’inizio non ci aspettavamo l’appoggio delle altre forze politiche e dei loro esponenti, anche in virtù del fatto che alcuni consiglieri siedono in consiglio da più anni rispetto alla maggioranza, non contraddistinguendo come prioritaria la tematica animale, nonostante nell’articolo stesso si parla di come “essa sia divenuto centrale nel dibattito pubblico”.

Domando allora, il perché nonostante diverse pressioni e la centralità assunta nell’agenda pubblica, questo argomento non sia mai stato all’ordine del giorno di un consiglio comunale negli ultimi anni?

Altra frase che leggo è che: “il Regolamento che viene proposto dalla maggioranza cade dall’alto”.

Sconfesso questa visione portando alcuni esempi concreti. In primo luogo, come ho già avuto modo di esplicitare precedentemente, il voler affrontare la tematica è una conseguenza di pressioni arrivate dai nostri azionisti: i cittadini medesi. Essendo il consiglio comunale organo di rappresentanza della città, continuo a domandarmi il perché non si sono mai accolte le richieste dei possessori di animali? Il Regolamento è pertanto figlio di “confronti” avuti con Movimenti operanti nella tematica, Istruttori di categoria (esponenti del mondo cinofilo) uniti alla già citata raccolta di segnalazioni arrivate ai nostri uffici. Rimarco la parola “confronto” quale espressione riassuntiva del nostro “modus operandi”: operare ascoltando il territorio. Basta dare una lettura al documento per capire come non sia calato dall’alto: invito chiunque a confrontare il testo adottato dal nostro Comune con gli altri regolamenti in uso nei paesi vicini; bene: nessuno troverà un regolamento pari pari a quello di Meda, mentre vedrà come i regolamenti degli altri comuni sono tutti somiglianti. Come già espresso in consiglio il testo del “REGOLAMENTO PER IL BENESSERE ANIMALE E PER UNA MIGLIORE CONVIVENZA CON LA COLLETTIVITA’ UMANA” non è infatti un copia e incolla dei documenti in uso in altri enti locali (per questo crollano le tesi a supporto di assessori non meglio specificati) ma un’ espressione diretta dal e del Territorio Medese.

REGOLAMENTO COMUNALE PER IL BENESSERE DEGLI ANIMALE E PER UNA MIGLIORE CONVIVENZA CON LA COLLETTIVITA’ UMANA def.

Cliccando si potra’ consultare il REGOLAMENTO APPROVATO

Una maggioranza è inoltre delegata a scegliere il “metodo” di presentazione dei propri elaborati. Grazie alla disponibilità del presidente della Commissione regolamenti e statuti, Consigliere Andrea Boga è stata organizzata una commissione ad hoc per analizzare i testi, passati articolo per articolo e discussi articolo per articolo, mostrando apertura verso, e accogliendo anche le modifiche, alle opposizioni. Continua a non apparire veritiera la certificazione di documento chiuso. Ulteriore esempio è l’aggiunta, decisa a seguito della commissione di verifica, del quadro normativo europeo, nazionale e regionale che si trova in appendice al regolamento. Nell’articolo si afferma che non esiste il riferimento al quadro. Falso!

Proseguendo nel testo si citano i comuni di Varese e Lissone. Precisazione in merito: Varese e Lissone sono i testi da cui ho preso il format, lo scheletro del documento. Varese in quanto è stato l’ultimo prodotto prima di Meda, Lissone in quanto redatto dall’ex segretario del comune di Meda. Solo in Provincia di Monza e della Brianza, anzi andando a restringere il cerchio attorno al nostro Comune sono più gli enti locali che hanno adottato il Regolamento che quelli sprovvisti. Appare riduttivo contestualizzare il valore della politica animale ad una (cito) “veloce intervista con assessori di città che hanno introdotto il Regolamento …”. Ecco: approfondire è per me ossimoro di veloce intervista; perciò una chiacchierata con qualche assessore come può far emergere suggerimenti mirati?

