MEDA, La Cura del Parco Delle Groane Passa dalla Sua Fruizione

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Domenica 06 ottobre 2018 è andata in scena passeggiata lungo il sentiero MEDA-MONTORFANO. Organizzata dai gruppi cittadini del CAI e SEM, con la partecipazione del Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, la manifestazione quest’anno ha un duplice significato storico: spegne le 30 candeline (a conferma dell’importanza della tradizione) ed esordisce nel nuovo Parco Regionale delle Groane (ente che patrocina l’evento) in questi giorni centro delle cronache locali e dell’agenda politica nazionale per motivazioni non certo gratificanti. Un salasso questo per i territori che come detto dal Presidente del Parco delle Groane ROBERTO DELLA ROVERE non deve rappresentarne l’immagine.

Il Parco non è solo zona di spaccio, offre molte opportunità per la fruizione dei cittadini. #MEDA attraverso l’impegno dell’Amministrazione e dei rappresentanti di maggioranza del consiglio comunale in carica ha saputo nell’ultimo anno creare un connubio con il mondo dell’associazionismo del settore volto all’organizzazione di eventi mirati alla conoscenza e alla fruizione dei territori boschivi, in linea con le indicazioni del Presidente DELLA ROVERE

IL SENTIERO MEDA-MONTORFANO

E’ il sentiero più bello, l’arteria principale che collega la Brianza al Comasco attraverso una distesa di prati, arbusti di betulle, castagne, brughi, ponti, salite, discese laghi – dall’artificio della Zoca dei Pirutit alla natura del lago di Montorfano-. Può esser una fonte di turismo per il territorio intero (in contemporanea alla marcia escursionistica vi era in corso una gara di mountain bike, mezzo molto utilizzato per compiere la distanza). Meda/Montorfano è un percorso di 21 km che si snoda tra i comuni di: Meda, Cabiate, Mariano C.se, Brenna, Alzate, Cantù, Capiago – Intimiano, Montorfano. L’avvio è da Via Varese in Meda (dietro alla C.na Belgora), nei primi 2 km si raggiungono i laghetti artificiali della Zoca e della Mordina; attraverso le piantumazioni dei vivai e costeggiando il canile si è a Mariano da cui inizia un rettilineo tra i boschi in leggera salita si giunge a Brenna – Olgelasca. Attraversamento semaforico, la chiesetta di San Adriano apre il lungo tratto del vallone di Brenna in cui la segnaletica qui non si dimostra sufficiente. Superate “Cascina Pelada” e il centro “Il Grillo” – zona Capiago Intimiano – si percorre costeggiando il Golf di Villa D’Este l’ultimo saliscendi che conduce al Lido di Montorfano meta del nostro sentiero

IL PARCO REGIONALE DELLE GROANE: TERRA DEI CITTADINI!

Da quest’anno il sentiero Meda-Montorfano rappresenta anche l’area bandiera dei territori che sono statti annessi al Parco Regionale delle Groane, che vista l’esistenza di cotanta bellezza storica articolata su 21 km per noi resta fondamentale la declinazione nominale aggiuntiva di …E DELLA BRUGHIERA. Nelle ultime settimane i riflettori della cronaca locale seguiti dall’interesse politico mobilitatosi fino a livelli nazionali (con il ministro dell’Interno Matteo Salvini dichiaratosi disposto ad intervenire dopo anni di assenza delle istituzioni, seguito dalla visita del sottosegretario Nicola Molteni nel luogo di Ceriano Laghetto) si sono accesi sui territori del nuovo Parco, luci che hanno focalizzato l’attenzione sul fenomeno spaccio all’interno delle aree dell’Ente. 8000 Ettari, spesso non manutentati a dovere – anche per via di una disciplina di intervento non di facile letture sul chi deve svolgere l’azione – divengono spesso aree ideali per la proliferazione del crimine: spaccio ma non solo! 8000 Ettari di opportunità che non possono esser gettati al vento sotto l’etichetta di terre della delinquenza dove il cittadino è vittima.

il Presidente del Parco Regionale ROBERTO DELLA ROVERE, dall’intervista rilasciata al “Cittadino – Valle del Seveso” in edicola sabato 6 ottobre 2018: “bene le azioni dello Stato ma la repressione deve esser accompagnata dalla prevenzione che passa dalla riappropriazione degli spazi da parte dei cittadini … un lavoro di prevenzione ed educazione che deve coinvolgere le giovani generazioni aumentando le occasioni di fruizione del Parco”Il messaggio di DELLA ROVERE è chiaro: occorre rimettere il cittadino a contatto con i territori del Parco, in particolare investendo sugli eventi che possano portare l’uomo nelle aree boschive nel modo corretto, puntando in particolare sui giovani.

