ELEZIONI MEDA 2017, E’ POSSIBILE LA STRADA DEL TURISMO ?

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Andrea Terraneo

(meda-turismo) NON E’ STATA SOLO SPECULAZIONE. MEDA E’ ANCORA UNO DEI PAESI PIU’ BELLI DELLA BRIANZA: PAESAGGIO, ARTE – FINO A FARNE UN LAVORO -, ARCHITETTURA E GUSTO SONO TEMATICHE INTRINSECHE AI CONFINI DEL NOSTRO TERRITORIO, CHE SE VALORIZZATE POTREBBERE APRIRE IN CITTA’ UNA NUOVA VIA DI GUADAGNO. MA ONESTAMENTE, E’ POSSIBILE AL GIORNO D’OGGI IMMAGINARE PER MEDA UNO SVILUPPO DI QUESTO SETTORE ?

Lavoro, botteghe artigiane, design, la “CITTA’ DEL MOBILE“. MEDA è conosciuta nel mondo per la sua manifattura, per la sua concretezza; ma il nostro comune è attraversato anche da una serie di leggende e personaggi capaci di costituire una vera e propria: TRADIZIONE POPOLARE !

DUE STORIE:

MEDA deve il suo nome dal latino META: cumulo, come la collina che ospita il MONASTERO DI SAN VITTORE. Punto questo non scelto a casaccio ma coincidente con il luogo che fece da rifugio ai Santi AIMO e VERMONDO già conti di Corio di Turbigo. La leggenda narra che i due impegnati in una battuta di caccia vennero assaliti dai cinghiali e riuscirono a trovare riparo su alberi di alloro. Qui invocarono l’aiuto di San Vittore promettendo ad esso che qualora fossero sopravvissuti, avrebbero eretto un monastero di clausura di monache benedettine. Sopravvissuti il Monastero vide la luce attorno al 780.

MONACHE come la MONACA DI MONZA, personaggio principale dell’opera più famosa dello scrittore ALESSANDRO MANZONI. MEDA può dirsi orgogliosa di esser citata ne “I PROMESSI SPOSI”, paese d’origine della CONVERSA, figura che scoprì la tresca fra Gertrude ed Egidio. Nel capitolo 10 del romanzo storico la nostra città viene citata quale luogo di ricerca in cui ritrovare la scomparsa Conversa. Secondo documenti storici: la reale identità della Conversa sarebbe da riscontrare nel nome di CATERINA CASSINI, realmente originaria medese e vittima nel 1606 di GIAN PAOLO OSIO.

FIN DALLA SUA NASCITA MEDA PORTA CON SE’ UNA STORIA RICCA DI MITI E LEGGENDE CARATTERIZZATORI DI UNA FORTE TRADIZIONE POPOLARE SINONIMO DI IDENTITA’. LE STORIE CITATE QUI SOPRA SONO LA PUNTA DELL’ICEBERG DI UN COMUNE RICCO DI SEGNI STORICI, ARCHITETTONICI E TERRITORIALI CHE IN PRIMIS LO RENDONO SUGGESTIVO E BELLISSIMO MA CHE POTREBBERO TRASFORMARSI ANCHE IN INDOTTO

ALLO STATO ATTUALE
E’ POSSIBILE IL TURISMO PER MEDA ?
UNO SGUARDO NAZIONALE:

Quando si sente parlare di ripresa economica uno cliché maggiormente utilizzati nelle argomentazioni sul come fare ? è quello che: “L’ ITALIA POTREBBE VIVERE DI TURISMO”. Siamo la nazione più bella del mondo però non siamo la Terra che richiama di più, nel 2013 eravamo quinti e la situazione ad oggi non è migliorata. Analizzando i dati del 2015 però una caratteristica dei turisti e su cosa cercano, ha scatenato la mia fantasia …

TORNIAMO SOTTO IL NOSTRO CAMPANILE

Quando mi sono messo in moto per pensare a questa tematica, il mio cervello ha subito fatto un’associazione che mi ha condotto con la memoria ad un Palio di alcuni anni fa. Era il 2011 e il rione Fameta proponeva un tema strambo ma originalissimo: “SE A MEDA CI FOSSE IL MARE”. Purtroppo per conformazione geologica il nostro paese non ospita il mare però avrebbe molte atre ricchezze da sfruttare: il Mobile, tracce di storia plurisecolare, architetture pregiate e un territorio particolare se visto con i canoni della zona geografica.