Discorso Aree Cani. Meda – anche a detta del Partito Democratico che noto con piacere abbia cambiato idea rispetto a quando era maggioranza – necessita della costruzione di aree riservate ai cani. La scelta è dovuta a mio parere dalla necessità di un’ampia regolamentazione della fruizione delle aree verdi pubbliche. Conflitti ordinativi (cartellonistiche di divieto esposte superate da ordinanza sindacali che dicono il contrario), conflitti umani (dove ci sono i bambini, i cani possono stare? E dove ci sono le fioriere?) necessitano di ordine. Per questo una disciplina riguardante le sole aree cani è necessaria prima della costruzione, ma dev’essere vincolata al contesto generale. Sottolineo e rivendico quindi la procedura di regolamentare le aree cani, lo specifico, partendo da una visione globale della tematica e della convivenza.

La considerazione finale che fa emergere tutta l’approssimazione rivolta verso la tematica in discussione è la volontà di accomunare il termine “ALLOCTONO” ad “EXTRACOMUNITARI”, deridendo in pratica un tema definito centrale nell’agenda pubblica per strumentalizzare verso altro. Per alloctono si intende un organismo vivente che si inserisce in un nuovo habitat; qui l’essere vivente può estinguersi oppure proliferare riproducendosi in grandi numeri e per lunghi periodi di tempo. Quando la specie si adatta all’habitat ne altera l’equilibrio entrando in competizione con le specie autoctone che soccombendo possono estinguersi. Tutto diverso dal termine extracomunitario che inoltre si utilizza per gli esseri umani, e non per gli animali, che è riferimento al non possedimento dello status giuridico comunitario all’Unione Europea. Per evitare situazioni spiacevoli come le tartarughe (riportate in foto all’articolo) alla Zoca dei Pirutit – belle da vedere, ma dannose per l’ecosistema – rifacendosi al Decreto legislativo del 15.9.2017, n 230 di “Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di regolamento (UE) n 1143/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22.10.2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive”. E’ vietata la detenzione, il commercio e l’immissione in natura di animali Alloctoni ad eccezione dei centri autorizzati in base a leggi nazionali e regionali. Quindi nessun allarmismo e divieto ma solo buonsenso.

Proprio il filo del Buonsenso ci ha ispirato nella realizzazione di queste prime 49 norme regolanti il contesto animale. Queste non solo non verranno tagliate nei prossimi consigli comunali, ma anzi: Vi sarà un rilancio su tematiche specifiche della materia come la già citata disciplina delle Aree cani 

 

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

Da Febbraio 2019 ho assunto il ruolo di CAPOGRUPPO CONSILIARE del gruppo LEGA NORD – LEGA LOMBARDA CON SALVINI

PER SEGNALAZIONI E IDEE Non esitare a contattarmi  qui:

consigliere.terraneo@comune.meda.it

 

ELEZIONI 4 MARZO 2018: IL BUON GOVERNO PORTA I RISULTATI

I PARTITI ANTI-SISTEMA TRIONFANO. LE ELEZIONI ANDATE IN SCENA VEDONO IL TRIONFO DI LEGA E M5S; IN REALTA’ SE SI ANALIZZANO I DATI A VARI LIVELLI E SI PRENDE IN CONSIDERAZIONE IL RISULTATO DELLA REGIONE LAZIO, LA LINEA IN COMUNE E’ DATA DALLA CAPACITA’ DI GOVERNO. I CITTADINI NON VOTANO PIU’ PER IDEOLOGIA, I CITTADINI PREMIANO LA CONCRETEZZA: E’ INIZIATA LA TERZA REPUBBLICA