MEDA E’ IN LINEA CON L’APPELLO DEL PRESIDENTE DELLA ROVERE

Meda ha le sue zone d’ombra all’interno del parco. Movimenti irregolari si registrano lungo la stradina che da via santa Maria conduce alla Zoca dei Pirutit (vedere cartelli “Vendesi”), ma la logica della paura QUI è soppiantata dal senso di sicurezza e controllo vigile sulla zona che è molto frequentata dai cittadini: la fruizione è la miglior presa di posizione contro la proliferazione criminale. Trovandomi pienamente d’accordo con la strada indicata dal Presidente dell’Ente, che ho personalmente conosciuto, si può costatare che l’operato dell’amministrazione Santambrogio viaggi nella direzione da esso indicata. Nell’ultimo anno infatti il “Governo medese” ha dato il cambio di passo;  posizionando il tema “PARCO” ai vertici dell’agenda del proprio operato. Alle tradizionali manifestazioni come la Meda-Montorfano, nel 2018 si sono aggiunte serate a tema organizzate dalle realtà associative che unitesi all’amministrazione hanno dato luogo alla prima festa del PARCO REGIONALE DELLE GROANE E DELLA BRUGHIERA andata in scena lo scorso 1 luglio 2018. In particolare il sottotitolo di quella giornata “alla scoperta dei tesori boschivi medesi” rappresenta un invito valido a recarsi con frequenza in quegli angoli di paese a volte sottovalutati, ma che possono esser luogo di conoscenza, memoria, divertimento e fitness-benessere essendo direttamente a contatto con la natura primaria del nostro territorio.

L’appello del Presidente DELLA ROVERE ha trovato sede in Meda; l’Amministrazione coadiuvata da una forte realtà associativa tematica presente nel Comune ha organizzato eventi nuovi che accompagnano gli storici. Accendendo i riflettori sul territorio del Parco si avvicinano i cittadini a questa realtà e al contempo si riducono le macchie d’ombra dove si assiste al proliferarsi della criminalità. Se da un lato ci siamo mossi bene in linea con le direttive del Presidente, siamo fermi nella tematica inerente all’educazione delle generazioni future, per questo obiettivo del 2019, oltre che proseguire sulla strada degli eventi, sarà coinvolgere i giovani medesi nel progetto Parco delle Groane che per noi è sempre anche Parco della Brughiera

Da giugno 2017 ricopro su preferenza dei miei concittadini il compito di CONSIGLIERE COMUNALE per la Città di MEDA

PER SEGNALAZIONI E IDEE Non esitare a contattarmi  qui:

consigliere.terraneo@comune.meda.it

 

ELEZIONI 4 MARZO 2018: IL BUON GOVERNO PORTA I RISULTATI

I PARTITI ANTI-SISTEMA TRIONFANO. LE ELEZIONI ANDATE IN SCENA VEDONO IL TRIONFO DI LEGA E M5S; IN REALTA’ SE SI ANALIZZANO I DATI A VARI LIVELLI E SI PRENDE IN CONSIDERAZIONE IL RISULTATO DELLA REGIONE LAZIO, LA LINEA IN COMUNE E’ DATA DALLA CAPACITA’ DI GOVERNO. I CITTADINI NON VOTANO PIU’ PER IDEOLOGIA, I CITTADINI PREMIANO LA CONCRETEZZA: E’ INIZIATA LA TERZA REPUBBLICA