Ho sempre pensato che il turismo fosse principalmente mare e montagna ma negli ultimi anni l’interesse storico, culturale e artistico la fa da padrone, soprattutto fra i turisti stranieri, questi segnalati in aumento – soprattutto nel post-EXPO – proprio in provincia di Monza e Brianza. Ecco il grafico che fotografa questa nuova tendenza:

 

UNA TENDENZA SEMPRE PIU’ IN CRESCITA E’ QUELLA CHE VEDE TURISTI STRANIERI VISITARE LA PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA. MEDA, PER IL SUO BACINO STORICO, CULTURALE E ARTISTICO E’ UNO DEI PAESI PIU’ BELLI DELL’AREA. OGGI COME OGGI PERO’ LA NOSTRA CITTADINA NON E’ PRONTA PER AFFRONTARE LA SFIDA DEL TURISMO. IL DEGRADO DEL CENTRO STORICO E DEL TERRITORIO, LA MANCANZA DI COMUNICAZIONE E DI PUBBLICITA’ DELLE MERAVIGLIE STILISTICHE SONO FARDELLI DA SUPERARE SE SI VUOL ESSER COMPETITIVI NEL SETTORE, CHE IN FUTURO POTREGGE GENERARE NUOVI INDOTTI ECONOMICI PER IL PUBBLICO E PER IL PRIVATO – POSTI DI LAVORO

COME FAR TURISMO A MEDA E PER #MEDA2022

Come detto in precedenza, MEDA ha tutte le caratteristiche basilari per permettersi di affrontare la sfida turistica. Prodotti base sotto forma di: Ville, Palazzi, Chiese, Santuari, Piazze ecc. Occorre lavorare sul piano della comunicazione e su quello dei servizi da offrire ai visitatori.

Non essendo esperto in materia di politiche del turismo ma provando solo a sfidare l’utopia “MEDA TURISTICA” ho preso come modello il sistema del nostro capoluogo di provincia: MONZA – in particolare sono stato ispirato da ciò che ho potuto vedere in Piazza Trento e Trieste –

PIANO DELLA COMUNICAZIONE:

Elementare: Una città, un’ente, un’impresa ma anche un comune di provincia deve, in un mondo globalizzato e digitale, possedere un sito internet all’altezza della sua fama. L’attuale giunta ha rinnovato il sito del COMUNE DI MEDA con l’obiettivo di renderlo più fruibile e accessibile ai cittadini, obiettivo fallito soprattutto nella sezione turismo; una voce che non racconta i beni presenti sul territorio ma fa da autoreferente all’attività dello stesso sindaco citando oltre VILLA TRAVERSI e MONASTERO DI SAN VITTORE, solo la GIPSOTECA PERMANENTE. Una comunicazione assai povera incapace di creare attenzione verso le meraviglie medesi. Una comunicazione che dovrebbe attrezzarsi di una campagna pubblicitaria: brand identity, logo, claim, visual capaci di comunicare con un’immagine la città. Inoltre in paese non è presente alcuna mappa dei luoghi più caratteristici e belli che abbiamo il piacere di custodire nei confini. Ho parlato di mappe anche se sarebbe più in linea con i tempi investire su dei TOTEM INFORMATIVI da disporre nei luoghi più significativi di MEDA

IL PRIMO PASSO PER ESSER COMPETITIVI E’ DATO DA UN RADICALE CAMBIO DELLA COMUNICAZIONE DA PARTE DELL’ENTE COMUNALE. ALLA VOCE TURISMO: IL RINNOVATO SITO INTERNET DEL COMUNE DI MEDA RISULTA INEFFICENTE E INADATTO AL TEMPO.

