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TRUMPWORLD, E #Salvini è il più Sveglio di Tutti

TRUMPWORLD, E #Salvini è il più Sveglio di Tutti

L’uccisione di SOLEIMANI più che aprire l’auspicato (da parte di alcuni: dem U.S.A in testa) terzo conflitto mondiale apre l’anno elettorale. Gli Americani a Novembre saranno chiamati ad eleggere il Presidente, ovvio che sarà un referendum Pro o Contro TRUMP. The DONALD parla soprattutto ai suoi concittadini, l’estero non ha ancora imparato a capirlo, soprattutto gli italiani a cominciare dai Politici. TRUMP oltre che ad essere un grande Presidente è un fenomeno storico capace di minare – a suo favore – dagli equilibri geopolitici a quelli interni del primo partito italiano

Da FIDEL CASTRO al Colonello GHEDDAFI, da FRANCO a PINOCHET, la storia è piena di figure che grazie al prestigio conquistato in ambito militare sono divenute delle vere e proprie icone, prima a livello nazionale – assumendo direttamente i poteri – poi a livello mondiale, sarà questo secondo il destino di QASEM SOLEIMANI? Partiamo da un sunto: “IO non conoscevo questa persona: sono ancora una volta il più ignorante della mia Timeline Social”; apro allora Wikipedia e leggo testualmente che:

“Dal 1998 alla morte è stato il capo della Niru-ye Qods (in lingua persiana “Brigata Santa”, a volte chiamata anche Forza Quds dalla stampa occidentale, che riprende la traduzione inglese del termine), l’unità delle Guardie Rivoluzionarie responsabile per la diffusione dell’ideologia khomeinista fuori dalla Repubblica Islamica.”

Sono 4 righe che bastano ad etichettare il personaggio quale “NEMICO DELL’OCCIDENTE” a testimonianza di ciò basta dare un’occhiata a cosa fosse l’IRAN prima della “Rivoluzione KHOMEINISTA” ovvero un’ideologia di governo che basa tutto l’apparato sull’ applicazione letteraria del CORANO, e che definirò Islam Politico. Amici del disegno iraniano oltre ai Clinton, Barack Obama ma anche sponsor italiani quali Massimo D’Alema e l’ex ministra degli Esteri Europea Federica Mogherini (ricordate la foto con il velo?)

QASEM SOLEIMANI PATRIOTA SI, PATRIOTA NO, E’ STATO UN NEMICO DELL’ OCCIDENTE, LO DIMOSTRA L’AIUTO DATO AI TERRORISTI CHE FECERO L’11 SETTEMBRE 2001 IN PRIMIS.

Condizioni della donna in Iran prima della rivoluzione islamica

A sentire ciò, non vi sarebbero dubbi sul fatto che il mondo dovrebbe alzarsi in piedi e porgere i propri complimenti al Presidente degli Stati Uniti d’America: DONALD TRUMP, ad oggi l’unico Presidente Americano a non aver fatto guerre (e continuerà ad esser così), ma non è così, i Democratici sono già sul piede di guerra.

DONALD TRUMP va capito, va letto, perché non è il classico Presidente degli Stati Uniti a cui eravamo abituati. Trump infatti fin dalla discesa dalle scale mobili ha sempre detto: “American First” ed una volta eletto, applicandola all’interno del proprio Paese la formula funziona: L’Economia Cresce, la Disoccupazione è a livelli minimi, all’Esterno la formula è più difficilmente applicabile.

Il disegno estero dell’amministrazione TRUMP prevede una retromarcia rispetto alla posizione di azione esercitata dai predecessori: Clinton, Bush Padre e W. e Obama. Il Tycoon predilige un’agenda politica estera volta al benessere interno, ad esempi i dazi economici

Ovviamente L’America non può del tutto sottrarsi dalle questioni estere, dal crollo dell’Unione Sovietica è rimasta l’unica superpotenza capace di influenzare, anche se la Cina soprattutto punta a eroderne il potere – già lo ha fatto – interferendo nelle sfere di influenza (e a chi sono capitati uomini come Conte e Di Maio?)

Per capire Trump bisogna conoscere 2 documenti:

Se aprite la vostra App di Amazon e cercate “Donald Trump in Libri” vedrete come il Presidente sia uno scrittore di Best Sellers, è sempre stato un personaggio mediale: Roger Ailes individuò in questa caratteristica l’input per traghettarlo alla Casa Bianca (Roger Ailes è il fondatore di Fox News). Tra i saggi, oltre a quelli di tecnica di vendita, vi è quello scritto durante la campagna presidenziale del 2016 dal titolo: “CRIPPLED AMERICA: How to Make America Great Again”. In questo saggio vi è spiegato come DONALD TRUMP intende muoversi nel RISIKO reale.