Domenica 4 marzo 2018 l’Italia è stata chiamata alle urne. Per i cittadini è stato tempo di elezioni per determinare i loro Rappresentanti – Repubblica parlamentare – nelle istituzioni a vari livelli: Politiche (Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) e Regionali (Lombardia e Lazio) e conseguentemente sono stati interessati i territori nel ruolo di termometro del consenso degli amministratori locali. Lunghe code, per effetto dell’ennesimo cavillo burocratico che in alcuni casi ha complicato le procedure di voto – in controtendenza con l’innovazione tecnologica avviata da Regione Lombardia con l’utilizzo del voto elettronico – hanno fatto pensare ad un’affluenza tornata ai livelli della “Prima Repubblica” ma in realtà il trend subisce l’ennesima flessione fermandosi al 73%, due punti in meno del 2013. Dando una prima lettura del voto gli italiani hanno scelto di premiare quelle forze definite “Populiste”/”Antisistema” bocciando i partiti a trazione moderata protagonisti della “Seconda Repubblica”. In realtà i vincitori: MOVIMENTO 5 STELLE e LEGA da tempo non possono considerarsi anti-sistema in quanto la loro OFFERTA GOVERNATIVA è stata scelta ed interessa siti chiave per l’intero Paese, rispettivamente Roma e la Lombardia ovvero la Capitale e la Regione principale dell’Italia. Chi viene punito dalle urne sono soprattutto il PARTITO DEMOCRATICO (dal 2011 socio maggioritario negli esecutivi del Paese) e FORZA ITALIA (partito industria di Silvio Berlusconi principale leader politico italiano) rimasti troppo moderati per il tempo che stiamo attraversando. Regione Lombardia conferma la guida inserendosi nel filone del successo Leghista mentre interessante è la conferma di ZINGARETTI nel LAZIO, laddove anche se appartenente all’area di CSX – penalizzata nella tornata – , il governatore porta a casa la riconferma. Un segnale questo che attesta:

LA FINE DELL’IDEOLOGIA IN POLITCA E L’AFFERMAZIONE DEFINITIVA DELLA FIGURA DEL LEADER ACCOMPAGNATA DA UNA DECLINAZIONE IN PIU’ RISPETTO AL PASSATO. CHI AMMINISTRA OGGI INFATTI DEVE DARE UNA VISIONE PRECISA, NETTA ABBIANATA AD UNA EQUA CAPACITA’ DI MOSTRARE CONCRETEZZA NEL GOVERNARE 

CONCRETEZZA NEL GOVERNARE: LA RICETTA PER OTTENERE IL CONSENSO DEGLI ITALIANI

Affermazione importante: Il M5S ha vinto le elezioni del 4 marzo 2018. La LEGA ha ottenuto il miglior risultato che potesse ottenere. MATTEO SALVINI ha fatto meglio di UMBERTO BOSSI, il 18% a livello nazionale il Senatùr non l’ha mai nemmeno avvicinato, ha confermato aumentando il consenso la guida di Regione Lombardia ma soprattutto ha sconfitto Silvio Berlusconi e di conseguenza Forza Italia nel derby interno alla coalizione di centrodestra, imponendosi di fatto come uomo guida dell’area per le prossime stagioni. BERLUSCONI muore politicamente; quante volte è stato detto? ma molti elementi fanno credere che il 4 marzo 2018 sia un nuovo 5 maggio: incandidabile, limite di un’età avanzata con annessi lapsus confusionari (non è stato il Cavaliere delle spolverate a Travaglio o degli attacchi agli avversari di turno). Bisogna capire cosa farà FORZA ITALIA da grande? protagonista degli ultimi vent’anni il partito azienda erede del pentapartito deve scegliere se esser forza trainante o esser solo una determinante della LEGA che comunque ad oggi presenta una classe dirigente già rinnovata e molto affidabile.

Non mi sto basando su ipotesi, scenari … ecc. Guardo i numeri: il M5S aumenta il consenso a Roma silenziando di fatto i continui racconti sulla presunta – perché i dati rivelano altro – cattiva gestione del Sindaco Virginia Raggi; perde invece a Torino dove governa Chiara Appendino ma fa praticamente cappotto dalle MARCHE in giù. La LEGA fa suo il NORD lasciando alcuni collegi Milano, Torino la Valle d’Aosta e il Trentino al PARTITO DEMOCRATICO. Un Italia divisa in due con il forte rischio di un centrosinistra destinato all’estinzione. Proprio il confronto fra la gestione della Governance vi è la chiave di lettura dei risultati di queste elezioni