OCCORRE SVILUPPARE UN BRAND PUBBLICO CITTADINO CAPACE DI RACCONTARE LA STORIA, LA CULTURA E LE BELLEZZE DEL PAESE. DOBBIAMO DAR VITA DIGITALE ALLA #MEDESITA’

OFFRIRE DEI SERVIZI A CHI CI SCEGLIE

Dobbiamo lavorare sui servizi non ce né. Un futuro progetto efficiente legato al settore turistico impone prima di tutto il recupero del centro storico: Via MATTEOTTI in primis e creazione di percorsi pedonabili – da zero o a seguito della dovuta riqualificazione dei marciapiedi già esistenti e lasciati all’incuria permanente. Se nella prima occasione si è legati alla decisione dei privati, nel secondo caso la creazione delle vie sicure per pedoni o ciclisti devono esser realizzate seguendo la logica dell’interconnessione tra aree specifiche. Ovviamente, ricollegandomi direttamente al capitolo precedente, occorre un’adeguata segnaletica su tutto il nuovo reticolo.

 

 

UN’IPOTETICA GUIDA AI PERCORSI:

  1. PERCORSO STORICO RELIGIOSO: Sarebbe l’arteria primaria di tutto il reticolo. Quella riconoscibile con la #medesità. Strutturata da Chiese, Monastero, Ville e Monumenti fino alle tradizioni dei giorni nostri. Alcuni esempi: CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA NASCENTE, CHIESA SAN NAZARO E CELSO, MONASTERO DI SAN VITTORE, SANTUARIO SAN CROCIFISSO E MONUMENTO OSSARIO AI CADUTI, VILLA TRAVERSI, PALAZZO MASCHERONI, GIPSOTECA PERMANENTE, CASA DELLE ASSOCIAZIONI, LAZZARETTO fino alla VECCHIA FORNACE
  2. PERCORSO DELL’ACQUA E DEL VERDE: Rappresenterebbe l’anima della CITTA’ GREEN presente nel nostro programma. Sarebbe l’unione e la rivisitazione 2.0 di due componenti primarie del nostro territorio, il fiume TARO’ = acqua ed il futuro PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA = verde. Alcuni esempi: SENTIERO MEDA-MONTORFANO, ZOCA DEI PIRUTIT, DESERTINO, PERCORSO ROTAIE TRENINI FORNACI, PONTICELLO raggiungere gli altri parchi cittadini: PARCO DEL BOSCO DELLE QUERCE, PARCO BERETTA-MOLLA, PARCHI DI QUARTIERE
  3. PERCORSO DEL COMMERCIO E DEL GUSTO: Questo ultimo percorso prevede il coinvolgimento dei commercianti e dei ristoratori presenti sul territorio. E’ importante, soprattutto su mappe e totem, la segnalazione dei negozi ma anche di punti ristoro necessari per far vivere al turista un’esperienza in città a 360 gradi

MEDA DEVE RENDERSI APPETTIBILE ALL’ESTERNO CREANDO LA POSSIBILITA’ AI VISITATORI DI USUFRUIRE DI UN’ESPERIENZA – STORICA, ARTISTICA, TERRITORIALE FINO AL SETTORE COMMERCIALE – PARI A 360 GRADI

riprendendo la domanda iniziale:

OGGI LA CITTA’ NON E’ SUFFICENTEMENTE PRONTA PER AFFRONTARE LA SFIDA DEL TURISMO. E’ UN’OBIETTIVO IMPOSTARE UN PROGETTO CHE CONDUCA IL COMUNE AD ESSER PROTAGONISTA NEI PROSSIMI ANNI, DECENNI NELLE SCELTE DEI VISITATORI. E’ IMPORTANTISSIMO PER COMPETERE AI MASSIMI LIVELLI SPINGERE PER LA REALIZZAZIONE DI UNA STRUTTURA CHE PERMETTA IL PERNOTTAMENTO IN MEDA.

ANDREA TERRANEO 

ELEZIONI MEDA 2017, CITTA’ GREEN! NON MONOCOLORE MA SOSTENIBILE!

