LE SCELTE EUROPEE PESANO SU MEDA

Ieri, la nostra giornata è stata turbata dall’ennesima azione terroristica. Oltre all’ennesima città ferita (Mi stringo forte agli abitanti di San Pietroburgo) vi è un obiettivo preciso in questo caso: Vladimir PUTIN, l’unico leader mondiale veramente impegnato nella lotta al terrorismo jihadista.
Oltre all’ ennesimo caso di vendetta, nel caso appunto per l’azione del Presidente,
quel che mi ha lasciato perplesso è la mancanza di una solidarietà compatta espressa verso il popolo russo.
Nessun #hashtag, eppure gli abbiamo fatti per un giornale che poi ha ironizzato sui nostri terremotati prime e sulla tragedia di Rigopiano dopo, nessuna marcia …
questo perché i nostri capi europei, dal 2014 hanno inasprito i rapporti verso la zona est del nostro continente, quindi per molti esprimere fratellanza verso chi è scomodo verso i propri interessi
non è corretto.

Migliaia di Km, Terre lontane, climi diversi: eppure questo argomento riguarda da vicino la nostra comunità.

Dal settembre 2014, l’Unione Europea, in accordo con l’amatissimo (infatti il suo partito ha vinto le elezioni americane lo scorso 8 Novembre) Presidente Obama, ha deciso di porre delle sanzioni verso lo Stato russo per “punire” l’azione di Putin nei confronti dell’Ucraina, la nazione più filo europeista di quella che una volta era l’U.R.S.S.

Queste misure hanno l’obiettivo di metter in ginocchio l’economia russa andando ad incidere su settori chiave:
  • difesa,
  • energia
  • finanza
In tutta risposta Putin, ha emesso anch’egli delle contro-sanzioni volte a colpire le importazioni di prodotti dai mercati che hanno adottato il provvedimento dell’UE.
“Traducendo in forma campanilistica”

A seguito dell’adozione delle sanzioni Europee confermate dalla Presidenza del Consiglio Italiana in carica in quel periodo: Governo Renzi (maggioranza Partito Democratico + NCD) anche l’Italia ha subito il contro embargo imposto da Putin.
Divieto di importazioni che colpiscono settori chiave per l’economia del nostro Paese; dall’agroalimentare al nostro caro: “Arredamento”

L’impatto di questa vicenda è stato fortissimo sul giro di commercio del MOBILE made in Brianza, dove la nostra Meda con i suoi fantastici Artigiani ed Industriali fa la parte del leone, come dimostra la massiccia presenza al Salone Del Mobile milanese in partenza proprio oggi.

Le sanzioni  (politicamente non hanno portato a nulla; la questione “Crimea” tutt’oggi non si è ancora risolta) hanno azionato il freno a mano su un mercato in crescente espansione: (nel 2013, anno prima delle sanzioni, il commercio Italia-Russia, in particola il Made in Brianza-Russia, era cresciuto del 25%, crescita quadruplicata rispetto al 2009).
Oggi questo mercato ha subito una grossa perdita;

i russi preferiscono comprare da altri paesi o addirittura, sostituiscono il “Made in Italy” con il “Made With Italy”.
la tassazione e la ridotta burocrazia, infatti, spingono molte aziende a lasciare la nostra Nazione per trasferire l’attività direttamente sul suolo russo.
Per ora questo aspetto ha interessato soprattutto il settore agroalimentare, tuttavia in previsione futura, il fenomeno potrebbe estendersi anche ad altri settori fra cui il Mobile.

Questo è un rischio assolutamente da evitare. perché se l’imprenditore trova vantaggio, molti posti di lavoro a vari livelli: artigiani, consulenti, mediatori linguistici, andrebbero persi; come andrebbe persa l’identità nazionale.

A livello legislativo, le sanzioni, non sono a tempo indeterminato. Vengono, di prass,i rinnovate ogni 6 mesi. Il nuovo Governo Italiano (nato dopo la sconfitta referendaria subita dal Premier Matteo RENZI, colui che attuò le sanzioni) sulla scia del precedente ha rinnovato l’embargo verso la Russia fino alla prossima estate. La controazione ha voluto che a sua volta, la federazione Russa ha rinnovato le sue contro-sanzioni verso l’Europa.

“Vladimir Putin si è detto disponibile a rimuovere le sue sanzioni, immediatamente dopo che l’Europa avrà abrogato le proprie.La decisione dell’Europa e la strada seguita anche dal Governo Gentiloni, rischia di costare posti di lavoro agli italiani. E’ compito della politica locale, su questa vicenda, farsi carico della voce di industriali ed operai, al fine di ottenere argomentazioni utili ad un cambio di passo nella politica comunitaria e centrale, con l’obiettivo di tornar a crescere su un mercato internazionale che in passato si è già mostrato come possibile terra dell’oro per il MADE IN BRIANZA”.

Per concludere:

un ringraziamento a chi oggi contribuisce con il proprio talento, dalla bottega ai grandi palcoscenici nazionali ed internazionali, alla conoscenza di Meda nel Mondo.

ecco i dati dell’importazioni russe dall’Italia, settore per settore, mostranti un trend negativo nel solo anno 2016