Domenica 4 marzo 2018 l’Italia è stata chiamata alle urne. Per i cittadini è stato tempo di elezioni per determinare i loro Rappresentanti – Repubblica parlamentare – nelle istituzioni a vari livelli: Politiche (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) e Regionali (Lombardia e Lazio) e conseguentemente sono stati interessati i territori nel ruolo di termometro del consenso degli amministratori locali. Lunghe code, per effetto dell’ennesimo cavillo burocratico che in alcuni casi ha complicato le procedure di voto – in controtendenza con l’innovazione tecnologica avviata da Regione Lombardia con l’utilizzo del voto elettronico – hanno fatto pensare ad un’affluenza tornata ai livelli della “Prima Repubblica” ma in realtà il trend subisce l’ennesima flessione fermandosi al 73%, due punti in meno del 2013. Dando una prima lettura del voto gli italiani hanno scelto di premiare quelle forze definite “Populiste”/”Antisistema” bocciando i partiti a trazione moderata protagonisti della “Seconda Repubblica”. In realtà i vincitori: MOVIMENTO 5 STELLE e LEGA da tempo non possono considerarsi anti-sistema in quanto la loro OFFERTA GOVERNATIVA è stata scelta ed interessa siti chiave per l’intero Paese, rispettivamente Roma e la Lombardia ovvero la Capitale e la Regione principale dell’Italia. Chi viene punito dalle urne sono soprattutto il PARTITO DEMOCRATICO (dal 2011 socio maggioritario negli esecutivi del Paese) e FORZA ITALIA (partito industria di Silvio Berlusconi principale leader politico italiano) rimasti troppo moderati per il tempo che stiamo attraversando. Regione Lombardia conferma la guida inserendosi nel filone del successo Leghista mentre interessante è la conferma di ZINGARETTI nel LAZIO, laddove anche se appartenente all’area di CSX – penalizzata nella tornata – , il governatore porta a casa la riconferma. Un segnale questo che attesta:

LA FINE DELL’IDEOLOGIA IN POLITCA E L’AFFERMAZIONE DEFINITIVA DELLA FIGURA DEL LEADER ACCOMPAGNATA DA UNA DECLINAZIONE IN PIU’ RISPETTO AL PASSATO. CHI AMMINISTRA OGGI INFATTI DEVE DARE UNA VISIONE PRECISA, NETTA ABBIANATA AD UNA EQUA CAPACITA’ DI MOSTRARE CONCRETEZZA NEL GOVERNARE 

CONCRETEZZA NEL GOVERNARE: LA RICETTA PER OTTENERE IL CONSENSO DEGLI ITALIANI

Affermazione importante: Il M5S ha vinto le elezioni del 4 marzo 2018. La LEGA ha ottenuto il miglior risultato che potesse ottenere. MATTEO SALVINI ha fatto meglio di UMBERTO BOSSI, il 18% a livello nazionale il Senatùr non l’ha mai nemmeno avvicinato, ha confermato aumentando il consenso la guida di Regione Lombardia ma soprattutto ha sconfitto Silvio Berlusconi e di conseguenza Forza Italia nel derby interno alla coalizione di centrodestra, imponendosi di fatto come uomo guida dell’area per le prossime stagioni. BERLUSCONI muore politicamente; quante volte è stato detto? ma molti elementi fanno credere che il 4 marzo 2018 sia un nuovo 5 maggio: incandidabile, limite di un’età avanzata con annessi lapsus confusionari (non è stato il Cavaliere delle spolverate a Travaglio o degli attacchi agli avversari di turno). Bisogna capire cosa farà FORZA ITALIA da grande? protagonista degli ultimi vent’anni il partito azienda erede del pentapartito deve scegliere se esser forza trainante o esser solo una determinante della LEGA che comunque ad oggi presenta una classe dirigente già rinnovata e molto affidabile.