LEGA – PARTITO DEMOCRATICO: C’E’ CHI SALE E CHI SCENDE

Noi leghisti abbiamo la pelle dura: per anni ne abbiamo sentite e viste di ogni; epiteti come: razzisti, barbari oppure nastrini arcobaleno all’Ariston, girotondi, gessetti colorati fino a marce per l’accoglienza. Abbiamo atteso anni questo 4 marzo 2018 per ottenere il riscontro elettorale premiante delle azioni e delle scelte politiche portate avanti dalla LEGA bocciando quelle opposte e sponsorizzate dai “poteri forti” vicini al PARTITO DEMOCRATICO. La Lombardia oltre ad esser locomotiva della Nazione è una regione amministrata bene (anche se spesso si prova a far passare l’idea che la Politica sia solo di intralcio al tessuto produttivo) prima da FORMIGONI e fino a ieri da ROBERTO MARONI. Il governatore leghista del: “Prima il Nord” in questi anni si è speso molto alla guida dell’Ente applicando scelte politiche sia strutturali – referendum consultivo sull’Autonomia, riforma della Sanità, riduzione del Bollo Auto, reddito Lombardo di Autonomia –  che socio-culturali – appoggio incondizionato al Family Day e politiche di traverso alle scelte accoglienti del Governo centrale – spesso in contrasto con la linea politica Nazionale e con l’agenda del buonismo promossa dai Media. Bene: con i poteri forti contro ed un competitor GIORGIO GORI sulla carta più agguerrito ai fini del risultati rispetto all’Ambrosoli di 5 anni orsono, ATTILIO FONTANA (che di Maroni è il successore) vince aumentando consensi e forbice sulle politiche del PD espresse a livello nazionale in 5 anni di governi frastagliati. Partendo dal vituperato progetto del Referendum Autonomista targato Lega (il cui iter si è concluso con successo in questi giorni) esso si è rivelato più efficace del Referendum Costituzionale di Renzi bocciato e il cui esito negativo ha lasciato nella confusione l’architettura costituzionale; inoltre i temi al centro dell’agenda della sinistra: Ius soli, diritti civili, affidamenti di figli alle coppie omosessuali, la difesa dell’Europa; sono tematiche ed argomenti di cui l’Italia e gli italiani non si interessano e che non hanno peso, come invece si vorrebbe dimostrare, nel cuore e nella testa dei cittadini. Italiani che domenica 4 marzo 2018 hanno mostrato volontà e senso di appartenenza scegliendo le offerte politiche più critiche nei confronti dell’esasperata e scellerato politica di accoglienza espressa dal PD. Renzi sogna un mondo senza confini: oggi gli unici confini che ha ridotto sono quelli del consenso elettorale suo e del partito che rappresenta.

PER ANNI I LEGHISTI HANNO SUBITO CRITICHE PER LA LORO VISIONE POLITICA, AL CONTRARIO IL PARTITO DEMOCRATICO APPARIVA QUALE UNICO PORTATORE DI BENEFICI. DALL’EUROPA AI DIRITTI CIVILI IL POPOLO ITALIANO SI E’ DIMOSTRATO MAGGIORMENTE ATTENTO AD ALTRE TEMATICHE. SICUREZZA, FAMIGLIA, IDENTITA’ SONO STATI I CAPISALDI DELLE AZIONI POLITCHE DEI GOVERNI LEGHISTI. NEI TERRITORI AMMINISTRATI DALLA LEGA, IL PARTITO DI SALVINI HA AUMENTATO I CONSESI, COSA CHE NON E’ CAPITATA DOVE IL PARTITO DEMOCRATICO HA SVILUPPATO IL PROPRIO GOVERNO 

TERMOMETRO COMUNALE: MEDA SEMPRE PIU’ LEGHISTA

A margine del commento ai dati nazionali e regionali una piccola postilla dedicata alle indicazioni date dai cittadini medesi. Impossibile paragonare i dati con le elezioni amministrative del giugno 2017, viene però confermato il trend che vede la città di Meda saldamente in mano al centrodestra che insieme raccoglie oltre il 50% dei consensi. La LEGA, partito del sindaco LUCA SANTAMBROGIO e gruppo di maggioranza all’interno del Consiglio Comunale, si conferma forza predominante raccogliendo più del 30% all’interno della coalizione. Dietro alla LEGA primo partito in città si attesta – manco a dirlo – il M5S. I grillini di Meda erano all’esordio come presenza fisica sul territorio – tranne brevi apparizioni al Referendum – in una competizione elettorale  e hanno ottenuto il 20%. Male il risultato del PARTITO DEMOCRATICO principale forza di opposizione in città capace di raccogliere solo il 22% come coalizione, mentre come partito si attesta al terzo posto. Sottolineo come inutile al centrosinistra si sia rivelato l’appoggio del Polo Civico.