MEDA “LA CITTA’ PIU’ INQUINATA DELLA BRIANZA”. BASTA QUESTO APPELLATIVO CHE “INGLORIOSAMENTE CI SIAMO GUADAGNATI” PER TRACCIARE UNO DEGLI OBIETTIVI PRIMARI DELLA PROSSIMA LEGISLATURA AMMINISTRATIVA (CHE NEL 2020 VIRA’ LA PRIMA SCADENZA DEL PAES) SOSTENIBILITA’ ENERGETICA ED AMBIENTALE PER UN FUTURO MIGLIORE

Sarà per colpa della pioggia che cade meno abbondante, sarà per la famosa centralina di rilevamento posizionata in un punto non favorevole – la locazione in centro espone il problema e non lo nasconde, quindi è un merito! – ma MEDA, oltre per il design e la lavorazione del legno, è conosciuta con l’etichetta di “CITTA’ PIU’ INQUINATA DELLA BRIANZA”. Passi avanti rispetto al passato negli ultimi anni ne sono stati fatti a cominciare dall’adesione al PAES, ma proprio questo piano rischia di dar una fotografia rigorosamente in bianco e nero della situazione medese rispetto alle politiche ambientali.

NEL 2020 MEDA DOVRA’ FARE I CONTI CON LA PRIMA SCADENZA DEL PAES, AD OGGI – NONOSTANTE NEGLI ULTIMI ANNI SI SIA INTERVENUTO SULLA TEMATICA – NON SI CONOSCONO I DATI RISPETTO AL TRAGUARDO FINALE

 

 

PAES, COS’E’ QUESTO SCONOSCIUTO ?

PAES:

PIANO D’AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE

E’ un documento che descrive una serie di progetti realizzati al fine di raggiungere e superare l’obiettivo di riduzione del 20 % delle emissioni di CO2 – Anidride Carbonica – entro il 2020.

Codesto – oltre ad esser un punto fondamentale nell’agenda del PATTO DEI SINDACI – segue la linea: STRATEGIA 20 20 20 atta a:

  • tagliare l’emissione del gas serra del 20 %
  • ridurre il consumo energetico del 20 %
  • aumentare l’uso delle energie rinnovabili del 20 %

MEDA NEL PAES …
MEDA è entrata nel PAES il 20 novembre 2014 a seguito della decisione del Consiglio Comunale. Da allora vi sono stati interventi diretti nella modernizzazione delle opere fisiche, ma sono venute a meno i progetti di sensibilizzazione all’argomento promessi in sede di adozione del piano.
Non è stato realizzata tutta la parte riguardante la campagna di sensibilizzazione alla tematica; mi riferisco a:
  • sito internet dedicato esclusivamente alla tematica del PAES
  • creazione di uno sportello dedicato al PAES
  • istituzione delle giornate dell’energia
  • formazione sul PAES di dipendenti comunali e alunni
Inoltre – questione assai più importante – la giunta medese ha mancato la primissima scadenza derivante dagli obiettivi del PAES.
Il regolamento del Patto dei Sindaci infatti prevede a due anni dall’adesione la stesura di un rapporto di monitoraggio sull’attività svolta. Il report sarebbe dovuto esser consegnato alla cittadinanza nel 2016, tutt’ora non si ha conoscenza di esso
INTERVENTI

Dal BILANCIO DI FINE MANDATO (2012 – 2017) noto con plauso alcuni interventi eseguiti dall’attuale giunta al fine di raggiungere il primo obiettivo del PAES

  • Riqualificazione energetica della scuola Traversi
  • Installazione di lampade LED
  • Installazione della Casa dell’ Acqua

Come scritto in precedenza, i governatori locali hanno agito adoperando per migliorare l’aspetto ambientale della città; poteva esser fatto di più ma a differenza di altri campi qui la mano di sindaco e assessori si è vista, serve proseguire con maggiore inerzia quest’attività. Innanzitutto, la riqualificazione degli edifici comunali non è stata completata del tutto mentre per quanto riguarda la CASA DELL’ACQUA, oggi abbiamo sul territorio un solo esemplare non in grado di soddisfare il fa-bisogno di 2/3 della comunità

SI PUO’ FARE DI PIU’, COME ?