Non mi sto basando su ipotesi, scenari … ecc. Guardo i numeri: il M5S aumenta il consenso a Roma silenziando di fatto i continui racconti sulla presunta – perché i dati rivelano altro – cattiva gestione del Sindaco Virginia Raggi; perde invece a Torino dove governa Chiara Appendino ma fa praticamente cappotto dalle MARCHE in giù. La LEGA fa suo il NORD lasciando alcuni collegi Milano, Torino la Valle d’Aosta e il Trentino al PARTITO DEMOCRATICO. Un Italia divisa in due con il forte rischio di un centrosinistra destinato all’estinzione. Proprio il confronto fra la gestione della Governance vi è la chiave di lettura dei risultati di queste elezioni

LEGA – PARTITO DEMOCRATICO: C’E’ CHI SALE E CHI SCENDE

Noi leghisti abbiamo la pelle dura: per anni ne abbiamo sentite e viste di ogni; epiteti come: razzisti, barbari oppure nastrini arcobaleno all’Ariston, girotondi, gessetti colorati fino a marce per l’accoglienza. Abbiamo atteso anni questo 4 marzo 2018 per ottenere il riscontro elettorale premiante delle azioni e delle scelte politiche portate avanti dalla LEGA bocciando quelle opposte e sponsorizzate dai “poteri forti” vicini al PARTITO DEMOCRATICO. La Lombardia oltre ad esser locomotiva della Nazione è una regione amministrata bene (anche se spesso si prova a far passare l’idea che la Politica sia solo di intralcio al tessuto produttivo) prima da FORMIGONI e fino a ieri da ROBERTO MARONI. Il governatore leghista del: “Prima il Nord” in questi anni si è speso molto alla guida dell’Ente applicando scelte politiche sia strutturali – referendum consultivo sull’Autonomia, riforma della Sanità, riduzione del Bollo Auto, reddito Lombardo di Autonomia –  che socio-culturali – appoggio incondizionato al Family Day e politiche di traverso alle scelte accoglienti del Governo centrale – spesso in contrasto con la linea politica Nazionale e con l’agenda del buonismo promossa dai Media. Bene: con i poteri forti contro ed un competitor GIORGIO GORI sulla carta più agguerrito ai fini del risultati rispetto all’Ambrosoli di 5 anni orsono, ATTILIO FONTANA (che di Maroni è il successore) vince aumentando consensi e forbice sulle politiche del PD espresse a livello nazionale in 5 anni di governi frastagliati. Partendo dal vituperato progetto del Referendum Autonomista targato Lega (il cui iter si è concluso con successo in questi giorni) esso si è rivelato più efficace del Referendum Costituzionale di Renzi bocciato e il cui esito negativo ha lasciato nella confusione l’architettura costituzionale; inoltre i temi al centro dell’agenda della sinistra: Ius soli, diritti civili, affidamenti di figli alle coppie omosessuali, la difesa dell’Europa; sono tematiche ed argomenti di cui l’Italia e gli italiani non si interessano e che non hanno peso, come invece si vorrebbe dimostrare, nel cuore e nella testa dei cittadini. Italiani che domenica 4 marzo 2018 hanno mostrato volontà e senso di appartenenza scegliendo le offerte politiche più critiche nei confronti dell’esasperata e scellerato politica di accoglienza espressa dal PD. Renzi sogna un mondo senza confini: oggi gli unici confini che ha ridotto sono quelli del consenso elettorale suo e del partito che rappresenta.

PER ANNI I LEGHISTI HANNO SUBITO CRITICHE PER LA LORO VISIONE POLITICA, AL CONTRARIO IL PARTITO DEMOCRATICO APPARIVA QUALE UNICO PORTATORE DI BENEFICI. DALL’EUROPA AI DIRITTI CIVILI IL POPOLO ITALIANO SI E’ DIMOSTRATO MAGGIORMENTE ATTENTO AD ALTRE TEMATICHE. SICUREZZA, FAMIGLIA, IDENTITA’ SONO STATI I CAPISALDI DELLE AZIONI POLITCHE DEI GOVERNI LEGHISTI. NEI TERRITORI AMMINISTRATI DALLA LEGA, IL PARTITO DI SALVINI HA AUMENTATO I CONSESI, COSA CHE NON E’ CAPITATA DOVE IL PARTITO DEMOCRATICO HA SVILUPPATO IL PROPRIO GOVERNO 