IL RISULTATO DELLA LEGA A MEDA DIMOSTRA COME ANCHE NEL PICCOLO VENGA ORMAI APPREZZATO IL GOVERNO DELLE COSE SEMPLICI

 

 

 

SONO ITALIANO E VOTO ITALIANO: ECCO PERCHE’ SCELGO MATTEO SALVINI

LUNGO LA VIA SONO STATO CONQUISTATO DA MATTEO SALVINI

La prima volta avvenne nel 2009 elezioni europee: barrai il simbolo del POPOLO DELLA LIBERTA’ e scrissi senza indugio SILVIO BERLUSCONI. Era l’apoteosi del “Berlusconismo” (il sostantivo si riferisce, infatti, al «movimento di pensiero», ma anche al «fenomeno sociale», e, perfino, al «fenomeno di costume» legato alla sua figura imprenditoriale e politica) al governo ma soprattutto post G8 de L’Aquila; impossibile non esserne attratti. Cadere però è un attimo, in politica ancora più veloce, ma nel 2013 alle “politiche” decisi di riconfermare la fiducia al Mio leader; Monti era stato un danno, lo spread la più grande favola dopo Babbo Natale e quella spolverata alla sedia di Marco Travaglio. Ci fu il Grande Pareggio e l’affermarsi di un leghista al Pirellone: Roberto Maroni. La tornata elettiva del 2013 furono il fiorire di una nuova forza politica il MOVIMENTO 5 STELLE, una cozzaglia di incapaci, fanfaroni senza arte ne parte al volere di un patetico comico già rigettato dalla televisione. Evitare la loro salita al governo era il primo obiettivo, perciò digerii abbastanza agevolmente il governo delle “larghe intese” in cui c’erano esponenti come Angelino ALFANO – il segretario -, Maurizio LUPI – uno delle nostre parti – e poi per il PARTITO DEMOCRATICO non c’erano quei comunisti che non sopportavo, il più orticante era Franceschini; quello che piuttosto che come padre Berlusconi avrebbe preferito un cane (aspettavate la Kyenge? no, troppi giovani sono morti per la patria per definire la Kyenge ministro: qui passerei pure il negazionismo storico). Però, quel Governo nacque sotto l’ala protettiva di Giorgio Napolitano e sinceramente, non mi spiego ancora oggi come è stato possibile rieleggere quell’eversivo ex fascista odiato dai comunisti per esser filoamericano. Complici l’età e la decadenza, Silvio era ormai tempo di ricordarti percependo subito un tuo grande errore: non aver creato una classe dirigente alla tua altezza all’interno della tua area – sia in Forza Italia e NCD -. Perciò cominciai a guardarmi attorno – la Politica è troppo bella ed importante per disinteressarsi – e MATTEO, MATTEO era così bravo, parlava bene, aveva fatto una grande campagna elettorale però: una volta arrivato al governo: QUANTE BUGIE! RENZI quello che diceva “voglio andare a Palazzo Chigi non per inciuci” e poi ottenne Palazzo Chigi grazie ad un #hashtag e non passando dalle urne. Quello del “se perdo il referendum lascio la politica”: il 4 marzo è ancora in campo. Queste le frasi ma i 1000 giorni al governo? Jobs Act, giglio magico – ha ceduto i mari alle nazioni straniere non toccando le quote toscane – Banca Etruria ma la colpa più grande assieme alla sua alleata Bonino – ministra esautorata da Renzi che non la confermò nella squadra del suo Governo ma con cui oggi si è alleato: Soros ci cova? – TRASPORTARE L’AFRICA IN ITALIA MANDANDOLA AL COLLASSO e consegnandola al DEGRADO URBANO. L’insieme di queste politiche e una visione mondiale in accordo con Barack Obama prima ed Hilary Clinton – di cui sappiamo di suppliche e soprattutto ricordiamo da parte di GENTILONI: “forza Hilary” un altro sveglione in squadra – ha per anni tolto l’Identità e soprattutto l’appartenenza a molti, tra cui il sottoscritto; parlare di NAZIONE, nominare la parola ITALIA, esser orgogliosi di dire SONO ITALIANO era a rischio di esser considerato RAZZISTA. MA VAFFANCULO! #makeamericagreatagain DONALD TRUMP primo barlume di orgogliosa rinascita del sentimento dell’IO INDIVIDUALE e non collettivo. Una vittoria che solo un politico italiano predisse – non Gentiloni – MATTEO – non Renzi – MATTEO SALVINI. Non mi piaceva, dove va con quella felpa? poi la Lega quelli oltre a Piacenza non si interessano; però QUINTA COLONNA, BALLARO’, VIRUS, LA GABBIA, DI MARTEDI’; gli scontri con VENDITTI, GASSMAN, BALOTELLI oh ero sempre d’accordo con quello che diceva: poi finalmente: un progetto nazionale, battaglie comuni da Trento a Lampedusa e soprattutto ripeto: la visione uguale a #americanfirst divenuta #primagliitaliani: DOMENICA 4 MARZO VOTO LA LEGA. Lo faccio perché c’è MATTEO SALVINI, uno che ha fatto la gavetta: consiglio comunale, parlamentare, eurodeputato: 20 anni senza esser coinvolto in uno scandalo ma che si è macchiato di qualche “gaffe” ma chi non le fa? e poi fate fare Salvini a Matteo Salvini: non è populismo ma è sintomo di purezza, quella mostrata anche al mercato di Meda. Al netto di Flat tax e legge Fornero, argomenti troppo grandi per le mie competenze, voterò MATTEO SALVINI perché ha una visione politica chiara e netta fatta di valori “classici”, cristiano – occidentali, che mettono al centro l’identità e l’appartenenza a un popolo ad un cultura l’ITALIA. Sono sicuro che MATTEO prima di sburocratizzare difenderà gli interessi e farà gli interessi degli italiani da quel problema che così come si presenta oggi si chiama EUROPA. SALVINI e tutta la LEGA hanno una caratteristica: prendono i problemi – la cronaca – e la trasformano in agenda politica; per farla breve: SONO CONCRETI! La prossima dovrà esser la legislatura della RICOSTRUZIONE, bisogna rimettere al centro gli italiani (soprattutto i giovani) e non i figli di mamma Africa. 