QUANDO TRUMP AGISCE VUOL DIRE CHE ESSO VUOLE PERSEGUIRE UNA SERIE DI PIU’ OBIETTIVI. QUELLO VERSO CUI HA MOSSO E’ QUELLO MENO IMPORTANTE COSI’ CHE TUTTI GLI OCCHI DI CHI VUOLE OSTACOLARLO SIANO RIVOLTI SU QUELLO. INOLTRE PER TRUMP L’APERTURA DELLE NEGOZIAZIONI VIENE ANTICIPATA DA QUALCHE AZIONE DI OSTILITA’

Attenzione! Proprio in CRIPPLED AMERICA viene segnalato come l’accordo raggiunto dall’Amministrazione Obama con Teheran sia “disastroso” per gli Stati Uniti ma che con l’Iran non c’erano in ballo contenziosi per ridiscutere i trattati

L’IRAN è sempre stata una pista calda per gli Stati Uniti. Reagan amoreggiava con Saddam Hussein in vista del contenimento del paese guidato da Ali Khamenei salvo poi arrivare ad un rovesciamento di alleanze: Obama ha di fatto graziato solo Teheran nel suo mandato. All’interno dell’amministrazione Trump vi sono alcune colonne Neocon.

I NEOCONSERVATORI sono un movimento “think thank” politico che orbita nella galassia del partito Repubblicano e che hanno dato la loro massima influenza nelle amministrazioni Reagan, Bush padre ma soprattutto con W. nel post 11 settembre quando Cheney (Vice), Rice, Rumsfeld e Wolfowitz, trovando terreno fertile diedero applicazione a due strategie d’attacco che caratterizzarono gli anni 2000.

Le due dottrine che si fonderanno nella dottrina W. Bush sono:

  • “NEOIMPERIALISMO DEMOCRATICO” I Neocon credono seriamente che l’America debba esportare democrazia nel resto del mondo.
  • “DOTTRINA DELL’1 %” La cosiddetta dottrina dell’1% consiste nel considerare anche una minima possibilità di attacco come se l’attacco sia imminente, spianando la strada a una difesa preventiva.

Tornando a Trump sono due le figure vicine alle teorie Neocon: Rudolph Giuliani, il Sindaco di New York dell’11.9.2001 e Bolton

Nella prima “STRATEGIA DI SICUREZZA NAZIONALE” la prima redatta nel 2017. Trump nelle sue linee di mandato affronta il tema IRAN,  si deduce come la scommessa fatta da Obama: quella di “legittimare” l’Islam Politico sia stata persa e che Trump – su pressione Neocon – considera l’Islam Politico un male da estirpare. Trump ha messo nei radar due bersagli: il Qatar e l’IRAN. Teheran oltre ad esser culla dell’Islam Politico rappresenta anche lo Stato con le migliori possibilità di ergersi a potenza trainante del medio Oriente

Dopo alcuni giorni si scopre che Trump prima di procedere all’attacco si è consultato con i leader mondiali; nella lista i nostri vertici non sono menzionati; perché il telefono di “GIUSEPPI” non ha squillato? la risposta è data dall’assenza di leadership del nostro Paese (fa ridere la foto che immortala Di Maio in aeroporto a Madrid in attesa con la compagna di tornare), leadership che ad oggi è incarnata solo da una figura: MATTEO SALVINI. In America Salvini è l’unico politico italiano citato nei dibattiti (soprattutto per le politiche migratorie – il blocco dei porti è facilmente assimilabile al muro del Messico) ed è stato l’unico che con un tweet ha subito mostrato sostegno all’azione del Presidente postando in un collage fotografico ad accompagnare i caratteri anche il presidente d’Israele: Benjamin NETANYAHU. Tre uomini che ad oggi – nel caso di Salvini può definirsi caso che il giorno dopo la presa di posizione il partito “ITALIA VIVA” strettamente legato al mondo dem liberal obamiano si sia espresso per il rinvio a giudizio di Salvini ? – rischiano di finire sotto processo: Salvini per la vicenda della “Gregoretti”, Netanyahu per corruzione e Trump per l’Impeachment per un fatto di abuso di potere. sarà un caso? Quello che qui non si capisce è come in Italia la galassia di destra non abbia mostrato piena solidarietà al presidente Trump, anzi spesso – anche nella Lega stessa (qui si rischia lo sbando) gli apprezzamenti sono arrivati alla figura di Soleimani definito: “patriota” o comunque difensore di una causa maggiore, anche se questa è una minaccia all’occidente ?

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