TERMOMETRO COMUNALE: MEDA SEMPRE PIU’ LEGHISTA

A margine del commento ai dati nazionali e regionali una piccola postilla dedicata alle indicazioni date dai cittadini medesi. Impossibile paragonare i dati con le elezioni amministrative del giugno 2017, viene però confermato il trend che vede la città di Meda saldamente in mano al centrodestra che insieme raccoglie oltre il 50% dei consensi. La LEGA, partito del sindaco LUCA SANTAMBROGIO e gruppo di maggioranza all’interno del Consiglio Comunale, si conferma forza predominante raccogliendo più del 30% all’interno della coalizione. Dietro alla LEGA primo partito in città si attesta – manco a dirlo – il M5S. I grillini di Meda erano all’esordio come presenza fisica sul territorio – tranne brevi apparizioni al Referendum – in una competizione elettorale  e hanno ottenuto il 20%. Male il risultato del PARTITO DEMOCRATICO principale forza di opposizione in città capace di raccogliere solo il 22% come coalizione, mentre come partito si attesta al terzo posto. Sottolineo come inutile al centrosinistra si sia rivelato l’appoggio del Polo Civico.

IL RISULTATO DELLA LEGA A MEDA DIMOSTRA COME ANCHE NEL PICCOLO VENGA ORMAI APPREZZATO IL GOVERNO DELLE COSE SEMPLICI

 

 

 