SALVINI VOTO’ LEGA NORD PERCHE’ ERA LOMBARDO, DOMENICA 4 MARZO 2018 VOTO LEGA – SALVINI PREMIER PERCHE’ SONO ITALIANO ! 

 

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ELEZIONI MEDA 2017: IL CENTRODESTRA E’ UNITO!

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Ventitré anni dopo il primo esperimento nazionale, anche per Meda e’ giunto il tempo di vedere “finalmente” le forze politiche di destra unite e cooperanti nell’intento di riconquistare il governo del Paese, in passato oggetto di dure contese. Il merito, di LUCA SANTAMBROGIO. L’ideatore della Medateca il prossimo 11 giugno 2017 sarà il primo storico candidato sindaco della coalizione.

Eravamo considerati l’anomalia della Brianza.

Meda, dagli albori della Seconda Repubblica fino al 2012, fu sempre governata da forze di destra, le quali, in controtendenza con le politiche nazionali, avevano la consuetudine di farsi la guerra fra di loro; spesso il ballottaggio vedeva contrapposti i candidati sindaco della Lega Nord a quello di Forza Italia e/o Alleanza Nazionale (con la sinistra comunale relegata al ruolo di giudice spesso decisivo). Con la caduta prima e la decadenza successiva di Silvio Berlusconi, artefice delle coalizioni nazionali (Polo delle Libertà, Casa delle Libertà e Polo delle Libertà), sembrava definitivamente tramontata l’idea di vedere alla guida della Città la miglior proposta di Governo vista in Italia negli ultimi 25 anni. Le complicanze erano spesso derivate da antipatie personali e rapporti poco idilliaci fra i vecchi esponenti di spicco di questi partiti nella nostra realtà territoriale; oggi però: un nome ha trovato il consenso delle tre forze appartenenti alla Destra Italiana presenti a Meda, riuscendo finalmente a portar a termine un progetto politico che rappresenta la vera NOVITA‘ della prossima tornata elettorale.