INFORMARE – EDUCARE – COLLABORARE

Il problema ambientale – anche dal sottoscritto – è stato eccessivamente sottostimato nel corso degli scorsi anni, per questo motivo molti cittadini non sono sufficientemente consci e preparati sulla tematica. Attraverso programmi informativi ed incontri – tavoli di lavoro istituzioni e persone – bisogna sensibilizzare il cittadino sull’argomento. Piccolissime azioni – date per scontate ma non applicate – possono contribuire ad abbassare i valori di CO2 nell’atmosfera, un esempio concreto è il classico fermo del motore allo sbarramento ferroviario; bisogna colpire chi non rispetta questa semplice direttiva attraverso sanzioni pecuniarie allo scopo di ottenere ordine e pulizia. Argomento assai più caldo per incisività dell’azione è la GESTIONE DEI RIFIUTI. Nel 2015 MEDA si è posizionata al penultimo posto fra i comuni della provincia di Monza e Brianza per valori della raccolta differenziata. Seveso comune a noi limitrofo, dopo l’introduzione del sacchetto blu “microchippato“, può esser d’esempio al fine di un miglioramento della situazione

Nell’opera di sostenibilità del nostro comune non bisogna tralasciare il fattore umano. Il comportamento del cittadino è primario in queste politiche, è alla base di qualunque piano di risparmio energetico che MEDA applicherà. Occorre informare, educare – qualora servisse punire – medesi e non, rispetto alla tematica ambientalista

MOBILITA’

Una delle principali cause dell’inquinamento atmosferico è dovuta al traffico cittadino.

MEDA ha un’alta percentuale di passaggio automobilistico nel suo territorio. Bisogna abbattere questo fenomeno. In primo luogo – fondamentale per il futuro – è necessario ridurre l’utilizzo dei veicoli a motore in favore della bici. E’ provato che i paesi con l’aria più buona siano quelli con i cittadini maggiormente inclini a pedalare. Occorre perciò, fornire ai medesi luoghi sicuri – non in stile V.le Brianza – per muoversi all’interno del territorio al fine di utilizzare la bicicletta per adempiere alle azioni più comuni; dalle commissioni all’andare sul posto di lavoro.

La visione deve esser tradotta nella realizzazione di un reticolo di PISTE CICLO-PEDONABILI che abbiano come stazioni i punti strategici della città: centro, stazione, ciclodromo e parchi. Bicicletta come mezzo fisico del futuro e risorsa per i cittadini che il comune deve mettere a disposizione attraverso la creazione di un servizio di BIKE-SHARING e la futura realizzazione di una struttura adibita a VELOSTAZIONE.

Oltre all’utilizzo della bicicletta per una mobilità sostenibile vi sono diversi altri tipi di trasporti aventi lo stesso obiettivo, un esempio concreto sono la realtà del PEDIBUS: è il modo più sano, sicuro, divertente ed ecologico per andare e tornare da scuola; un autobus umano, formato da un gruppo di bambini “passeggeri” e da adulti “autisti” e “controllori”. Altre situazioni possono esser circoscritte alla realtà riguardante automobili e web 2.0, penso ai servizi di car-sharing e app sull’onda di bla bla car

VERDE

La tematica ambientale è storicamente legata ad un colore: il verde.

Nel #2022 MEDA dovrà aver in sé la dicitura GREEN CITY !

Abbiamo una fortuna: avere a disposizione un territorio che offre ai suoi residenti ampi spazi naturali. Dobbiamo riqualificare queste aree e crearne di nuove al fine di far tronare a respirare il nostro polmone verde, le ricette sono le seguenti:

Il VERDE è, e sarà, sempre di più il futuro della nostra comunità. Occorre muoversi sulla tematica in due direzioni parallele: RECUPERARE e REALIZZARE. Opere già presenti e condannate all’incuria vanno riqualificate al fine di esser fruibili per la cittadinanza, che deve trovare accoglienza e sfogo in spazi green sempre più frequenti.

il futuro e’ sempre piu’ green!

occorre attivare politiche ambientali che partano dal cittadino di oggi – dalle sue abitudini – e terminano al cittadino di domani. Abbiamo un obbligo verso i medesi del futuro: consegnare ad essi una citta’ piu’ vivibile, pulita e sostenibile !

ELEZIONI MEDA 2017, PEDALARE IN SICUREZZA: IL CICLODROMO!

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IL CICLODROMO DI MEDA E’ LA CLASSICA OPERA CHE DIVIDE IL POPOLO in FAVOREVOLI o CONTRARI. LA SUA REALIZZAZIONE E’ COSTATA SOLDI E tempo. basta osservarlo pero’, per comprendere come l’infrastruttura sia paragonabile AL CLASSICO CAMPIONE CHE ha deluso le aspettative. #MEDA2022 DOVRA’ VEDER COMPIUTA la missione del rilancio del ciclodromo.