SONO ITALIANO E VOTO ITALIANO: ECCO PERCHE’ SCELGO MATTEO SALVINI

LUNGO LA VIA SONO STATO CONQUISTATO DA MATTEO SALVINI

La prima volta avvenne nel 2009 elezioni europee: barrai il simbolo del POPOLO DELLA LIBERTA’ e scrissi senza indugio SILVIO BERLUSCONI. Era l’apoteosi del “Berlusconismo” (il sostantivo si riferisce, infatti, al «movimento di pensiero», ma anche al «fenomeno sociale», e, perfino, al «fenomeno di costume» legato alla sua figura imprenditoriale e politica) al governo ma soprattutto post G8 de L’Aquila; impossibile non esserne attratti. Cadere però è un attimo, in politica ancora più veloce, ma nel 2013 alle “politiche” decisi di riconfermare la fiducia al Mio leader; Monti era stato un danno, lo spread la più grande favola dopo Babbo Natale e quella spolverata alla sedia di Marco Travaglio. Ci fu il Grande Pareggio e l’affermarsi di un leghista al Pirellone: Roberto Maroni. La tornata elettiva del 2013 furono il fiorire di una nuova forza politica il MOVIMENTO 5 STELLE, una cozzaglia di incapaci, fanfaroni senza arte ne parte al volere di un patetico comico già rigettato dalla televisione. Evitare la loro salita al governo era il primo obiettivo, perciò digerii abbastanza agevolmente il governo delle “larghe intese” in cui c’erano esponenti come Angelino ALFANO – il segretario -, Maurizio LUPI – uno delle nostre parti – e poi per il PARTITO DEMOCRATICO non c’erano quei comunisti che non sopportavo, il più orticante era Franceschini; quello che piuttosto che come padre Berlusconi avrebbe preferito un cane (aspettavate la Kyenge? no, troppi giovani sono morti per la patria per definire la Kyenge ministro: qui passerei pure il negazionismo storico). Però, quel Governo nacque sotto l’ala protettiva di Giorgio Napolitano e sinceramente, non mi spiego ancora oggi come è stato possibile rieleggere quell’eversivo ex fascista odiato dai comunisti per esser filoamericano. Complici l’età e la decadenza, Silvio era ormai tempo di ricordarti percependo subito un tuo grande errore: non aver creato una classe dirigente alla tua altezza all’interno della tua area – sia in Forza Italia e NCD -. Perciò cominciai a guardarmi attorno – la Politica è troppo bella ed importante per disinteressarsi – e MATTEO, MATTEO era così bravo, parlava bene, aveva fatto una grande campagna elettorale però: una volta arrivato al governo: QUANTE BUGIE! RENZI quello che diceva “voglio andare a Palazzo Chigi non per inciuci” e poi ottenne Palazzo Chigi grazie ad un #hashtag e non passando dalle urne. Quello del “se perdo il referendum lascio la politica”: il 4 marzo è ancora in campo. Queste le frasi ma i 1000 giorni al governo? Jobs Act, giglio magico – ha ceduto i mari alle nazioni straniere non toccando le quote toscane – Banca Etruria ma la colpa più grande assieme alla sua alleata Bonino – ministra esautorata da Renzi che non la confermò nella squadra del suo Governo ma con cui oggi si è alleato: Soros ci cova? – TRASPORTARE L’AFRICA IN ITALIA MANDANDOLA AL COLLASSO e consegnandola al DEGRADO URBANO. L’insieme di queste politiche e una visione mondiale in accordo con Barack Obama prima ed Hilary Clinton – di cui sappiamo di suppliche e soprattutto ricordiamo da parte di GENTILONI: “forza Hilary” un altro sveglione in squadra – ha per anni tolto l’Identità e soprattutto l’appartenenza a molti, tra cui il sottoscritto; parlare di NAZIONE, nominare la parola ITALIA, esser orgogliosi di dire SONO ITALIANO era a rischio di esser considerato RAZZISTA. MA VAFFANCULO! #makeamericagreatagain DONALD TRUMP primo barlume di orgogliosa rinascita del sentimento dell’IO INDIVIDUALE e non collettivo. Una vittoria che solo un politico italiano predisse – non Gentiloni – MATTEO – non Renzi – MATTEO SALVINI. Non mi piaceva, dove va con quella felpa? poi la Lega quelli oltre a Piacenza non si interessano; però QUINTA COLONNA, BALLARO’, VIRUS, LA GABBIA, DI MARTEDI’; gli scontri con VENDITTI, GASSMAN, BALOTELLI oh ero sempre d’accordo con quello che diceva: poi finalmente: un progetto nazionale, battaglie comuni da Trento a Lampedusa e soprattutto ripeto: la visione uguale a #americanfirst divenuta #primagliitaliani: DOMENICA 4 MARZO VOTO LA LEGA. Lo faccio perché c’è MATTEO SALVINI, uno che ha fatto la gavetta: consiglio comunale, parlamentare, eurodeputato: 20 anni senza esser coinvolto in uno scandalo ma che si è macchiato di qualche “gaffe” ma chi non le fa? e poi fate fare Salvini a Matteo Salvini: non è populismo ma è sintomo di purezza, quella mostrata anche al mercato di Meda. Al netto di Flat tax e legge Fornero, argomenti troppo grandi per le mie competenze, voterò MATTEO SALVINI perché ha una visione politica chiara e netta fatta di valori “classici”, cristiano – occidentali, che mettono al centro l’identità e l’appartenenza a un popolo ad un cultura l’ITALIA. Sono sicuro che MATTEO prima di sburocratizzare difenderà gli interessi e farà gli interessi degli italiani da quel problema che così come si presenta oggi si chiama EUROPA. SALVINI e tutta la LEGA hanno una caratteristica: prendono i problemi – la cronaca – e la trasformano in agenda politica; per farla breve: SONO CONCRETI! La prossima dovrà esser la legislatura della RICOSTRUZIONE, bisogna rimettere al centro gli italiani (soprattutto i giovani) e non i figli di mamma Africa. 

SALVINI VOTO’ LEGA NORD PERCHE’ ERA LOMBARDO, DOMENICA 4 MARZO 2018 VOTO LEGA – SALVINI PREMIER PERCHE’ SONO ITALIANO ! 

 

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