Riassumendo in forma chiara:

LUCA SANTAMBROGIO ha ottenuto ufficialmente dalla coalizione di centrodestra rappresentata dai partiti: LEGA NORD, FORZA ITALIA e FRATELLI D’ITALIA; la nomination ad esser il candidato sindaco alla tornata amministrativa, indetta il prossimo 11 giugno 2017, che vedrà protagonista la città di Meda.

ROMA, nel 2016, ma ancor prima nella Nostra MEDA nel 2012 quando il triplice spezzettamento della Destra comunale regalò di fatto la vittoria all’attuale sindaco Gianni Caimi (PD), hanno dimostrato come le divisioni interne alla coalizione (che fu in grado di guidare l’Italia ininterrottamente per un’intera legislatura 2001-06, cosa mai riuscita alla Sinistra nelle occasioni in cui vinse a livello Nazionale) vanno a tramutarsi spesso in sconfitte elettorali, rocambolesche e difficili da digerire.

LUCA SANTAMBROGIO è oggi il punto di partenza ed il punto di arrivo di questo progetto.

Da oltre 10 anni è presente con il ruolo di protagonista attivo sulla scena della politica medese. Con esperienze alle spalle da Assessore Comunale, Luca lega il suo nome al progetto migliore realizzato in città, la MEDATECA, un progetto avveniristico per la città. Un polo culturale d’eccellenza che nel 2012 contava 6.068 iscritti e che oggi ha ampliato di nemmeno 500 unità il numero, in 5 anni di giunta Pd, praticamente risultati da chi ha a disposizione una F1 e la fa condurre da un neo-patentato. MEDATECA ciliegina sulla torta di scelte politiche che l’hanno fatto apprezzare nella comunità tanto da far vociferare di una sua candidatura alla poltrona più alta della città già nella scorsa tornata elettorale. Proprio la carriera, breve ma intensa  (Luca è giovanissimo politicamente) rappresenta il miglior biglietto da visita per il primo storico candidato del centrodestra unito medese.

Divisioni passate, che oggi appaiono più datate per via delle collaborazioni che i tre partiti hanno già avuto in passato, con risultati dimostrati dalle ultime tornate elettorali, le quali se analizzate raccontano come gli abitanti di Meda premino sempre l’offerta dei partiti di destra, dall’ultimo referendum svolto lo scorso 4 dicembre fino alle elezioni europee del 2014, dove nel territorio si è assisto ad un pareggio tra le forze opposte nonostante l’effetto Renzi ed il 40% a livello nazionale raggiunto dal PD. L’incognita di questi dati è dovuta dalla NON presenza del M5S a livello comunale.

Risultati: ELEZIONI POLITICHE 2013: CAMERA E SENATO. IL RISULTATO DI MEDA PERMETTE AL CDX DI SILVIO BERLUSCONI DI OTTENERE UNA VITTORIA SCHIACCIANTE SULLA SINISTRA BERSANIANA. LA VITTORIA SARA’ CHIAVE PER IL RISULTATO LOMBARDO A SUA VOLTA DECISIVO NEL CONTEGGIO NAZIONALE. IL PD ARRIVA PRIMO IN ITALIA MA NON HA I NUMERI PER FORMARE UN GOVERNO
Risultati: ELEZIONI REGIONALI 2013. MARONI SEGRETARIO DELLA LEGA NORD VIENE ELETTO PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA E IL CDX A MEDA SUPERA LA SOGLIA DEL 50%
Risultati: ELEZIONI EUROPEE 2014. A MEDA L’EFFETTO RENZI NON SI SENTE: IL PD AUMENTA IL CONSENSO MA IL CDX RAGGIUNGE UN RISULTATO DI PARITA’ MENTRE A LIVELLO NAZIONALE ACCUSA -13 PUNTI PERCENTUALI
IL NO TRIONFA A MEDA. LEGA NORD, FRATELLI D’ITALIA E FORZA ITALIA SONO DECISIVE NELLA VITTORIA DEL FRONTE DEL NO
ANDREA TERRANEO
per LUCA SANTAMBROGIO SINDACO