IL CICLODROMO MEDESE:
BREVE STORIA DI UN OPERA INCOMPLETA

“I medesi: gente positivamente incline all’arte del lavoro”; talento questo che ha dato lustro al comune in ogni angolo del mondo. La comunità però non è solo lavoro; è altro! Oltre a “faticare”, abbiamo nel DNA una forte propensione all’attività sportiva, in particolare “i medesi amano pedalare!” Dal sindaco all’operaio del legno, dagli anziani ai giovani, da chi la usa per andare al mercato al giovedì fino a chi si scatena sul mitico sentiero che porta fino a MOTORFANO; MEDA ha una fortissima propensione all’uso della bicicletta. Il comune, in passato ha strizzato l’occhio anche alle competizioni su due ruote: Il Trofeo Caduti Medesi, fu dal 1965 al 2005, una delle più importanti corse ciclistiche riservate ai dilettanti dell’intero panorama nazionale, ma non solo; MEDA in tre occasioni ha avuto l’onore di ospitare il traguardo di tappa del Giro d’Italia (1979 – 1989 – 2000). Questa tradizione e questo sentimento non poteva passare inosservato ai nostri governanti che nel 2008 iniziarono a pensare alla realizzazione di un’opera in città, esclusivamente dedicata alla bicicletta: il CICLODROMO. Approvato nel giugno del 2010, per una spesa complessiva di 380.000 € – cifra poi ridimensionata al ribasso -. Terminato nel 2014, l’opera subito destò incertezza per i puristi della disciplina per il particolare circuito – che comunque ha superato i test del CONI -. Consegnato nel 2015 alla cittadinanza, oggi l’opera è aperta al pubblico e ai cadetti delle società.

IL DISTACCO CHE L’ATTUALE GIUNTA HA MOSTRATO VERSO IL CICLODROMO, HA FATTO SI CHE L’OPERA OGGI VIA NEL LIMBO DEL TERMINATO – perchè i costi economici erano maggiori del costo opportunità, quindi andava fatto! – E NON COMPLETATO. UN DISSERVIZIO INVECE FINITO PER I CITTADINI

IL CICLODROMO: FINIAMOLO !

PREMESSA: IL CICLODROMO NON CAMBIA LA VITA DELLE PERSONE, NON E’ UNA PRIORITA’, LE QUESTIONI IMPORTANTI SONO ALTRE … PERO’

QUESTIONE 1: SICUREZZA !

Il prossimo maggio scatterà la centesima edizione del Giro D’Italia, 200 ciclisti al via; all’appuntamento mancherà purtroppo MICHELE SCARPONI. Il vincitore della Corsa rosa – edizione 2011 – è venuto a mancare una settima fa per un tragico incidente in allenamento. Saltando le varie dinamiche dell’accaduto, MICHELE – suo malgrado – è la più splendente vittima di una piaga, in crescita, che colpisce le strade italiane: la strage dei ciclisti!

Nel 2015 secondo dati ISTAT, i morti in bicicletta per incidente stradale sono stati 252, praticamente come un Giro d’Italia; oltre 16.000 i feriti.

Prima, riportando uno specchio di vita medese, ho elencato una serie di attività comuni all’uso della bici; situazioni di routine che possono – scongiurando il più possibile – andare ad intrecciare il destino con la tendenza descritta sopra. Rivolgendo lo sguardo soprattutto ai bambini, è una fortuna – soprattutto in attesa di una legge nazionale “salva ciclisti” – aver a disposizione un’area dove poter praticare l’arte della bici in assoluta sicurezza, essendo vietato l’ingresso ai veicoli a motori all’interno della struttura

LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE DOVRA’ GUARDARE AL CICLODROMO CON OCCHI DIVERSI. NON UN’OPERA INUTILE DA 380.000 € ! L’AREA DOVRA’ ESSER IL FIORE ALL’OCCHIELLO DI UN SISTEMA ARTICOLATO DI PISTE CICLABILE – NON COME QUELLA REALIZZATA IN V.LE BRIANZA (A PROPOSITO DI SPRECHI DI DENARO) MIRATO ALLA PROTEZIONE DEI CICLISTI

QUESTIONE 2. BELLEZZA !

Avete mai costeggiato il ciclodromo medese costeggiandolo da via Luigi Busnelli ?

Passando accanto all’opera personalmente vengo invaso da una sensazione di tristezza, incuria ed inutilita’. Chi? Guardando il panorama dell’area avrebbe voglia di far due pedalate sopra, nessuno – o meglio – pochi; perchè ad oggi l’opera non è assolutamente frequentato per quanto è stato il suo costo.

Manca l’attrattiva, la scintilla: il GUSTO DEL BELLO! io proporrei 3 interventi assolutamente a “basso costo” per impreziosire l’opera:

  • Il ciclismo non è solo strada, si può pedalare anche off-road. Sfruttiamo l’ampio spazio verde per disegnare una rete di sentieri, collinette artificiali – salitelle, discese -, per permettere anche l’attività nella struttura dei crossisti … conoscete il mitico “Desertino” presente nel Parco della Brughiera? esportiamolo al ciclodromo!

 

  • Il rettilineo principale dell’opera è costeggiato da un lungo muro rosso che oggi porta le tracce dell’incuria causata dai disegni idioti dei “graffittari”. Cancelliamo e ripuliamo la parete da quelle schifezze ma ripartiamo proprio da questi artisti: coinvolgiamoli e usufruiamo del loro talento per realizzare dei murales da dedicare ai campioni della disciplina. I piccolini sapranno riconoscere così Coppi, Bartali e Pantani mentre i più grandi ricorderanno le emozioni vissute in TV.

 

  •  Realizzare un monumento alla protagonista indiscussa dell’area: LA BICICLETTA. Mezzo dell’Italia del passato e sempre più mezzo dell’Italia del futuro

PER UN MEDESE E’INCONCEPIBILE IL BRUTTO: CON TRE SEMPLICI MOSSE LOW COST POTREBBE ESSER RIVITALIZZATA UN’OPERA INATRATTIVA E CONSIDERATA INUTILE

QUESTIONE 3. EFFICENZA !

Qui occorre far un po’ di spesa. L’area è assolutamente spoglia; mancano i servizi: igenici, di custodia e di relax. Il luogo oggi non prevede sulla sua superficie delle comunissime toilette – c’è alla Zoca, per dire! – o dei più complessi spogliatoi (questi in ottica e più servizievoli per le società sportive). Manca una casetta di deposito per: bici a noleggio – bike sharing, mtb, fixed – che nel periodo palio possa servire alla custodia delle macchinine, simbolo della manifestazione. Per ultimo, ma primario: occorre addobbare parte della superficie a zona relax – ristoro posizionando dei semplici tavolini, rimovibili durante la stagione invernale.

Parlando di ciclodromo io ho sempre fatto riferimento alla bicicletta. La particolare conformazione dell’area permette l’utilizzo di essa anche per altre discipline sportive. Pattini a rotelle, skiroll, macchinine a pedali fino all’apertura ai diversamente abili che praticano l’handbike per rendere anche quest’area inclusiva, come deve esser #MEDA2022 …. EFFICENTE ED ETICA

UN DETTO MI SUGGERISCE CHE: “CHI MENO SPENDE PIU’ SPENDE !”. OGGI COSI’ COM’E’ IL CICLODROMO E’ASSOLUTAMENTE INUTILE PER LA CITTA’. SONO STATI SPESI SOLDI E QUESTI NON TORNERANNO PIU’ NELLE CASSE DEL COMUNE, OCCORRE PERO’ TROVARE I FONDI NECESSARI ALLA REALIZZAZIONE COMPLETA DEL CICLODROMO MEDESE AL FINE DI REGALARE ALLA CITTA’ IL GIOIELLO ANCORA OGGI INCOMPIUTO E CONDANNATO ALL’INCURIA CRESCENTE

L’ASPETTO PIU’ IMPORTANTE LEGATO AL CICLODROMO E’ LA QUESTIONE SICUREZZA!

OGGI L’OPERA NON HA NOME:

DEDICHIAMO L’AREA ALLA FIGURA DI

MICHELE SCARPONI

CICLISTA SCOMPARSO IN UN INCIDENTE STRADALE LA MATTINA DEL 22/04/2017

ANDREA TERRANEO